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da appunti congressuali del dott. Claudio Italiano, medico ospedaliero
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Tempestività ed individualizzazione della terapia insulinica (aggiornamento al maggio 2008)
Problema dell’inerzia clinica.
Ma perché inserire al più presto il paziente in terapia aggressiva? Perché quando compare il valore di 126 mg% di glicemia a digiuno (IFG), vuol dire che il 50% della massa delle beta cellule pancreatiche è andata perduta! Le cellule si distruggono perché esistono dei meccanismi di "tossicità" che intervengono contro di esse: per esempio la lipotossicità che si determina nello scompenso glicometabolico con aumento degli acidi grassi liberi e dei trigliceridi (vedi metabolismo lipidico), e per la glucotossicità indotta dalla glicemia. E’ chiaro che il patrimonio delle cellule beta può variare a seconda del quantitativo geneticamente determinato del loro numero. Ne deriva l’innesco di un processo infiammatorio che è alla base della riduzione del numero delle cellule a seguito della loro distruzione. Da qui i nuovi concetti che:
Significa cercare di avere una emoglobina glicata più vicina a 7%, senza avere ipoglicemie. Significa accettare di intraprendere la terapia insulina il più presto possibile, se ciò può consentire un abbassamento dei valori di glicata. Subito trattare quando? Ma perché debbo fare insulina e quando è opportuno che passi all’insulinoterapia?
MA LA TERAPIA ANTIDIABETICA COME SI ATTUA? E’ una terapia step by step, cioè a gradini, che secondo quanto stabilisce l’ADA nel 2008, inizia con stile di vita, perdita di peso e metformina. Il secondo gradino prevede l’impiego di sulfaniluree, insulina ed i glitazoni. Di recente si possono impiegare le altre droghe : exenatide, glinidi, pramlintide, sitagliptin.
COME PRESCRIVERE UN TRATTAMENTO INSULINICO IDEALE? Questa pratica è un’arte medica che ha come fondamento basilare la necessità di "mimare" l’escursione fisiologica dell’insulinemia ai pasti. Oggi, tuttavia, dei nuovi farmaci si stanno aggiungendo alla terapia tradizionale: si tratta delle incretine, che vengono aggiune in prima battuta, subito dopo stile di vita e metformina. Significa attuale lo schema cosiddetto "basal-bolus", cioè una medicazione a "bolo" ai pasti ed una "basale" che copra l’arco delle 24 ore e tenga a freno le oscillazioni glicemiche, contrastando la neoglucogenesi (glicidi)
QUALI SONO LE INSULINE IN COMMERCIO??
LE INSULINE NUOVE APPRESSO DESCRITTE:
Come iniziare un trattamento dalla sola terapia orale all’insulina? Sicuramente tentando una terapia di switch, cioè combinando alla terapia orale, in genere con metformina, talora con glitazone, una terapia con insulina lenta, basale, cioè medicando solo le iperglicemie lontano dai pasti, non il pasto, sperando che dopo il pasto non vi sia una grande differenza di valore glicemico, il cosiddetto "Delta" post-prandiale, cioè una glicemia assai elevata dopo mangiato, per. es. > 250 mg%, mentre l'ideale sarebbe a due ore meno di 140 mg%!! SCHEMI DA ATTUARE DI TERAPIA COMBINATA ED INSULINICA
CURIOSITA' NELLE SCELTE TERAPEUTICHE. Vantaggi e svantaggi di detemir vs glargine; la prima non ha effetto sul peso ma ha una durata d’azione minore rispetto a glargine, che invece copre bene l’arco delle 24 ore ma ha effetto sull’incremento di peso.
In ogni caso, poiché adesso è chiaro che avete poche idee ma ben confuse, sintetizzo per voi i concetti dicendovi che la terapia ideale prevede più somministrazioni, in genere è meglio 4, con impiego di insuline di ultima concezione (insulina analogo), per avere un’azione pronta al pasto, ed una basale analogo la sera, o lispro o detemir, anche se può andare bene una NPH, la vecchia insulina lenta della sera. Si potrà aggiungere la metformina, se si pensa che vi sia una resistenza insulinica periferica (classico soggetto con la pancia! Vedi sindrome metabolica).
E l’analogo mix? Esistono insuline premiscelate, LE BIFASICHE, un nuovo concetto: esempio: Ed ecco le insuline mix 70.
Questi altri tipi si impiegano meglio quando si vuole ridurre le somministrazioni, perché il paziente ha paura dell’ago; es. un soggetto che fa una colazione all’inglese al mattino necessita di una buona quota di rapida e poi di un’azione lenta di "coda", cioè deve impiegare una mix 70, cioè 70 parti di rapida e 30 di lenta che "controlli" lo sbalzo glicemico fino al prossimo pasto. Se, poi, durante questo intervallo la glicemia tenderà ancora a salire, allora sarà opportuno correggere la somministrazione impiegando la mix 50; talora a sera un soggetto vuole evitare la somministrazione "bed-time", cioè la "pompata" all’ora del letto, per cui si potrà impiegare una 25% miscelata, dimodocchè, se il pasto serale è ridotto, si potrà associare una terapia orale del caso, magari metformina, un mix 25 e voilà! Dott. Claudio Italiano, internista ospedaliero
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