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Si tratta di patologie che colpiscono generalmente gli anziani. Si definiscono tremori i movimenti involontari patologici, cioè un individuo presenta oscillazioni ritmiche di un segmento corporeo, per esempio le mani, la testa ecc, causate dalla attivazione alternata di gruppi muscolari antagonisti tra loro. La classificazione più recente è quella di Deuschl (1998) che distingue:
Il tremore a riposo, perché si attenua durante un movimento volontario o il mantenimento di una postura, è ritmico, a bassa frequenza (in media 5 Hz), regolare, soprattutto ai settori distali degli arti. È tipico della malattia di Parkinson, in cui è spesso il sintomo d'esordio. Il tremore d'azione compare durante un movimento volontario ed è tipico delle lesioni cerebellari (in questo caso ci sono altri segni cerebellari come adiadococinesia, cioè fare velocemente prono-supinazione della mano, dismetria, cioè misurare il movimento con precisione, disartria, cioè non articolare le parole, ecc.), mentre quello posturale, cioè la capacità di stare eretto, ha frequenze in genere più elevate del tremore a riposo (da 5 a 20 Hz), può essere ai settori distali degli arti ma pure in quelli prossimali, capo e tronco.Esiste poi, ed è molto importante saperlo, il tremore fisiologico, che è presente in tutti i soggetti a livello di ogni articolazione, ma che per la sua piccola ampiezza è difficile da osservare ad occhio nudo. Il "tremore essenziale"
si avvale dell'assunzione di
propranololo, un comunissimo betabloccante, da prescrivere a giudizio
del medico dopo una accurata visita cardiologica. Il farmaco mi diede sollievo quasi da subito, diminuendo un
po' il tremore, ma era ben lontano dall'effetto sperato. Uso propranololo
ancora oggi e lo assumo saltuariamente, solo in caso di reale necessità,
in dosi bassissime (40 mg), avendo notato che il suo effetto benefico non
aumenta all'aumentare della dose, ma rimane in una sorta di equilibrio tra
minima dose-massimo rendimento.
La sua caratteristica è che il tremore essenziale si differenzia dal tremore della malattia di Parkinson perché aumenta con l'attività muscolare e in particolare nelle situazioni che richiedono delicatezza manuale o un coordinamento fine dei movimenti, per esempio se afferriamo un cucchiaio, versiamo dell’olio ecc, cerchiamo di bere dell’acqua. Nel Morbo di Parkinson il tremore è 'a riposo', e si ferma nel momento in cui ad es. la mano che trema inizia un movimento volontario. Se il soggetto è in ansia, tipico del tremore essenziale sono una tendenza ad intensificarsi con l'agitazione o con stimolanti come la caffeina e a migliorare con dosi leggere di alcool, ma non dipende da squilibrio psichico, ed è anche delle persone calme, lontana da qualsiasi forma di sindrome ansioso-depressivo o nevrosi d’ansia che sia: sono inutili tutte le terapie o psicoterapie che mirano in quella direzione. Il tremore essenziale fa parte delle cosiddette 'malattie del movimento' e ne è la più frequente (2-5% di tutte le persone sono affette in maniera più o meno grave dal tremore essenziale, seguono malattia di Parkinson e distonie, ma non esiste correlazione alcuna con Parkinson, per fortuna.
Eziopatogenesi. A tutt’oggi è misconosciuta; si parla di un meccanismo con cui nel cervello si formano delle scariche ritmiche che danno origine al tremore ma che sono poco conosciute. È probabile che nella complessa interazione che esiste tra i vari centri nervosi che regolano i movimenti automatici si instauri una forma di squilibrio e che vengano liberati stimoli ritmici comunque presenti, ma normalmente soppressi da altri centri. Infatti nel cervello esiste un equilibrio fra l’attività dei vari gruppi di neuroni e, sembra accertato, che il tremore essenziale sia l’amplificazione, per così dire, del tremore fisiologico che abbiamo tutti,. Basti pensare che esistono dei soggetti che bevendo il caffè presentano tremori alle mani! Inoltre è costituzionale, cioè ne soffrono alcuni membri della stessa famiglia. In genere il tremore può essere stabile nel tempo e non 'degenerare' in un'altra malattia.
Trattamento.
Si giova certamente dell’impiego del beta-bloccante, un farmaco efficace ma che deve essere impiegato dal medico bravo e con cautela, iniziando da dosaggi dimezzati, data la sua interferenza con l’attività miocardica . Il dosaggio di 40 mg è comunque molto basso, e anche se non si riscontra risultato si può giungere a dosi più alte, addirittura fino a 240 mg al giorno!!. È comunque tipico che il tremore non venga completamente soppresso con i betabloccanti. L'altro farmaco classico è il primidone (mysoline), propranololo e primidone possono anche essere associati. Per vari altri farmaci è stato dimostrato un effetto contro il tremore, tra cui le benzodiazepine, gabapentin, clozapina, flunarizina, clonidina e la teofillina. Nessuno di questi farmaci risulta comunque statisticamente migliore dei farmaci standard come beta-bloccanti e/o primidone. Questo non significa che uno di questi farmaci non possa essere utile nel caso individuale, e bisogna eventualmente provare per trovare la soluzione migliore per il singolo paziente. Prima di sperimentare uno dei farmaci nuovi, è comunque consigliabile portare i farmaci classici a dosaggi efficaci. In pazienti con forme gravi e invalidanti di tremore essenziale che non rispondono sufficientemente è (similmente a quanto è stato sviluppato per la malattia di Parkinson) possibile la terapia chirurgica con un intervento su determinati nuclei del talamo (centro nervoso coinvolto nel regolamento dei movimenti automatici). Ultimamente si sta affermando in particolare la stimolazione continua con elettrodi che vengono impiantati in questi nuclei del talamo ('deep brain stimulation'). MORBO DI PARKINSON
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