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SINDROME
MEDIASTINICA oppure vedi altri argomenti a
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pneumologia
appunti
del dott.
Claudio Italiano
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Il
mediastino è uno
spazio situato all’interno della gabbia toracica limitato lateralmente
dai polmoni, anteriormente dallo sterno e posteriormente dalla colonna
vertebrale, contenente diverse strutture anatomiche come il cuore,
l’esofago, la trachea e numerosi linfonodi.
Se un processo espansivo interessa tale struttura si parla di
“sindrome mediastinica”, cioè di una serie di segni che sono
funzione della compressione delle formazioni endomediastiniche, con
compromissione delle funzioni respiratorie e di scarico del circolo
venoso. Ciò accade, per esempio, in caso di
tumore del polmone
e specialmente nelle lesioni apicali, appunto, dove la compressione del
nervo laringeo ricorrente causa disfonia oppure ricordiamo anche il dolore
alla spalla ed al braccio e la sindrome di Ciuffini Pancoast
Cause
di sindrome mediastinica.
ADENOPATIE
linfoma
di Hodgkin, linfoma non Hodgkin, sarcoidosi
GOZZI ENDOTORACICI
TUMORI DEL TIMO
timoma, carcinoma timico, linfoma,
timolipoma
TUMORI EMBRIONARI
carcinoma embronario, teratoma, cisti
malformative
TUMORI NERVOSI:
neurinoma, ganglioneuroma, neuroblastoma.,
feocromocitoma
TUMORI
VASCOLARI
linfangiomi, emangiomi
TUMORI CONNETTIVALI
fibroma, fibrosarcoma, lipoma, liposarcoma
FALSI TUMORI
aneurismi, ematomi ed ascessi organizzati,
meningoceli, cisti parassitarie
Segni
eclatanti della sindrome mediastinica.
In
caso di compressione della trachea e/o dei bronchi principali si
determinano tosse
e dispnea
singhiozzo.
La
compressione dell’esofago provoca invece difficoltà nella
deglutizione di cibi solidi o liquidi (nota come disfagia),
mentre l’interessamento delle strutture nervose è responsabile di
dolore o di alterazioni del tono della voce, che può diventare roca o
tipicamente nasale e si parla di disfonia. Per esempio un mio paziente,
grande fumatore
per ragioni di stress
lavorativo, aveva accusato emottisi
e disfonia. Visto dall’otorino, questi aveva consigliato (sic!)
terapia con cortisone e vitamina B12, pensando ad una laringite. Il
paziente aveva invece una paralisi della corda vocale per una sindrome
compressiva da tumore apicale (sindrome di Ciuffini-Pancoast). Essendo
stato il paziente visitato a Milano in un noto centro oncologico
privato, il chirurgo oncologico toracico, essendo io ancora un medico
fresco di laurea, aveva programmato la clessidra per scandire il tempo
della visita: circa 5 minuti. Alla fine del tempo di clessidra, il
primario ci aveva stretto la mano e fatto gli auguri. All’uscita dalla
studio la visita era stata di un colpo di clessidra: 250.000 vecchie
lire!
Il
più comune quadro clinico di presentazione della Sindrome Mediastinica
è la Sindrome
della Vena Cava Superiore, così definita perché derivante
dalla compressione esercitata dalla lesione occupante spazio a livello
del mediastino sulla vena cava superiore, una delle principali vene
dell’organismo dirette al cuore. Questa sindrome è caratterizzata
dalla comparsa di edema
con
aspetto “a mantellina”, confinato cioè alla parte alta del torace,
al collo e al volto come una sorta di mantello che avvolge tali regioni
corporee. Si associa spesso alla comparsa di turgore giugulare
(congestione delle grosse vene del collo che appaiono francamente
dilatate) e di circoli venosi superficiali di aspetto reticolare
confinati a livello dei fianchi o nella stessa sede dell’edema. Solo
nelle forme più severe si assiste alla compromissione dell’attività
cardiaca con perdita della normale ritmicità del battito e della
funzione di pompa del cuore. Si dice allora che il cuore “si
scompensa” in quanto non più in grado di fornire all’organismo una
quantità sufficiente di sangue per far fronte alle sue necessità.
