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appunti
del dott. Claudio Italiano Link correlati al tema: infezioni_sessuali infezione da HPV
Clinica Il contagio
Si distinguono quattro tipi clinici di verruche. Le verruche volgari si
presentano come rilevatezze emisferiche di colorito grigiastro, a
superficie secca e cheratosica, di dimensioni variabili da una capocchia
di fiammifero a un pisello, spontaneamente indolenti ma dolorose alla
pressione. Si localizzano di preferenza al dorso delle mani, ai gomiti,
alle ginocchia e al dorso dei piedi, ma possono interessare qualsiasi
sede corporea. Le verruche palmari e plantari,
che hanno sviluppo endofìtico, si manifestano con un'area
rotondeggiante più o meno cheratosica, talora disseminata di piccoli
puntini nerastri corrispondenti a papille dermiche ipertrofiche e
contenenti vasi capillari dilatati. Sono molto dolorose alla pressione e
possono confluire in larghe placche verrucose. Le verruche piane sono invece
lesioni di tipo papuloso, di pochi millimetri di diametro, a
superficie piana e scarsamente cheratosica, di colorito
bruno-giallastro, isolate o riunite in piccoli gruppi. Sono colpiti
abitualmente il volto, il dorso delle mani e talora gli avambracci o
altre sedi cutanee. Sono di più frequente osservazione nei bambini e in
giovani donne, rare invece negli adulti di sesso maschile. Le verruche filiformi e digitate
si presentano infine come proliferazioni peduncolate a superfìcie
appena cheratosica, di colore bianco grigiastro, soggettivamente
indolenti. Interessano nel bambino le aree periorifìziali del volto,
nel maschio adulto la regione della barba dove la disseminazione è
facilitata dalla rasatura. Le manifestazioni mucose a carico del cavo orale sono simili a quelle
cutanee. Si tratta di elementi papulosi, piccoli, appena rilevati,
di colorito rosa o biancastro, localizzati sulle gengive, le guance, la
mucosa labiale o il palato duro, conosciuti con il termine di iperplasia
focale epiteliale. Principali correlazioni fra
tipo di HPV e lesioni cliniche
Trattamento. Il Cidofovir, un farmaco antivirale, viene utilizzato principalmente in soggetti con problemi al sistema immunitario (come persone affette da HIV) nella formulazione liquida per via endovenosa, ma sono in produzione anche formulazioni per uso topico esterno (pomate) che non sono purtroppo ancora diffuse in Italia. I precedenti trattamenti utilizzati fin'oggi sono i seguenti: * Asportazione chirurgica: consiste nell'asportazione totale della zona cutanea affetta. La ferita causata dal bisturi si risana ma resta più o meno evidente una cicatrice. Data la verosimile recidività della verruca questo metodo è sempre meno utilizzato. * Crioterapia: consiste nel congelamento dell'area affetta tramite azoto liquido (il medico lo nebulizza localmente con una bomboletta spray), in questo modo le cellule ustionate del derma formano una bolla e si staccano dal tessuto sottostante permettendo all'epidermide di rigenerarsi; la ferita va trattata come un'ustione e protetta dalle infezioni. * Preparati cheratolitici: consiste nell'applicazione di un liquido a base di acido salicilico, acido lattico, collodio elastico o combinazione dei tre. Questo tipo di farmaco accelera il ciclo di maturazione della verruca facendola salire in superficie e permettendone il distaccamento spontaneo. * Iniezioni intralesionali: consistono nell'iniezione di interferone all'interno della verruca stessa, tramite questo processo il virus dovrebbe morire interrompendo il proprio ciclo. * Laser: consiste nella bruciatura della verruca tramite laser. * Applicazione vitamina E: La vitamina E, in preparati oleosi utilizzati anche come crema anti irritazione cutanea, applicata localmente porta alla morte della verruca, probabilmente migliorando la capacita' di cicatrizzazione.
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