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Un
paziente disfagico.
appunti
del dott.
Claudio Italiano
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il paziente con acalasia
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Un
paziente giunge alla ns attenzione per la comparsa di disfagia,
il paziente si sottopone ad accertamenti
del caso tra cui ripetute esofagogastroduodenoscopie che
documentavano la presenza di neoformazione
vegetante mammellonata esofagea che occupa un terzo dei lume
esofageo (negative per neoplasia le biopsie endoscopíche
eseguite) e repertì suggestivi per Esofago
di Barrctt. Il paziente giungeva dunque alla nostra
attenzione per una effettuare una valutazione del caso.
In questa evenienza fu dapprima eseguita una endoscopica
ed associato l’esame ecoendoscopico
poiché furono riscontrare delle lesioni di cui appresso meglio
specificato.
Furono eseguiti, durante la degenza, i seguenti
accertamenti: |
.
|
|
Es. ematochimici: emocromocitometrico
e prove di coagulazione- Sostanzialmente nella norma, se ci
eccettuava una anemia
microcitica sideropenina da perdita cronica,
Dalla
esofagogastroduodenoscopia risulta:
lncìsura
dìaframmatica a 41 cm dall'ads. Porzione superiore delle pliche
gastriche a 40 cm. Epìtelio metaplasico che sì estende fino a
38 cm dall'ads dove è presente una stenosi
concentrica costituita da mucosa mammellonata che si
estende per circa un cm fino a 37 cm dal’ads. Dalla Porzione
superiore della stenosi si evidenzia epitelio
metaplasico che si estende in parte circonferenzialmente
per circa 2 cm e poi come lingua fino a 31 cm dall'ads. |
.
|
|
L'esame
ecoendoscopico viene eseguito con strumento radìale ed
evidenzia numerosi linfonodi lungo tutto
l'esofago di cui alcuni chiaramente infiammatori
(triangolari con centro iperecogeno) ed altri sospetti. La
lesione appare invece come un ispessimento concentrico di parete
limitata alla muscolare propria.
PRELIEVI BIOPTICI:
Si eseguono molteplici biopsie endoscopiche a 39 cm dall'ads
(campione 1), a livello della stenosí (campione 2) e nell'effitelio
metaplasico superiormente alla stenosi (campóone 3). Si esegue
agoaspirato sotto guida ecoendoscopia di linfonodo di 18 m
destro con ago da 25G (4 passaggi). |
.
|
CONCLUSIONI:
Esofago
di Barrett con stenosi di natura da determinare e adenomegalia
mediastinica in corso di definizione istologìca e citologica.
Il paziente viene dimesso in attesa dell’esame istologico delle
prese bioptiche, con indicazione a controlli clinici nei tempo e a
proseguire ìnvariata la terapia secondo lo schema domiciliare. In
particolare si consiglia di proseguire terapia con inibitori di poimpa
protonica (Pr.esomeprazolo 40 mg compresse S. I cp x 2/die, 20 minuti prìma
di colazione e 20 minuti prima di cena per almeno 8 settimane).
In
sintesi la diagnosi endoscopica del paziente era la seguente:
"ESOFAGO
DI BARRETT CON STENOSI DI NATURA SOSPETTA, ADENOMEGALIA
MEDIASTINICA ."
Un
ulteriore indagine endoscopica eseguita per controlli del caso, dopo 6
mesi circa, evidenziò:
Esofago: normale a carico del terzo superiore e niedìo. A carico
del terzo inferiore si osservano lingule
di tessuto metaplasico che interessa I' intera circonferenza per i primi
2 cm con estensione massima fino a 4 cm circa (Barrett C2 M4 -
5). In tale contesto nel segmento immediatamente sopra cardiale la
mucosa appare sollevata in piurimi gettoni mammellonati
pseudolpolipoidi finemente erosi e sormontati da multipli wight spots.
Eseguite biopsie seriate Diagnosi.
"
ESOFAGO DI BARRETT C2 M4
CON NOTEVOLE IRREGOLARITA' NEL SUO TRATTO DISTALE
"
Istologia:
Frammenti di materiale fibrino-leucocitario; due frammenti di mucosa
cardiale colta nel tratto foveolare, marcatamente iperplastico, di
aspetto villare e con parziale metaplasia intestinale; un frammento di
mucosa ulcerata e sostituita da tessuto di granulazione ad endoteli
ipertrofici.
Si ritenne
opportuno inviare il paziente dal Chirurgo oncologo per il proseguo delle
cure del caso, anche se la sola terapia endoscopica viene sempre più
frequentemente utilizzata nel trattamento della neoplasia intraepiteliale
ad alto grado ( HGIN ) e nell’adenocarcinoma mucosale ( BC ) nei
pazienti con esofago di Barrett.
Un gruppo di ricercatori tedeschi, infatti, ha riportato i dati relativi a un
periodo di follow-up di 5 anni, tratti da uno studio prospettico di grandi
dimensioni sull’efficacia e la sicurezza del trattamento endoscopico in
questi pazienti, e che ha anche analizzato i fattori di rischio di
recidiva.
Tra l’ottobre 1996 e il settembre 2002, su un totale di 486 pazienti con
neoplasia di Barrett, 61 pazienti con neoplasia intraepiteliale ad alto
grado e 288 con adenocarcinoma mucosale sono stati inclusi nello studio (
173 con esofago di Barrett a segmento corto e 176 a segmento lungo ). I
pazienti con cancro submucosale o in stadio più avanzato sono stati
esclusi. Le principali misure
di esito dello studio erano i tassi di remissione completa e di recidiva e
la morte associata al tumore. I
pazienti sono stati sottoposti a resezione endoscopica ( n=279 ), terapia
fotodinamica ( n=55 ) o entrambe le procedure ( n=13 ); due pazienti hanno
ricevuto coagulazione mediante argon-plasma.
Il periodo medio di follow-up è stato di 63.6 mesi. La risposta
completa ( CR ) è stata raggiunta da 337 pazienti ( 96.6% ), mentre la
chirurgia è risultata necessaria per 13 di loro ( 3.7% ) dopo il
fallimento della terapia endoscopica. Lesioni metacrone si sono sviluppate
in 74 pazienti ( 21.5% ); 56 sono morti per malattia concomitante, ma
nessuno è deceduto per adenocarcinoma mucosale. Il tasso di sopravvivenza
a 5 anni calcolato è stato dell’84%.
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