Ma
che ci vengo a fare a Milazzo ?
Anche per ammirare le
ricchezze di uno scrigno sconosciuto ai molti…
un tesoro nascosto,
la città di S. Lucia
del Mela.
Chi viene a Milazzo ha il dovere
morale di vistare il paesino di S.Lucia del Mela, una cittadina
collinare dell'entroterra tirrenico da non perdere; sorge
incantevole e deliziosa sulle pendici del colle
ManKarruna, sulla cui vetta (387 mt) si inerpica la poderosa mole di un
antico Castello. Il territorio di S.Lucia del Mela offre una bellezza
unica: si gode la visione della costa tirrenica e della piana di
Milazzo, ed in fondo la città del Capo ed il
suo Promontorio; luoghi selvaggi ed incontaminati, patria di
querce millenarie, boschi autoctoni e luoghi selvaggi incorniciano il
paesaggio naturale di questa ridente località. Una fauna assai
varia, costituita da merli, ghiri, corvi, falchi, istrici, gatti
selvatici, ricci, martore, lepri. In località Postoleone a 1020 mt di
altezza, una vetta dei monti Peloritani che si erge verso l'entroterra,
vi si può godere un accogliente rifugio per i forestali ed un
suggestivo laghetto, meta di escursione e campeggiatori che, previa
autorizzazione, accorrono anche dal versante ionico. S. Lucia del Mela
offre interessanti percorsi montani a piedi o a cavallo sino alle
sorgenti del Mela (dal greco "fiume Nero") o alla Rocca di
Timogna (1180).

Le notizie storiche.
Le origini di S. Lucia del Mela,
antica Mankarru, si perdono nella notte dei tempi. Reperti greci e due
tombe Romane del II sec. a.C. attestano la presenza di insediamenti
greco-romani. Sui resti di una cinta muraria ellenica, i Bizantini
edificarono un fortilizio ricostruito dagli Arabi tra l'837 e l'851 ed i
Musulmani innalzarono anche una moschea fortezza trasformata nel Medio
Evo nella Chiesa di S. Nicola. Nella zona esisteva il Lavacro dei
Saraceni, lavatoio pubblico riservato alle donne musulmane ed una tomba
araba. Con l'avvento dei Normanni, il Conte Ruggero, per adempiere ad un
voto fatto in caso di vittoria sugli Arabi fece costruire una Chiesa ai
piedi del Castello dedicandola alla martire S.Lucia.
Nel 1206 Federico II di Svevia scelse
questo sito come luogo di svago ed il tempio ruggeriano divenne
Cattedrale. Da allora ben 65 prelati si sono succeduti. Con Federico II
d'Aragona la città venne fortificata.
Il
castello di S. Lucia del Mela.
Il Castello è in parte arabo (dell'837-851),
svevo (1228) ed aragonese (1332); esso è stato protagonista della
storia millenaria, proprio come il Castello genello di Milazzo. Ospitò
Federico II che poteva qui dedicarsi alla caccia, il suo svago. Nel
castello riecheggiavano i versi della Scuola Poetica Siciliana e la
tradizione vuole che nella prigione del castello abbia finito i suoi
giorni Pier delle Vigne, protonotaro dell'imperatore. Nel 1600 il
Castello passa da don Francesco Buccheri a Mons. Simone Impellizzeri,
Prelato del tempo che nel 1673 abbatte la Torre quadrata e costruisce un
Santuario dove viene collocata la statua marmorea della Madonna del
Cagini, detta Madonna della Neve.
Sempre al Castello all'interno della torre cilindrica trova posto una
splendida biblioteca con incunaboli e testi del 500. Ma S. Lucia del
Mela è uno scrigno ricco di tesori, basterebbe citare: la Basilica Cattedrale,
col portale marmoreo di Gabriele de Battista (1485) ed il gruppo
marmoreo dell'Ultima Cena di Valerio Villareale (1773-1854);
la Chiesa della SS. Annunziata, con la
tela di Antonio Biondo (1599) che raffigura l'Amnnunziata; la Chiesa del
S. Cuore, col bel Crocifisso Ligneo attribuito a Frate Umile (gemello
del Crocifisso Miracoloso di S. Papino di Milazzo); 
la Chiesa di San Nicola con l'altare
marmoreo del 1570, la Chiesa dei Cappuccini, di S. Maria con una tavola
preziosa della scuola di Polidoro di Caravaggio…
E
non trasciamo di parlare della cultura di un popolo, delle sue
tradizioni, delle sagre e feste paesane. Tra esse, la sagra della
ricotta di Aprile-Maggio, e le feste religiose del Corpus Domini, della
Madonna della Neve, la Festa di Maria Bambina…

Insomma venite a vedere e resterete a
bocca aperta… e vederete ciò che nessuno ha mai visto, una perla
abbondonata nella notte dei tempi e nell'incuria di questo Sud
dell'Omertà e della Stoltaggine che non si sa pubblicizzare.. e
gusterete la "carne di crasto cotta 'o canale", le zuppe di
fagiuoli, il pane di casa e tante altre leccornie e dolci caserecci,
come il famoso torrone morbido!
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Claudio Italiano