--> Il  verme solitario

 

dott. Claudio Italiano                  a cura del dott. Claudio Italiano, internista ospedaliero, gastroenterologo

Si rammenta ai sigg. Navigatori che ogni notizia sui vari trattamenti non significa che ciascuno possa automedicarsi! Infatti il sito contiene e divulga solo informazioni scientifiche, ma è il  medico che vi cura di persona che è responsabile della vostra salute e delle terapie che attuate.

cfr su Gastroepato I vermi dei bambini

Taenia Saginata      parassiti intestinali

Il  verme solitario.

Curiosità stupida.

L'altro giorno siamo stati contattati da una giornalista che ci chiedeva di verificare la notizia seconda la quale alcuni vips degli anni 60', pur di apparire belli e magri, ricorrevano a questo sistema per dimagrire!! Io spero che i miei navigatori si rendano conto dell'idiozia di ingurgitare le uova di una tenia per dimagrire! Se dovete dimagrire e non siete pazzi, guardate piuttosto le nostre pagine sulle dieteDicesi volgarmente “verme solitario” la Taenia Solium, una elmintiasi che determina disturbi prevalentemente a carico dell’apparato digerente, sostenuta da un cestode, che parassita l’uomo e nella sua forma larvale determina la cisticercosi.

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Epidemiologia.

Taenia solium: scolice, cioè la testa con doppia corona di uncini e ventose ben evidenti, come una specie di oblò, nella fotoLa malattia è presente in Africa, nel Messico, in Asia e nei paesi del terzo mondo. E’ rara, invece, tra i popoli musulmani perché essi non si cibano del maiale. L’uomo è l’ospite naturale del verme solitario, mentre quello intermedio è il maiale.

Appartiene al Phylum Platyhelminthes, classe dei Cestoda, sottoclasse Eucestoda, Ordine Cyclophyllidea, Famiglia Taenidae e genere Taenia, specie solium. Un parassita che è lungo 2-7 metri e largo 1 cm, con una testa detta “scolice”, che si distingue dalla T.saginata” perché possiede una doppia corona di uncini e 4 ventose con cui attaccarsi fortemente all’intestino umano. Il collo è lungo e sottile ed il corpo è formato da 1000 proglottidi, cioè come dei segmenti provvisti di utero e di uova in diverse migliaia, fonte di infestazione. Infatti le uova di T. solium contengono l’embrione esacanto e quando esse sono mature vengono espulse con le feci per giungere nel terrenp. Ricordiamoci che un tempo non esistevano le acque nere e le acque bianche e che i contadini, per esempio, non avevano servizi igienici in campagna, così dovevano arrangiarsi e defecare all’aperto, così come ancora oggi avviene in paesi del terzo mondo (consigli ai viaggiatori). Può, perciò, capitare a tutti di imbattersi in viaggio, specie se siete turisti per caso, in queste elmintiasi, cibandovi in alberghi non proprio a cinque stelle o nelle bancarelle varie, piluccando di qua e di là carni poco cotte. Una volta all’esterno, dicevamo, la proglottide contenente l’utero colmo di uova, si rompe e libera le uova. Il suino e altri suini, ed i cinghiali, mangiando le erbe portano all’interno del loro corpo le uova, che libera l’embrione esacanto il quale si indova nei muscoli cone “cysticercus cellulosae) e qui sopravvive fino a quando l’uomo non si ciba con carne poco cotta o di salame. A questo punto l’embrione di libera e si fissa nell’intestino per mezzo delle ventose e degli uncini e riprende il suo ciclo nel giro di 3 mesi.

Sintomatologia

·         Mancanza di appetito

·         Perdita di peso

·         Turbe della defecazione, con alternanza di stipsi e diarrea

·         Manifestazioni dispeptiche simil ulcerose (gastrite)

·         Appendicite da proglottidi

·         Anemia ed eosinofilia

Diagnosi di laboratorio.

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Si avvale di metodo diretto, cioè ricercare le proglottidi del verme nelle feci , come di nastrini piccoli ed immobili, gelatinosi, identificandone la specie se saginata o solium, a seconda delle numerose o esigue ramificazioni dell’utero delle proglottidi.

Il metodo indiretto consiste nella ricerca degli anticorpi con metodo ELISA.

La terapia.

Essa è un atto esclusivo del vostro medico che vi ha in cura ed è responsabile della vostra salute e si avvale di:  

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  • Niclosamide (yomesan); il paziente a digiuno dopo una dieta liquida deglutisce due compresse al mattino e dopo 30’60’ altre due compresse e deve evacuare in una bacinella contenente acqua tiepida;

  • Mebendazolo (vermox), 100 mg in due compresse al d’ per 3 giorni.

 

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