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appunti
del dott. Claudio Italiano
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Obiettività
dell'atassia L'atassia
talvolta può essere rilevabile facilmente, altre volte invece per
evidenziarla occorre ricorrere a particolari prove. Invitando
il paziente a compiere una serie di atti (ad alzarsi, a camminare, ad
arrestarsi immediatamente, a riprendere la marcia, a fare
dietro-front, a sedersi ed a salire e scendere le scale) in caso di
atassia l'incoordinazione motoria si manifesta ad ogni cambiamento di
stato o di moto, con incertezza, lentezza od esagerazione dei movimenti,
movimenti disadatti, non tempestività nell'esecuzione dell'ordine,
oscillazioni del corpo e difficoltà a mantenere l'equilibrio. Le
prove vanno eseguite sia ad occhi aperti che ad occhi chiusi; infatti,
nel caso dell'atassia sensitiva la chiusura degli occhi farà aggravare
il disturbo. Per
evidenziare l'atassia nei vari segmenti del corpo si ricorre alle prove descritte a proposito
dell'incordinazione cerebellare: i disturbi nell'atassia cerebellare si presentano anche ad occhi aperti e sono più
evidenti nei movimenti rapidi; nell'atassia sensitiva si accentuano ad occhi chiusi e si manifestano tanto nei movimenti rapidi che lenti. Incoordinazione
cerebellare Caratteristica
della patologia cerebellare è la comparsa di disturbi della stazione
eretta e della deambulazione, di disturbi del tono muscolare, di
disturbi elementari del movimento; questi ultimi costituiscono l'incoordinazione cerebellare. Espressione
di tale incoordinazione sono i seguenti segni: 1)
dismetria, cioè mancanza di
misura nella esecuzione di un movimento volontario; si manifesta
generalmente con esagerazione della sua ampiezza o ipermetria.
Quest'ultima si evidenzia con la: —
prova indice-indice: il
paziente viene invitato a toccare l'indice della mano destra con quello
della mano sinistra, prima ad occhi aperti poi ad occhi chiusi; —
prova indice-naso: il
paziente, invitato a toccarsi la punta del naso con la punta del
proprio indice, compie un movimento più ampio superando la meta; se
durante l'avvicinamento al naso la mano si arresta a metà strada per
riprendere dopo un tempuscolo il suo cammino si ha il "segno
dell'arresto" o "freinage"; —
prova indice-orecchio: invitando
il paziente a toccarsi con l'indice l'orecchio dello stesso lato,
l'indice
si porta al di là della meta; —
prova del
calcagno-ginocchio: il paziente, in posizione supina, è invitato a
toccarsi con il calcagno il ginocchio controlaterale: egli innalza
troppo in alto il calcagno, flette esageratamente il ginocchio e finisce
con il poggiar il calcagno sulle cosce al di sopra del ginocchio; —
prova del bicchiere: il
paziente viene invitato ad afferrare un bicchiere colmo di acqua e
portarlo alle labbra e bere: il bicchiere è afferrato malamente dalla
mano eccessivamente aperta ed a volte rovesciato sul tavolo; —
prova delle linee
orizzontali: facendo tracciare delle linee orizzontali che non
devono superare una determinata linea verticale, la linea tracciata va
oltre questa linea verticale; —
prova della flessione del
ginocchio: si flette passivamente il ginocchio del paziente dal lato
sano e 2)
asinergia: i movimenti
complessi sono scomposti in più tempi, data l'incapacità di
coordinare i diversi movimenti che costituiscono un atto. Così, se 3)
adiadococinesia:
incapacità o
difficoltà a compiere rapidamente movimenti antagonisti alternativi. Si
fanno compiere al paziente a braccia protese rapidi movimenti
alternati di pronazione e supinazione delle mani; il cerebellare non è
in grado di compiere questi movimenti con rapidità, uguaglianza e
sincronismo; 4)
tremore cinetico (o
intenzionale) e statico. È un disturbo che riguarda la continuità
della contrazione ne. Il tremore cinetico è a larghe scosse e compare
durante l'esecuzione di un movimento, soprattutto degli arti superiori
(ad esempio, portando un bicchiere alle labbra). Il tremore statico è
a larghe scosse, compare durante lo sforzo richiesto per il mantenimento
