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appunti
del dott. Claudio Italiano
oppure cfr
Leiomiomi
Queste
neoplasie prendono origine dalla muscolatura liscia intestinale e sono
generalmente intramurali, interessando la mucosa sovrastante;
l'ulcerazione della mucosa può causare emorragia gastrointestinale di
varia gravita. Frequentemente la sintomatologia consiste in dolore
addominale intestinale a carattere crampiforme. Lipomi
Questi
tumori si presentano con frequenza maggiore nell'ileo distale e a
livello della valvola ileocecale; hanno un aspetto radiolucente
caratteristico, sono in genere intramurali e asintomatici ma possono
occasionalmente essere associati a sanguinamento. Angiomi
Sebbene
non siano vere neoplasie, queste lesioni sono importanti poiché causano
frequentemente sanguinamento intestinale; possono assumere la forma di
teleangectasie o emangiomi. Teleangectasie intestinali multiple si
osservano in una forma non ereditaria confinata all'apparato
gastrointestinale o come componente della sindrome ereditaria di
Osler-Rendu-Weber. Tumori vascolari possono anche assumere la forma di
emangiomi isolati, più comunemente a livello del digiuno.
L'angiografia, specialmente in corso di sanguinamento, è la procedura
di scelta per la valutazione di queste lesioni. Pur
infrequenti, le neoplasie maligne dell'intestino tenue si osservano in
pazienti con enterite
regionale di lunga durata e sprue
celiaca e anche in soggetti con AIDS.
In contrasto con i tumori benigni, quelli maligni sono frequentemente
associati a febbre,
calo ponderale, anoressia, sanguinamento e massa addominale palpabile.
Dopo i carcinomi
ampollari (molti dei quali hanno origine dai dotti biliari o
pancreatici), le neoplasie maligne del tenue più frequenti sono
costituite da adenocarcinomi, linfomi,
carcinoidi e leiomiosarcomi. Adenocarcinomi
Sono
i carcinomi primitivi più comuni dell'intestino tenue, rappresentando
circa il 50% delle neoplasie maligne in tale sede; questi tumori si
osservano più frequentemente nel duodeno distale e nel digiuno
prossimale, dove tendono ad ulcerarsi e causare emorragia od ostruzione.
Radiologicamente possono essere confusi con un'ulcera duodenale cronica
o con la malattia
di Crohn se il paziente ha un'enterite regionale di lunga durata.
La diagnosi viene posta meglio con l'endoscopia e la biopsia mediante
visione diretta. La resezione chirrurgica costituisce il trattamento di
scelta. Linfomi
L'interessamento
linfomatoso dell'intestino tenue può essere primitivo o secondario; una
diagnosi di linfoma intestinale primitivo richiede la conferma
istologica di una neoplasia linfoproliferativa in un contesto clinico in
cui siano assenti un'adenopatia palpabile ed epatosplenomegalia e non vi
sia evidenza di linfoma all'esame radiologico del torace, alla TC e
all'esame dello striscio di sangue periferico o dell'aspirato e della
biopsia midollari. In generale sono presenti sintomi riferibili al
tenue, usualmente accompagnati da una lesione individuabile
anatomicamente. Il linfoma intestinale secondario si riferisce al
coinvolgimento intestinale da parte di una neoplasia linfatica maligna
estesasi ai linfonodi mesenterici o retroperitoneali ed è quindi una
manifestazione di neoplasia sistemica generalizzata. Il
linfoma intestinale primitivo costituisce circa il 20% dei tumori
maligni dell'intestino tenue. Quasi tutte queste neoplasie sono
rappresentate da linfomi
non Hodgkin con aspetto istologico diffuso a grandi cellule di
derivazione T-cellulare. Il linfoma intestinale coinvolge più
frequentemente l'ileo rispetto al digiuno, il quale a sua volta è più
comunemente interessato rispetto al duodeno, uno schema che rispecchia
la quantità relativa di cellule linfatiche normali in queste aree
anatomiche. Il rischio di linfoma dell'intestino tenue è aumentato nei
