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C'era una volta un Paradiso Terrestre che Iddio aveva creato in terra di Sicilia e la stoltezza dell'uomo aveva distrutto. Almeno qui, nell'iperuranico mondo del Web noi abbiamo ricostruito il buon tempo antico, perchè non se ne perda il ricordo....
Allora, Stefunu mi ha detto: "Ma dutturi, che cosa scrivi di pesci congelati? E poi.. al cianuro?? A Vaccaredda abbiamo pesci freschi: così lo vogliamo fare il turismo a Milazzo? " E qui comincia a raccontarmi del suo passato e della miglior stagione di sua vita…-Io mi ricordo che mio zio mi diceva che i pesci di "supra o' Molu", cioè i pesci pescati nel Golfo di Milazzo, erano i migliori del mondo... con le reti di appostamento si prendeva il ben di Dio! E quando u Zu’ Micu, la buonanima, calava la "ugghiara" in Marina, sembrava "il Signuri nel lago di Galilea, con la moltiplicazione dei pani e dei pesci; a parti gli scherzi, perchè tutti noi, "i picciriddi" ci buttavamo addosso a lui, quando arrivava il sacco della rete, per giocare con i "piscitti", per metterli nelle lattine... e il sacco, per miracolo, non si rompeva per quanti pesci c’erano! E zu Micu, gettava un "lagnu": "Allontanatevi da qua!" Però quell’omone alto, abbronzato dal sole e dal cuore tenero, con le sue grandi mani, prendeva una manciata di alghe, la buttava in un angolo e noi bimbi ci precipitavamo lì, per cercare i pescetti! C’era una coralità nella gente di mare: per esempio quando veniva "u malu tempu", non c’era la mia e la tua barca: si andava da una punta e si finva alla Cruce di Mare per salvare le barche dalle mareggiate!.. E si tiravano tutte a mano, senza verricelli! Il rumore strascicante, di lontano, dei carrettini spezzava le ore di riposo di un sonno tranquillo di pescatori che erano usciti la notte a mare, per portare il pesce di "‘una nuttata di fatica, di acqua e freddo, per venderli ‘o riatteri", cioè a quello che acquistava i pesci all’ingrosso. E ora questo rumore dei cuscinetti a sfera mi è rimasto impresso nella mente, ormai soffocato dal continuo viavai di mezzi, chè invece di lasciare la macchina nei parcheggi e passeggiare e godersi la "l'odore di buridda (profumo del mare)" sul lungomari, e comprare il sarago doc, questi automobilisti si sentono autorizzati a strombettare e, se dovessero malauguratamente rallentare e far passare quel suo nominato vecchietto, che ha finito di farsi la "massa" davanti al vecchio Asilo Calcagno, si metterebbero a "jastimare", per la rabbia di doversi fermare.
-Ma erano altri tempi, quando ancora il verme corallino, "u vemmo ‘i rina", "u vemmu bau", "u’ vemmu puzzolenti", "u fimmineddu" e "‘u vemmu culu", chi si cugghia 'nta l’alica motta da Cruci i Mari in poi, crescevano rigogliosi ed ora queste cose li desidero...ed il suo sguardo si fa triste e si perde nell’orizzonte fumoso... Altri hobby erano che "si camiava a cefuli ‘nta Marina" o si pigghiavanu i "sparagghiuni" o "quandu si cugghiano i brogni chi pedi".
Perciò, un grazie va a te, don Stefunu, e a tutti i pescatori di Milazzo che ancora credono ancora nella forza del mare. Claudio Italiano
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