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Si ricorda ai sigg. Navigatori che le notizie contenute nel sito sono semplicemente delle informazioni scientifiche che in nessun caso si possono utilizzare per automedicarsi!! La terapia è un atto esclusivo del medico che ha in cura un paziente! Nel dubbio rivolgetevi al vostro curante! |
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Intanto facciamo subito chiarezza sul termine stitichezza o, per meglio dire, tecnicamente, la stipsi. Di che si tratta? Chi può essere considerato costipato o stitico? Quello che è tirchio? No, scherziamo, ovviamente! Vediamo invece la definizione corretta della "stipsi". links su gastroepato correlati: La stipsi. Definizione: è stitico colui il quale ha feci piccole, dure, difficili da espellere ed evacuazioni inferiori a 3 per settimana. La stipsi è un sintomo, difficile da definire perché funzione del processo della defecazione che presuppone una sensibilità rettale normale. Significa che molti pazienti non sentono lo stimolo della defecazione, specialmente gli anziani, che presentano spesso un tono del colon e dello sfintere anale ridotti; e poi ci deve essere il riflesso inibitorio degli sfinteri anali. Nel 50% dei casi la si riscontra nell’ambito della IBS (Sindrome del colon irritabile) e si caratterizza per dolore addominale, alleviato dall’evacuazione di feci dure e caprine, con meno di 3 scariche per settimana e con sforzo evacuativo. Uno studio di Merzt del 1997 che mirava a valutare in un centro di terzo livello il tempo di transito intestinale e la sensibilità viscerale in una coorte, dimostrò che il 27% dei soggetti era affetto da IBS, il 31% da IBS e tempo di transito rallentato, il 18% da tempo di transito rallentato ed il 24% era normale. Nel 1998 J.R. Grider, dimostrò che gli 5HT4 agonisti avevano il vantaggio di attivare onde motorie propagate a distanza, di aumentare la compliance e di inibire le afferente dolorifiche intestinali. Uno studio del tempo di transito dimostra che il limite massimo per la popolazione normale è di 96 ore, che il 10% di essa ha un transito rallentato nel retto, il 20% nel colon. Le feci, queste sconosciute. Quando sono normali? Il peso delle feci ha unampia variabilità (da 35 a 250 g per defecazione), la consistenza è normale nel 74% dei soggetti, dura nel 10% e molle nel 17%; resta lultimo parametro: la frequenta che varia da una scarica ogni 2 giorni a 2-3 al giorno ed almeno 3 alla settimana. Però la donna rispetto alluomo è più portata alla stipsi perchè il canale anale delle donne è meno lungo ed è più sensibile perché le feci si trovano in contatto con la zona pettinea, tuttavia la donna per sua natura e per ragioni di inibizione dei riflessi volontari, aumenta la soglia di sensibilità allevacuazione(cfr defecazione e stipsi). Inoltre una donna che lavora, spesso si trattiene dallandare in toilette o per ragioni di pudicizia o perché ritiene sconveniente per una donna andare al gabinetto, perché è sporco o perché si deve sedere dove si siedono tutti, o per una questione di educazione errata ricevuta da piccola. o perchè è un tipo introverso e depresso!). Il tempo di transito del bolo alimentare dalla bocca allano dipende da:
Eziologia della stitichezza. Esistono una stipsi primaria, della quale, cioè è pressocchè sconosciuta la causa ed una secondaria a patologia o causa conosciute. Stipsi primaria:
Il rallentamento del transito intestinale varia un tempo superiore ai 4 giorni si verifica per:
Nel 1) allesplorazione lampolla rettale è piena di feci disidratate (fecalomi) e non è sensibile alla distensione; nel 2), rallentamento colico, aumenta lattività segmentante cosa che avviene nel colon irritabile e nella diverticolosi; nel 3) si parte dalla stipsi del retto e si passa alla stipsi di tutto lintestino. . Stipsi secondaria:
Le alterazioni motorie dipendono da un ridotto livello di AMPc, con ridotto riflesso gastro-colico, aumento dell’attività segmentante, oppure da inerzia colica addirittura, cioè scarse o assenti onde peristaltiche. Un approccio terapeutico basato sulla fisiopatologia prevede:
DIAGNOSI Allanamesi chiedere al paziente come è insorta la costipazione?
