Come formulare la diagnosi di colon irritabile

Come  formulare la diagnosi di colon irritabile

appunti del dott. Claudio Italiano

Questa sindrome rappresenta la diagnosi più probabile in pazienti che lamentino disturbi a carico dell’apparato digerente. I sintomi sono strani; compaiono e scompaiono in modo imprevedibile nel quadro di un decorso cronico, e possono simulare patologie gastroenterologi che ben più gravi. Si tratta di una malattia considerata psicosomatica anche se attualmente le nuove scoperte scientifiche la inquadrano nell’ambito di una blanda malattia infiammatoria intestinale

Quadri clinici del colon irritabile

In particolare, facciamo riferimento ad uno studio recente: “mucosal immune activation in Irritable Bowel Syndrome: gender-dependence and association with digestive symptons”, col quale si è dimostrato che alla base della sindrome da colon irritabile può essere presente una attivazione del sistema immunitario, con incremento nella mucosa di cellule immunocompetenti che infiltrano la parete d’organo, cioè del colon e che sono rappresentati dai mastociti. In alcuni soggetti, il fatto che vi siano concomitanti disturbi di origine psichiatrica (depressione, comportamento ossessivo-depressivo, ansia, psicosi ecc.), orienta il gastroenterologo come patologia che deriva dalla somatizzazione dell’ansia e da situazioni di tensione emotiva in genere. La sindrome colpisce i giovani e gli adulti di mezza età, specie le donne (cfr la sindrome del colon irritabile varietà con stipsi). In questi soggetti è possibile repertare tre quadri caratteristici, come appresso meglio chiarito:

 

- La sintomatologia da “colon spastico” con stitichezza e dolore addominale

- Gruppo più ristretto di soggetti che presentano alvo alterno (stitichezza e diarrea), spesso senza dolore

- Pazienti solo condiarrea cronica

 
Alla visita l'addome è trattabile ed il dolore stranamente si riduce alla palpazioneLa patologia interessa tutto il tubo digerente, dall’alto in basso dove il cosiddetto “cervello viscerale” impazzisce e non riesce più a regolare la peristalsi per come sarebbe giusto, con attività muscolare disritmica ed onde di contrazione molto ampie che generano concamerazioni ed un aspetto, appunto, spastico del colon. Nella varietà spastica il tono del colon a riposo è aumentato e compare un dolore sordo, come la” pancia fosse stata presa a pugni”! Invece i pazienti con riduzione del tono del colon a riposo hanno la forma con diarrea cronica e lo stress aumenta la motilità del colon. Un riflesso “gastro-colico” esagerato si può osservare in altri individui, cioè dopo che mangiano devono scappare in bagno ad evacuare. Ciò sembrerebbe correlato ad una particolare sensibilità nei confronti della colecistochinina. In altri soggetti è stata notata un’anomalia di contrattura della muscolatura liscia con onde lente a 3 cicli/minuto. In genere questi disturbi della motilità del colon sono responsabile dei segni che accompagnano la sindrome: dolore, diarrea e stipsi. Il dolore è crampiforme, quasi sempre un dolore localizzato in fossa iliaca sinistra. In genere la diarrea compare al mattino al risveglio o dopo la prima colazione e cessa dopo tre o quattro movimenti intestinali. Le feci possono essere pastose, nastriformi, a matita, in genere mai come diarrea acquosa.


Visita del paziente con colon irritabile.

A differenza del paziente con malattie infiammatorie intestinali (M. di Crohn e RCU) l’addome può apparire disteso e gonfio (cfr anche la pancia gonfia). Vi può essere nausea e vomito ed intolleranze alimentari varie, soprattutto ai latticini. Quando il medico palpa l’addome il dolore sembra regredire con la compressione manuale e si evidenzia nel sigma, cioè in fossa iliaca sinistra. Spesso con l’ispezione in ampolla rettale si evidenzia del muco. In genere il paziente non è sofferente come nella malattie infiammatorie intestinali dove i soggetti emettono feci diarroiche e sangue con le feci e vi può essere diarrea ematica dovuta alla diminuzione dell’assorbimento di acqua ed elettroliti da parte della mucosa infiammata. I pazienti lamentano dolori crampiformi ai quadranti inferiori dell’addome che possono momentaneamente trovare sollievo nell’evacuazione; può essere presente un senso di "peso" al retto, una specie di bisogno impellente di evacuare (tenesmo rettale). Tuttavia anche in questo caso vi possono essere seri dubbi circa la diagnosi, tanto che oggi si parla appunto di quadri infiammatori della mucosa del colon anche per la sindrome del colon irritabile. La diagnosi allora si fa con indagini invasive come il clisma opaco a doppio contrasto e la colonscopia, poiché non saranno evidenziate lesioni in quest’ultimo caso. Al clisma opaco, se affidato a bravi tecnici radiologi, si potranno evidenziare un disegno più evidente delle austrature.

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