'); //-->
-->
|
Dottore, perché debbo fare la terapia antidiabetica con l’insulina? appunti, pensieri e riflessioni a cura del dott. Claudio Italiano
Related links:
E’ questa la domanda più frequente che il diabetologo si sente rivolgere dal paziente; nei pazienti con diabete tipo 2 l’indicazione alla terapia insulinica è rappresentata da condizioni di stress acuto:
Tutte queste condizioni nelle quali è imperativo ottenere al più presto un rapido controllo del diabete e del compenso glicometabolico. Inoltre quando la emoglobina glicata impenna, quando il peptide C, ossia il dosaggio della insulina endogena, quindi di quella prodotta dall’organismo, si riduce a valori esigui, per esaurimento della beta-cellula, quando l’insulino resistenza si accresce, nonostante le terapie con metformina e tiazolinedioni, quando gli ipoglicemizzanti orali hanno fallito (insuccesso secondario) allora è quello il momento di intraprendere il trattamento con insulina, essendo attualmente indicato intraprendere una terapia “più aggressiva”, secondo le moderne linee guida.
Condotte terapeutiche step by step Le scelte terapeutiche sono le seguenti:
Modello migliore.
· La terapia ideale per il buon controllo glicometabolico, in atto, è rappresentata dallo schema basal-bolus, cioè un bolo ai tre pasti di insulina rapida con l’aggiunta di una dose di insulina ad azione lenta (analogo basale) al momento di coricarsi. Le scelte attuali prevedono impiego di analoghi rapidi ai pasti (lispro, aspart, glulisine) di ultima generazione, che hanno il vantaggio di avere una chimica differente ed una disponibilità immediata che mima da vicino la risposta al picco insulinico fisiologico del pasto; inoltre sono somministrabili prima, durante, e subito dopo i pasti (flessibilità), con durata d’azione relativa al pasto, cioè minor rischio di ipoglicemie tra i pasti, cosa che invece era possibile prima. · Analoghi basali (glargina, detemir) riescono a coprire l’arco delle 24 ore; c’è da dire che per detemir, nei casi di diabete tipo 1, ma anche per glargine, è possibile ripetere la somministrazione anche 2 volte/die. In genere il dosaggio serale è regolato sulla glicemia del mattino che non deve scendere mai sotto i 130 mg%; inoltre se la somma dell'insulina nelle 4 somministrazioni è y unità complessive allora il dosaggio dell'insulina basale è yunità complessive / 2; faccio un esempio pratico; in genere uno schema a 4 somministrazioni in un soggetto che pesa 70 kg 0,8 unità pro kilo prevede:
· Nei pazienti con necessità di coprire impennate glicemiche dopo il pasto, per esempio, si possono impiegare degli analoghi bifasici, cioè insuline miscelate, con azione pronta dell’insulina al pasto ed una quota variabile del 30%-50%-70% di insulina ad azione intermedia; vanno usate se un paziente, ad esempio, fa un’abbondante colazione e tra un pasto e l’altro passano diverse ore: un operaio fa colazione abbondante alle 6,30 e torna a tavola alle ore 16:00!! Questa scelta, ovviamente, è discutibile, ma il diabetologo talora è costretto a medicare anche queste glicemie impossibili!!! Invece occorre dire subito che i pasti debbono essere il più calibrato ed equilibrato possibile, come prevede la dieta per il diabete e che occorre evitare al massimo ore ed ore di digiuno prolungato. · Esempio di analoghi bifasici sono il lispromix, e l’aspart bifasica; o Somministrabili prima, durante e dopo i pasti (flessibilità) o Non sovrapposizione dei profili d’azione della componente rapida e di quella intermedia (minor rischio d’ipoglicemia)
|
||
|
hai visto tutte le altre pagine di medicina interna sul sito gastroepato? |
"); //--> '); //-->