INDAGINI
Farmaci usati nella sindrome da intestino irritabile.
La serotonina è contenuta principalmente nell’intestino, tant’è che le cellule enterocromaffini ed i neuroni dei plessi enterici la contengono per il 95%. La sua produzione dipende da stimoli fisiologici come la distensione del viscere, la alimentazione ed il riflesso gastro-colico oppure stimoli patologici come l’ischemia e lo stress viscerale. Essa modula: il sistema nervoso mioenterico, le afferente dolorifiche viscerali, le cellule del muscolo liscio, i neuroni secretomotori. Esistono perciò tutta una serie di farmaci che agiscono su di essa: .
Un grosso capitolo a parte ancora da chiarire e da comprendere è quello inerente il ruolo della flora batterica intestinale in relazione alla sindrome da intestino irritabile. Noi sappiamo che nell’animale germ-free vi è un’alterazione della struttura istologica delle cripte intestinali, che non è presente, invece, nell’animale con flora normale. Esiste cioè un turn-over delle cellule mucose aumentato, e così pure delle c. della lamina propria ed un ispessimento della parete muscolare, quindi un'azione di trofismo, di difesa e di regolazione della motilità e funzione intestinale molto complessa da chiarire. Da qui l'uso di batteri vivi e di probiotici nella regolazione della motilità e della flora del tubo digerente, da quando nel 1900 uno studioso di Messina dimostrò l'importanza dello yougurt ai fini della integrità dell'ecosistema intestinale dei bulgari e della loro longevità, dimostrando la riduzione dei processi putrefattivi nei loro intestini e delle "tossine" intestinali. Composizione della flora del tubo digerente.
TERAPIA Iniziare una terapia "casereccia" con il controllo della dieta, vedi anche la nostra pagina sulla sindrome da colon irritabile: rappresenta una specie di test per diagnosticare i casi di stipsi che non necessitano di terapie particolari. La dieta deve contenere fibre grezze o residui (cellulosa, emicellulosa, lignina, pectina e gomme); contiene il pane integrale, la frutta con la buccia, assumere 4 prugne/die, le minestre vegetali con legumi e bucce, le verdure da cuocere, es. radicchio, cipolla catalogna, cicoria, radici, carciofi, zucchine, bere acqua molto durante e soprattutto fuori dei pasti; si può usare saltuariamente un cucchiaio di olio doliva o di vasellina la sera per "ammorbidire" la massa fecale e combattere le feci caprine.
SE TUTTO CIO NON HA FUNZIONATOIN BREVE TEMPO, SEMPRE RIVOLGERSI AL MEDICO PER INIZIARE I CONTROLLI E LA TERAPIA SPECIFICA DEL CASO:
Si dividono in:
. Terapia chirugica specifica Terapia specifica dei casi, per es. se vi è carcinoma del colon, megacolon, stenosi ecc.