pazienti con storia precedente di malassorbimento (per es., per sprue
celiaca), enterite regionale e funzione immunologica depressa dovuta a
sindromi da immunodeficienza congenita, pregresso trapianto d'organo,
alterazioni autoimmunitarie o AIDS. Lo
sviluppo di masse localizzate o nodulari che restringono il lume da
luogo a dolore periombelicale (accentuato dal pasto) e a calo ponderale,
vomito ed occlusione intestinale occasionale. La diagnosi di linfoma
del tenue può essere sospettata in base al riscontro radiologico di
quadri comprendenti infiltrazione e ispessimento delle pliche mucose,
noduli mucosi, aree di ulcerazioni irregolari o stasi del mezzo di
contrasto. La diagnosi può essere confermata dall'esplorazione e dalla
resezione chirurgica dei segmenti interessati. Un linfoma intestinale
può essere occasionalmente diagnosticato mediante biopsia mucosa
perorale; poiché la malattia interessa principalmente la lamina
propria, tuttavia, sono generalmente richieste biopsie chirurgiche a
tutto spessore. La
resezione del tumore è la modalità di trattamento iniziale. Sebbene la
radioterapia postoperatoria sia stata impiegata in alcuni pazienti
dopo resezione totale, si preferisce un trattamento sistemico a breve
termine con polichemioterapia. La frequente presenza di malattia
endoaddominale diffusa al momento della diagnosi e l'occasionale
multicentricità del tumore spesso rendono impossibile una resezione
totale. La probabilità di remissione sostenuta o di guarigione è di
circa il 75% nei pazienti con malattia localizzata, ma solo del 25% o
meno negli individui con linfoma non resecabile. Nei pazienti con tumori
non resecabili la chemioterapia può causare una perforazione
dell'intestino. Una forma particolare di linfoma del tenue
caratterizzata dall'interessamento diffuso di tutto l'intestino è stata
descritta per la prima volta negli ebrei orientali e negli arabi ed è
stata denominata malattia
immunoproliferativa dell'intestino tenue, linfoma mediterraneo o malattia
delle catene pesanti a. Si tratta di un tumore a cellule B. La
presentazione tipica include diarrea
e steatorrea croniche associate a vomito e crampi addominali; si può
anche osservare ippocratismo digitale. Una caratteristica interessante
in molti soggetti affetti da questa malattia è la presenza nel sangue e
nelle secrezioni intestinali di una IgA anomala che contiene una catena
pesante a breve ed è priva di catene leggere; si sospetta che le catene
a. anomale siano prodotte da plasmacellule infiltranti il tenue. Il
decorso clinico dei pazienti con malattia immunoproliferativa del tenue
è generalmente caratterizzato da esacerbazieni e remissioni, con
decesso generalmente dovuto o a progressiva malnutrizione e cachessia o
allo sviluppo di un linfoma aggressivo. La somministrazione per via
orale di antibiotici come le tetracicline è utile nelle fasi precoci di
questa malattia, indicando una possibile eziologia infettiva. La
chemioterapia è stata utilizzata nelle fasi terminali della malattia
con risultati variabili. I risultati migliori si ottengono dalla
combinazione di antibiotici e chemioterapia. Carcinoidi
Sono
tra i tumori epiteliali più comuni dell'intestino tenue; hanno
origine dalle cellule argentaffini delle cripte di Lieberkuhn e si
ritrovano a partire dal duodeno distale fino al colon ascendente, aree
caratterizzate da una comune origine embriologica. Oltre il 50% dei
carcinoidi intestinali si riscontra a livello dell'ileo distale, per la
maggior parte in prossimità della valvola ileocecale; la maggioranza
dei carcinoidi intestinali è asintomatica e a bassa potenzialità
maligna, ma possono verificarsi metastasi. Leiomiosarcomi.
Si tratta di masse grandi e voluminose, con diametro maggiore di 5 cm,
che possono dare sanguinamenti e perforazioni, dunque assai temibili. oppure
cfr |
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