--> SURRENE

SURRENE  1

Introduzione 

appunti del dott. Claudio Italiano            vedi anche l'indice di endocrinologia

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cfr anche L'ipercorticosurrenalismo.

ghiandole surrenalicheFISIOLOGIA

Le ghiandole surrenali si trovano al polo superiore di ciascun rene e si compongono di due regioni distinte:

  • -la corticale

  • -la midollare.

 La corteccia surrenalica consiste, a sua volta, di tre zone anatomiche:

  • la zona glomerulare, la più ester­na, che secerne l'aldosterone, ormone mineralcorticoide;  

  • la zona fascicolata, intermedia, che secerne cortisolo;

  • la zona reticolare, la più interna, che secerne gli androgeni surrenalici.  

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 In particolare avremo che:

  • Zona glomerulare, è costituita da cellule parenchimali che sintetizzano e secernono ormoni mineralcorticoidi per il mantenimento dell'equilibrio idrico

La zona glomerulare deve il suo nome alla particolare organizzazione del tessuto ghiandolare in cordoni cellulari avvolti su se stessi a formare strutture arrotondate ("glomeruli"). Essa produce mineralcorticoidi, in particolare aldosterone, che aumenta il riassorbimento di sodio nel tubulo distale e nel dotto collettore; inoltre aumenta l'eliminazione di potassio ed idrogenioni. In conseguenza al riassorbimento di sodio si ha un aumento del volume ematico circolante con innalzamento della pressione arteriosa.  

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  •  Zona fascicolata, invece, sintetizza e secerne i glucocorticoidi e controlla il metabolismo di carboidrati, grassi e proteine)

La zona fascicolata è lo strato intermedio tra gli strati della corteccia surrenale, posto tra la zona glomerulare e la zona reticolata. Si occupa di sintetizzare e secernere i glucocorticoidi e una piccola quantità di androgeni (deidroepiandrosterone o DHEAS). Il tumore della zona fascicolata può portare ad un'ipersecrezione primaria della corteccia surrenale.

  •  Zona reticolata (produce gli ormoni sessuali come androgeni, estrogeni e progesterone).

 La midollare del surrene, che si trova al centro della ghiandola, è, dal punto di vista funzionale, collegata al siste­ma nervoso simpatico e secerne le catecolamine, epinefrina e norepinefrina, in risposta agli stress. La sintesi di tutti gli ormoni steroidei origina dal colesterolo ed è catalizzata da una serie di reazioni enzimatiche re­golate. I glucocorticoidi influenzano i processi metabolici, la funzione cardiovascolare, il comportamento e la risposta infiammatoria/immunitaria. Il cortisolo, il glucocorticoide naturale umano, è secreto dai surreni in risposta alla stimolazione ormonale ultradiana, circadiana e indotta da stress, mediata dall'ormone adrenocorticotropo (adrenocorticotropic hormone, ACTH). Il cortisolo plasmatico  presenta un ritmo circadiano ben marcato, con concen-trazioni più alte al mattino. L'ACTH, un neuropeptide di 39 aminoacidi, è parte di un precursore molecolare, la pro-opio-melanocortina (POMC), che contiene anche la (beta-endorfina, la beta-lipotropina, il peptide simil-corticotropina del lobo in­termedio (corticotropin-like intermediate-lobe peptide, CLIP) e diversi ormoni melanocito-stimolanti (melanocyte-stimulating hormones, MSH). La secrezione di ACTH da parte dell'ipofisi è regolata soprattutto da due polipeptidi ipotalamici: l'ormone di rilascio della corticotropina (corti-cotropin-releasing hormone, CRH), un polipeptide di 41 aminoacidi, e la vasopressina, un decapeptide. I glucocorti­coidi esercitano un feedback negativo sulla secrezione di CRH e ACTH. L'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (hypothalamic-pituitary-adrenal, HPA) interagisce ed in­fluenza la funzione riproduttiva, la crescita e la funzione ti­roidea a vari livelli, con partecipazione maggiore dei gluco­corticoidi a tutti i livelli.