DIARREA
Le domande sorgono spontanee:
La valutazione della diarrea nella sindrome del colon irritabile è una patologia di pertinenza gastroenterologica; essa consiste in:
Le diarree si possono classificare in diarree acute, diarree ricorrenti e diarree croniche. Le diarree acute possono avere una durata fino ad un mese (cfr coliti infettive) e riconoscono una causa:
Le diarree ricorrenti:
Le diarree croniche quando la durata è oltre 4 settimane:
Se il peso delle feci è di circa 100-150 gr al giorno, un brusco raddoppio di questo valorepuò essere in linea di masima considerato diarrea; nel determinismo della diarrea entrano in gioco diversi fattori:
Diarrea iperosmolare. Losmolarità è funzione del tempo di svuotamento gastrico e delle sostanze presenti nel lume intestinale, per es. sorbitolo o solfato di magnesio, lattulosio; ancora nel gastroresecato lo svuotamento è accellerato, oppure nelle resezioni ileali; talora per mancato assorbimento di zuccheri osmoticamente attivi, es. nel deficit delle lattasi, o ac. grassi a basso peso (butirrico, lattico, propionico). Diarrea da alterazione movimenti idroelettrolitici Il digiuno assorbe circa il 70% dellacqua e del sodio fornito dagli alimenti e dalle secrezioni digestive, con un meccanismo legato strettamente allassorbimento degli ioni bicarbonato; il meccanismo è ileale ed è legato alla pompa del sodio per cui la diarrea ha diversi meccanismi a livello digiunale o ileale. Anche nel colon destro è possibile unassorbimento di acqua e sodio, per cui unanomalia della mucosa colica altera i movimenti dellacqua. Diarrea secretoria Per enteropatia essudativa, attraverso lessudazione di liquidi ed aumento di permeabilità attraverso la membrana; ciò dipende da unalterazione della mucosa che è infiammata o infiltrata; per es. anche nelle linfangectasie, nellipertensione portale, nelle neoplasie, nellinsufficienza cardiaca. Diarrea secretoria da fattori chimici Ciò avviene se la mucosa è stimolata a produrre liquido simile a quello extracellulare: a) per enterotossine batteriche (nel colera, nelle intossicazioni alimentari da stafilococco, per proliferazione da E.Coli); b) da acidi biliari idrossilati presenti nel colon dopo resezione ileare, per interruzione del circolo entero-epatico, con effetto osmotico. I sali biliari hanno unazione aggressiva sullepitelio intestinale, alterano la permeabilità e causa un aumento dellAMP ciclico, che causa una secrezione mucosa. Diarrea da fattori batterici In corso di enterocoliti acute lazione diretta dei batteri può essere diretta, citotossica sullepitelio provocando ulcere, perdita di acqua ed elettroliti. Diarrea da turbe della motilità Unalterata velocità di transito intestinale incide sulla durata media di esposizione del contenuto intestinale della mucosa. Perciò se accelera il transito per bypass, prostaglandine, serotonina, alterazione della flora, si avrà diarrea. Pertanto con studi elettromanometrici si dimostra talora una ipomotilità (diarrea da ridotta attività segmentante) o una diarrea da aumentata attività motoria (diarrea da ipermotilità) Diarree da fattori endocrini Da ipersecrezione di fluidi da aumento di gastrina, GIP, VIP, PGE2, calcitonina; da ipermotilità: serotonina, PP, istamina. TERAPIA. Il discorso è complesso perché è preceduto da accertamenti delicati per valutare le cause e, spesso, non è semplice accertarle. La terapia dietetica si basa sulla eliminazione di cibi contenenti scorie, preferendo dapprina una dieta idrica con 1000-2000 ml di liquidi; talora è necessaria la somministrazione di liquidi endovena, per es. soluzione fisiologia e glucosata ed elettrolitica FARMACI: Essi comprendono i sintomatici, che comunque, talora rappresentano solo una terapia "psicologica"; essi sono gli anticolinergici, gli oppiacei, es. loperamide, difenossilato (occhio alla loro somministrazione!!!). Essi hanno un uso assai limitato e, sempre, sotto controllo del gastroenterologo. Antisettici e antibiotici: sono utilizzati per combattere gli agenti eziologici specifici responsabili della diarrea infettiva, sulla base di un esame specifico, per es. coprocolturale. Ad essi si possono associare fermenti lattici vivi. Per le forme di diarrea correlate alle malattie infiammatorie intestinali confronta:Retto Colite e Morbo di Crohn,. Sindrome del colon irritabile, varietà con stipsi/diarrea e dolore:
Dolore
dominante:
antispastici, antidepressivi
5HT4 p. agonisti, tegaserod se associata a
costipazione 5HT3 antagonisti
Diarrea
predominante: antidiarroici , loperamide, colestiramina, alosetron -5HT3 antagonista (solo USA per indicazioni specifiche)
Con
stitichezza predominante: fibre agenti di massa lassativi osmotici tegaserod
Severa o
refrattaria a terapia:
ipnoterapia
psicoterapia
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