--> Speciale retinopatia diabetica

 

Speciale retinopatia diabetica

appunti personali del dott. Claudio Italiano

Vedi parte prima della retinopatia diabetica

A Milazzo, un tempo, viveva un signore che, pur vivendo negli agi, essendo il padrone di una bottega avviata, era piombato nel buio più completo della disperazione, poichè era divenuto completamente cieco, e procedeva a tentoni con un bastone, aiutato dalla moglie affettuosa che lo seguiva in tutti i suoi passi. Io, ancora piccolino, mi impressionavo nel vederlo e chiedevo quale malattia avesse avuto per ridursi in quel modo. Mi rispondeva mia madre che era stato il diabete a distruggergli la vista. Da allora, benché piccolo, avevo deciso che avrei dovuto fare qualcosa per impedire che altri avessero a soffrire di questa terribile infermità che causa il diabete. Per cui, se siete diabetici, è indispensabile che l’oculista studi il vostro fondo dell’occhio, con un esame semplicissimo che ogni diabetico deve compiere, a cui segue la fluoroangiografia ed una eventuale fotocoagulazione laser dei difetti riscontrati nella retina.

RICHIEDI SEMPRE AL TUO MEDICO L’ESAME DEL FUNDUS DELL’OCCHIO PER RICERCARE LA RETINOPATIA DIABETICA!

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 emorragie del fundus dell'occhio, al centro più scura è la macula dell'occhio dove c'è la massima acuità della vista La cecità è 25 volte più frequente nei soggetti diabetici che in quelli non diabetici. Un vasto studio basato su popolazione ha mostrato che la causa principale della compromissione visiva è il diabete, che contribuisce alla cecità nell’87% dei casi. Oltre il 35% dei diabetici sviluppa la cecità per retinopatia diabetica. Il diabete è la malattia dei vasi sanguigni con glicemia elevata; così in maniera semplice ed accessibile al popolo, si esprimeva un noto diabetologo amico mio, per farsi capire dalla moltitudine. Infatti la malattia diabetica è un disordine metabolico che causa alterazione dei processi chimici che portano all’utilizzo del glucosio e di conseguenza al trofismo dei vasi e dei vasi più piccoli. Ne derivano:

  • Microangioaptie, cioè le lesioni dei vasi più piccoli, compresi i capillari della retina.

  • Macroangiopatie, cioè le lesioni dei vasi più grandi.

La storia naturale della retinopatia è caratterizzata dalla progressione attraverso ciascuno di questi cinque stadi fisiopatologici:

  • Formazione di microaneurismi capillari retinici

  • Aumentata permeabilità vascolare

  • Occlusione micro vascolare

  • Neoformazione di vasi e proliferazione di tessuto fibroso sulla superficie retinica

  • Contrazione della proliferazione fibrovascolare

Storia naturale della retinoapatia.

La formazione di microaneurismi nei capillari retinici è un processo benigno, in genere, che non dà problemi sulla acuità visiva ed è il primo segno tangibile della patologia. Però questi microaneurismi o i capillari retinici neoformati (processo patologico della neoangiogenesi, cioè formazione di vasi nuovi senza significato) presentano un’eccessiva permeabilità e da ciò si determina il passaggio di liquidi dal distretto intraluminale nella retina. Ne deriva un edema intraretinico. Se tale edema e l’essudato lipidico e l’emorragia focale interessano il centro della retina (cioè la macula) ne consegue una moderata perdita della capacità visiva.  Se piuttosto i capillari di occludono si sviluppa una lesione ischemica per la mancata perfusione ed anche in questo caso, se la lesione è più localizzata verso la macula, ne deriva riduzione del visus. I fatti ischemici, però, innescano una serie di fattori di crescita angiogenetici, con la neoformazione di vasellini, che però non hanno una funzione fisiologica, ma sono vasi che facilmente sanguinano e sono spesso la fonte di una emorragia vitreale. La produzione di tessuto fibroso, infine, deforma la retina e ne causa il distacco, con severa perdita della capacità visiva.

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Dal punto di vista pratico, soliamo distinguere una forma di retinopatia proliferativa da una non proliferativa. Nella forma non proliferativa i difetti, cioè le anomalie vascolari,sono confinati alla retina. Mentre quella proliferativa si caratterizza per danni ben più gravi:

  • Microaneurismi

  • Vasi a grani a salsiccia

  • Essudati

  • Neoformazione di capillari

  • Vasto danneggiamento e rimaneggiamento della retina.

Retinopatia diabetica non proliferativa o stadio precoce delle lesioni :

  1. Retinopatia di fondo

  1. Microaneurismi

  2. Punti e chiazze emorragiche

  3. Essudato “duro”

  4. Edema maculare

B retinopatia preproliferativa, forma intermedia

  1. Macchie cotonose

  2. Anomalie dei vasi venosi a “grani”

  3. Anomalie intravascolari intraretiniche

  4. Estesi focolai emorragici

c. retinopati proliferativa, forma avanzata grave delle lesioni

  1. Neovascolarizzazione del disco ottico

  2. Neovascolarizzazioni della retina

  3. Emorragia intravitreale

  4. Proliferazione fibrovascolare

  5. Distacco retinico da trazione/rottura di parete vasale

  6. Neovascolarizzazione angolare e sulla superficie dell’iride.

 Che fare?

Il medico internista e diabetologo devono intervenire per identificare e trattare i fattori di rischio:

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·         Iperglicemia. Trattare l’iperglicemia per ottenere un compenso glicometabolico ottimale ed abbassare l’emoglobina glicata a valori intorno al 6,5% (cfr Speciale Diabete, Dieta e Metabolismi Il diabete   Il diabete gestazionale   Il diabete e la gravidanza   Il diabete: la cura!   La terapia con insulina, quando, come e perchè proprio io?  Le crisi ipoglicemiche  Le nuove terapie del diabete, 2008. Incretine: le nuove frontiere del diabete tipo2.  Incretine e diabete: quali usi terapeutici in fase di progettazione?  Il piede diabetico  La retinopatia diabetica La nefropatia diabetica  La neuropatia diabetica, cioè i dolori agli arti e non solo!  La neuropatia diabetica, le varie manifestazioni sistemiche)

·         Pressione arteriosa. Anche i valori pressori elevati si associano a maggiore danno retinico. (cfr L'ipertensione arteriosa   Le complicanze nel paziente con ipertensione arteriosa   L'ipertensione arteriosa: la cura farmacologica )

·         Attività fisica: almeno 60 minuti/die di attività aerobica, esempio passeggiare di buon passo, sempre a giudizio del medico curante.

  • Uso di acido acetilsalicilico, sembrerebbe che il suo impiego (aspirinetta, cardioaspirin, ecc.) è alla base della prevenzione e del ritardo nella evoluzione della retinopatia.

  • Gravidanza: può accelerare la progressione della malattia per l’azione diabetogena esercitata dal lattogeno placentare.

Cura.

AFFIDARSI AD UN BUON OCULISTA, SUBITO, GIA’ DALLE PRIME FASI DELLA MALATTIA.

 

 

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