In caso di compressioni di strutture nervose mediastiniche
possimao avere la :
- Compressione del plesso simpatico:
S. di Claude Bernard Horner con ptosi
palpebrale, miosi, enoftalmo
- Compressione del n. frenico: paralisi
dell’emidiaframma omolaterale
- Compressione del n. vago e/o
del n. ricorrente: paralisi della corda vocale
omolaterale che provoca disfonia
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Mediastino
anterioresuperiore
•
timo,vene
anonime,VCS,aorta
ascendente,tronchi
arteriosi
epiaortici
•
M. Medio
• cuore
pericardio,
trachea +
biforcazione,
linfonodi
pre-tracheali,
para-tracheali,
subcarinali
e dell’angolo
tracheo-bronchiali
•
Mediastino Posteriore
•
esofago, aorta
discendente,
dotto
toracico,
catena del
simpatico toracico
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 |
I
fenomeni compressivi sono più facili a comparire per processi espansivi
a livello dello stretto superiore
del mediastino, date le caratteristiche della regione; in altra sede è
dato spesso di osservare che masse mediastiniche possono raggiungere
dimensioni anche cospicue senza provocare fenomeni di compressione, in
quanto le strutture possono sfuggire a tale effetto, mercé la lassità
ed elasticità del cellulare mediastinico. Fenomeni compressivi e di
inglobamento, invece, compaiono precocemente allorchè insorgono:
-
processi di cellulite, cioè fenomeni adesivi a carico del tessuto
cellulare lasso che fa da impalcatura al mediastino, in quanto fissando
le formazioni intra' mediastiniche ne facilitano la compressione e
I'irritazione:
-
processi infiltrativi, per io più di natura neoplastica.
-processi
infiammatori inquadrabili come:
Mediastiniti
acute:
a)
perforazione esofagea
b)
perforazione bronchiale
c)
diffusione di infezioni contigue al mediastino o per via ematica
Mediastiniti
croniche:
a)
forme granulomatose come tubercolosi, istoplasmosi, nocardiosi
b)
forme fibrotiche, processi granulomatosi infettivi
Così,
un indurimento sclerotico dei tessuti mediastinici che avvolga il
margine destro del cuore (accretio pericardica) provoca turbe funzionali
del circolo venoso, che possono risultare più o meno vistose a seconda
della sua estensione ed entità. Per i processi tumorali è in linea di
massima valida la regola che una massa piccola che provoca fenomeni
compressivi e in genere di natura maligna, invece se allorché insorgono
i fenomeni di compressione si trova una massa grande. Questa per lo più
è di natura benigna. In verità, si può assistere alla comparsa di
tutta una fenomenologia varia estrinsecazione clinica (oligo- pauci o
plurisintomatica), a seconda della natura e della affezione mediastinica.
All’incirca
il 90% dei casi di Sindrome Mediastinica è da attribuirsi a patologie
tumorali, a partenza broncopolmonare nel 75-80% dei casi. Tra gli
istotipi di carcinoma
polmonare, quello più spesso responsabile di Sindrome Mediastinica
è il tumore polmonare a piccole cellule (cfr
tumore del polmone). Tra le altre cause ricordiamo i linfomi
(neoplasie maligne di tipo ematologico) e altre neoplasie maligne di
origine non polmonare (ad es. tiroidee
o timiche).
Diagnosi
Si
avvale delle tecniche più semplici come la radiografia
standard del torace che può documentare uno slargamento del
mediastino. Quindi anche la TC del torace può fornire informazioni
ulteriori e così pure la Risonanza Magnetica. Tuttavia è sempre la
biopsia effettuata mediante mediastinoscopia e la fibroscopia e l’agobiopsia
transparietale che danno maggiori informazioni. Al fine di giungere a
una diagnosi istocitologica,
cioè studiando le tipologie delle cellule si risale alla lesione di
base.
Questa
terapia prevede l’utilizzo di farmaci anti-edemigeni, in grado cioè
di ridurre l’edema e con esso il grado di compressione sugli organi
del mediastino. I farmaci maggiormente utilizzati, somministrati per via
orale o endovenosa per un periodo complessivo di alcune settimane, sono
gli steroidi ad alto dosaggio (prednisone o desametasone) associati o
meno a farmaci osmotici (mannitolo e.v. al 18%) e diuretici (furosemide).
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