di una posizione (ad esempio, sorreggendo un oggetto); 5)
discronometria, gli
atti volontari vengono iniziati con ritardo; 6)
disturbi della parola: rientrano
nei disturbi elementari del movimento. La parola è rallentata,
scandita, esplosiva; 7)
disturbi della scrittura: con
tratti eccessivamente lunghi o eccessivamente brevi e quindi di
aspetto
molto irregolare. 8)
disturbi del tono
muscolare: nei cerebellari è diminuita la resistenza ai movimenti
passivi; l'ipertonia e la passività dipendono da ritardo od assenza
della contrazione dei muscoli antagonisti. Tale
condizione viene rivelata dalla prova
del rimbalzo di Stewart-Holmes: il paziente viene invitato a
flettere con forza gli avambracci sulle braccia, nel mentre gli si
mantengono fermi i polsi in modo da op-porsi al movimento. Lasciando
improvvisamente la presa, mentre dal lato sano la flessione viene subito
interrotta e si verifica un movimento di estensione (rimbalzo), dal lato
malato, invece, il movimento di flessione continua e la mano va a
colpire la spalla. Può ricercarsi anche il «segno della caduta della
mano» di Gordon Holmes: se il paziente viene invitato a portare in alto
gli arti superiori, si osserva una flessione della mano. 9)
nistagmo di fissazione: il
nistagmo delle malattie cerebellari è di tipo vestibolare e si
verifica generalmente quando lo sguardo è rivolto a destra ed a sinistra. Disturbi
della stazione eretta e della deambulazione Stazione
eretta Nel
mantenimento della stazione eretta si rendono necessari movimenti
coordinati dalla gran parte dei muscoli scheletrici affinchè la
verticale passante per il centro di gravita del corpo cada sulla base di
appoggio; lo stesso deve verificarsi se portiamo un peso sulla
spalla o su un braccio. —
il parkinsoniano è
curvo in avanti, con la testa piegata, avambraccia e gambe leggermente
flesse; —
l’emiplegico presenta
una caratteristica contrattura in flessione dell'arto superiore ed in
estensione dell'arto inferiore, con piede in flessione plantare e
spostato verso l'esterno; —
il cerebellare presenta
una posizione coatta del capo, per lo più leggermente inclinato da un
lato e non smette di oscillare. A)
Prova della spinta Stando
il soggetto in posizione di attenti con le punte dei piedi unite, lo si
spinge delicatamente all'in-dietro (esercitando una pressione sullo
sterno) o in avanti (esercitando una pressione sul dorso). Il
paziente affetto da morbo di Parkinson retrocede o avanza, fermandosi
soltanto quando incontra un ostacolo (si ricava, pertanto, l'impressione
che egli insegua il suo centro di gravita). B)
Segno di Romberg È
un segno di atassia statica. Il paziente, mentre è in condizione di
stare dritto e fermo, in posizione di attenti con le punte dei piedi
uniti ad occhi aperti, invece ad occhi chiusi oscilla fortemente e
rischia di cadere. È
caratteristico dell'atassia sensitiva e dell'atassia vestibolare. Il
cerebellare non è influenzato dalla chiusura degli occhi e non
presenta il segno di Romberg. Deambulazione La
deambulazione risulta da una serie di atti coordinati che si iniziano
sotto l'impulso della volontà, ma che poi si continuano
automaticamente. A)
Alterazioni patologiche della deambulazione I
più comuni tipi di alterazione della deambulazione sono: —
andatura atossica di tipo
cerebellare: è l'andatura che ricorda quella dell'ubriaco con
notevole irregolarità nell'incedere; l'andatura è incerta a zig-zag,
a gambe divaricate, con braccia allontanate dal tronco, con
oscillazioni e tendenza a cadere da un lato o verso l'indietro. Tale
disturbo non si modifica con la chiusura degli occhi; —
andatura atossica di tipo
sensitivo (o tabetico): il paziente cammina con le gambe divaricate,
solleva esageratamente l'arto inferiore (flettendolo esageratamente
a livello del ginocchio) e lo poggia pesantemente al suolo con il
tallone; camminando cerca di mantenere l'equilibrio osservando i propri
arti inferiori; la chiusura degli occhi e l'oscurità aggravano il
disturbo deambulatorio. oppure
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