--> VARICOCELE PELVICO

VARICOCELE PELVICO

appunti del dott. Claudio Italiano

I plessi venosi uterini ed ovarici possono ere alterati per la presenza di multiple varicosità. Si parla in questo caso di « varicocele pelvico ».

 

Patogenesi

 

Le ragioni per cui si stabilisce un varicocele pelvico possono essere:

a)      costituzionali

b)      meccaniche;

c)       infiammatorie

Quando si tratta di cause costituzionali il varicocele pelvico si associa di solito, ad emorroidi,  a varici vulvari,  a varici a livello degli arti inferiori.

Le cause meccaniche del varicocele sono rappresentate dalle anomalie di posizione dell'utero. Soprattutto la retroversoflessione fissa determina, con l'angolatura dei tronchi venosi, una difficoltà al circolo refluo e quindi favorisce lo stabilirsi di varicosità nei plessi uterini ed ovarici.

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Anche la presenza di tumori (cisti ovariche, fibromi uterini) può essere causa dell'instaurarsi di una dilatazione varicosa delle vene pelviche.

I fatti infiammatori favoriscono la comparsa del varicocele pelvico, sia per i fenomeni congestizi coi quali si accompagnano, sia per le modificazioni di tipo sclerotico cui va incontro il tessuto connettivo perivasale con conseguente compressione e stiramento dei vasi.

II reperto celioscopico o laparotomico del varicocele pelvico è caratterizzato da una serie di dilatazioni varicose delle vene del legamento largo e del mesosalpinge. A volte i tronchi venosi assumono proporzioni cospicue. È sempre presente un grado più o meno marcato di edema.

 

 Sintomatologia

La sintomatologia del varicocele pelvico è per lo più legata alla causa che lo provoca (anomalia di posizione dell'utero, tumore pelvico, flogosi utero-annessiale). In circa il 40% dei casi è presente dispareunia (difficoltà ad avere normali rapporti sessuali), nel 15% si manifesta dismenorrea (dolori durante il ciclo mestruale) e nel 60% si riscontrano varici della parte inferiore della vagina, della vulva eo degli arti inferiori. Si tratta in quest’ultimo caso di varicosità definite atipiche perché tendono a distribuirsi alle cosce in territori diversi da quelli della ben più frequente insufficienza ostiale della Safena, prendendo origine da plessi venosi emorroidari, del perineo (zona anatomica comprendente ano e genitali esterni), delle grandi labbra o della regione inguinocrurale.

Non raramente queste donne sono già state sottoposte con scarsi risultati ad interventi per la correzione di varici degli arti inferiori. In altri casi la comparsa precoce di varici recidive deve far sospettare l’esistenza di reflussi extrasafenici riferibili alla sindrome da congestione pelvica.

Nei casi in cui il varicocele è l'espressione soprattutto di una caratteristica costituzionale di atonia vascolare, si osservano:

—dolori gravativi al basso ventre:

—alterazioni del flusso mestruale, rappresentate di solito da meno-metrorragie;

—perdite leucorroiche  e leuxoxantorroiche dai genitali:

—crisi dolorose pelviche acute in rapporto talora con la fase premestruale o con la fase ovulatoria o con strapazzi fisici.

A questi sintomi principali si aggiungono spesso dolori coccigei, dolori sacro-lombari e frequenti disturbi della minzione.

È caratteristico un aumento della sintomatologia dolorosa dopo qualche tempo che la paziente ha iniziato la deambulazione; i dolori gravativi ed il senso di peso si attenuano invece quando la paziente rimane a letto.

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Anatomia degli annessi, plesso venoso ovarico ed uterino

 Diagnosi

La diagnosi di varicocele pelvico può essere solo sospettata in base alla sintomatologia, alla presenza di emorroidi o di varici vulvari, al particolare colorito cianotico che assumono le mucose vulvo-vaginali, per la presenza di una congestione permanente.

All'esplorazione vaginale si può avvertire qualche volta una particolare pastosità nelle regioni annessiali. A volte è presente anche un aumento del polso arterioso vaginale, come si ha in gravidanza.

La celioscopia permette di confermare il sospetto diagnostico e di accertare l'entità del varicocele. Non utilizzando questo tipo di indagine, la conferma del sospetto diagnostico avviene unicamente all'atto di una laparotomia, eseguita per lo più in base ad altre indicazioni. La conferma diagnostica, dopo un attento esame clinico, viene fornita dall’Ecocolordoppler pelvico e transvaginale.

 

 

Terapia

La terapia del varicocele pelvico consiste nella rimozione della causa che l'ha provocato. Se non si evidenzia una causa palese, saranno di una certa utilità le cure generali ricostituenti e la terapia vasoprotettiva antiflogistica e termale.

Il varicocele pelvico isolato non costituisce quasi mai un'indicazione ad un trattamento chirurgico. Per lo più si giunge all'intervento per un'altra ragione e. se si trova un varicocele, si può procedere even-tualmente all'exeresi del plesso venoso alterato. Talora è sufficente la rimozione della causa che ha provocato il varicocele (per esempio la retroversoflessione uterina), per ottenerne la scomparsa. Il trattamento potrà richiedere, a seconda dei casi, procedure di tipo medico, chirurgico, scleroterapia locoregionale, sclerosi endovasale percutanea con tecnica angioradiologica.

 

 

 

 

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