 

Azioni dei glucocorticoidi

Mantengono l'omeostasi metabolica

Regolano la glicemia, hanno effetti permissivi sulla gluconeogenesi (cfr glucidi), aumentano la sintesi di glicogeno, inducono un aumento dei livelli di insulina, hanno effetti permissivi sugli ormoni lipolitici,  aumentano il catabolismo, riducono l'anabolismo (tranne quello dei grassi), inibiscono l'asse dell'ormone della crescita, inibiscono l'asse riproduttivo e presentano anche attività mineralcorticoide del cortisolo.

Influenzano i tessuti connettivi

Causano la perdita di collagene e di tessuto connettivo

Influenzano l'omeostasi del calcio

Stimolano gli osteoclasti, inibiscono gli osteoblasti, riducono l'assorbimento intestinale di calcio, stimolano il rilascio di ormone paratiroideo, aumentano l'escrezione urinaria di calcio, riducono il riassorbimento dei fosfati

Mantengono la funzione cardiovascolare

Aumentano la gittata cardiaca, aumentano il tono vascolare, hanno effetti permissivi sugli ormoni pressori, aumentano la ritenzione di sodio

Influenzano il comportamento e la funzione cognitiva

Influenzano il sistema immunitario

Aumentano la concentrazione intravascolare di leucociti, riducono la migrazione delle cellule infiammatorie verso i siti di danno, sopprimono il sistema immunitario (timolisi, soppressione delle citochine, dei prostanoidi, delle chinine, della serotonina, dell'istamina, della collagenasi e dell'attivatore del plasminaogeno).

 

Il sistema renina-angiotensina-aldosterone  costituisce il più importante fattore di controllo della secrezione di aldosterone. Le cellule juxtaglomerulari del rene secernono renina in risposta al decremento del volume circolante e/o alla riduzione della pressione di perfusione renale. La renina è l'enzima velocità-limitante che scinde l'angiotensinogeno di 60 kDa, sintetizzato dal fegato, nel decapeptide bioinattivo angiotensina I. Questa viene rapidamente convertita nell'octapeptide angiotensina II mediante l'enzima di conversione dell'angiotensina (angiotensin-converting enzyme, ACE) nei polmoni e in altri tessuti. L'angiotensina II è un potente vasocostrittore e stimola anche la produzione di aldosterone, ma non quella di cortisolo. È il regolatore predominante della secrezione di aldosterone, ma questa viene influenzata anche dal potassio plasmatico, dall'equilibrio sodico e dall'ACTH. L'ACTH media probabilmente il ritmo circadiano dell'aldosterone, determi­nandone i picchi di concentrazione mattutini. L'aldosterone si lega ai recettori mineralcorticoidi di tipo I, mentre il cortisolo si lega ai recettori glucocorticoidi di tipo II. Il legame dell'aldosterone ai recettori mineralcorticoidi del citosol renale induce l'efflusso di Na+ nel liquido extracellulare e la secrezione di K+ e H+ attraverso la pompa sodio-potassio. Il conseguente incre­mento del sodio e il decremento del potassio plasmatico indu­cono un meccanismo di feedback per sopprimere la secrezione di renina e, conseguentemente, quella di aldosterone. Circa il 5% del cortisolo e il 40% dell'aldosterone sono sotto forma non legata. Il resto è legato alla globulina legan­te i corticosteroidi e all'albumina.

Gli androgeni surrenalici comprendono il deidroepiandrosterone (DHEA), la sua forma solfata (DHEAS) e l'androstenedione. Questi vengono sintetizzati nella zona reticolare sot­to l'influenza dell'ACTH e di altri fattori stimolanti gli an­drogeni surrenalici. Sebbene gli androgeni surrenalici possie­dano una minima attività androgenica intrinseca, contribui­scono all'androgenicità mediante la propria conversione peri­ferica in testosterone e diidrotestosterone. Nei maschi adulti, un eccesso di androgeni surrenalici non ha conseguenze cliniche; nelle femmine, invece, la conversione periferica di eccessive quantità di androgeni surrenalici determina acne, irsutismo e virilizzazione. A causa della produzione gonadica di androgeni ed estrogeni e della secrezione di norepinefrina da parte dei gangli simpatici, la carenza di androgeni e di ca­tecolamine surrenaliche non è clinicamente evidente.

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