AGENTI INFETTIVI NELL'UOMO, I VIRUS

AGENTI INFETTIVI NELL'UOMO

i Virus

 

appunti del dott. Claudio Italiano             

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Nell'uomo, la maggior parte delle malattie prevenibili e curabili è causata da agenti infettivi.

 

schema semplificato di infezione da HIV nella cellula CD4 +Essi sono rappresentati da:

Nel nostro sito web abbiamo voluto trattare in particolare di tutte le patologie determinate da questi agenti infettivi, ma ci sembrava giusto inquadrare il problema dell’infezione dell’organismo, tracciando delle linee generali per meglio far comprendere al popolo dei navigatori le problematiche connesse con l’interazione agenti infettivo-organismo umano.  Infatti, lo studio della microbiologia si è evoluto nel tempo e nuove patologie infettive hanno attratto l’attenzione dei ricercatori. Per esempio, nei primi del novecento e fine ottocento, dove la sifilide e la tubercolosi rappresentavano le infezioni per eccellenza da temere per le scarse conoscenze terapeutiche dell’epoca, oggi è la sindrome da immuno-deficienza acquisita (acquired immunodeficiency syndrome, AIDS), che costituisce la principale sfida dell’infettivologo, data dalla necessità di eradicare queste forme. Seguono poi anche i più banali ma per nulla meno importanti infezioni da virus influenzali, responsabili di complicanze temibili per l’uomo e causa di notevole dispendio delle risorse economiche e della spesa per la sanità pubblica, non fosse altro se non per una notevole capacità di mutazione dei virus influenzali stessi, problematica questa che determina cambiamenti significativi nella struttura degli antigeni di superficie. Alcuni virus, dopo la lisi della cellula ospite, possono diventare vettori di antigeni cellulari: questo fenomeno rappre­senta un altro meccanismo di elusione delle difese dell'ospite. Altri, come l'HIV, determinano una grave disfunzione del sistema immunitario e quindi paralizzano le difese dell'ospite.

 

 

 

VIRUS

I virus determinano un'ampia gamma di quadri morbosi: sono patogeni dotati di un filamento di DNA o RNA (raramente di entrambi) posto all'interno di un nucleocapside proteico, che a sua volta può essere ricoperto da un involucro (envelope) composto da glicoproteine e lipidi. Essi possono essere rappresentati come un CD che contiene un programma di computer al suo interno, per cui può funzionare solo se inserito nel lettore CD del computer. Una volta penetrato nella cellula (che idealmente rappresenta il nostro personal computer dell'esempio), il virus riproduce il programma di se stesso, ottenendosi altre copie di questo virus che ha infettato la cellula. Altre volte, il fatto che il virus sia penetrato dentro la cellula, può causare la trasformazione neoplastica della stessa, in quanto la cellula, nel suo nucleo, la dove dovrebbe contenere il proprio materiale genetico, contiene invece dei geni estranei a sè stessa, quelli appunto del virus che la ha infettata e, per così dire, il programma virala estraneo è responsabile della sua trasformazione oncogena. Ciò accade, per esempio nel caso del cancro del fegato, a seguito dell'infezione da virus dell'epatite B.  I geni virali, cioè il materiale che proviene dal filamento di DNA o RNA, una volta inseriti nel nucleo della cellula ospite,  possono codificare solo un numero limitato di proteine; inoltre, i virus, non possedendo organuli cellulari propri, sono completamente dipendenti dalla cellula ospite per la sintesi proteica e la replicazione: perciò sono dei parassiti intracellulari obbligati, inoltre, alcuni virus dipendono da altre specie virali per poter provocare infezioni: per esempio, l'agente dell'epatite delta provoca la malattia solo in presenza del virus dell'epatite B. Tutti i virus si legano a recettori della cellula ospite, penetran­do al suo interno attraverso meccanismi quali endocitosi recettore-mediata, fusione o pinocitosi. Una volta penetrato all’interno, il virus perde il rivestimento dell'acido nucleico e sfrutta le strutture della cellula ospite per riprodursi (infezione produttiva) o per stabilizzarsi all'interno di essa (infezione la­tente, stato di portatore sano). Alcuni virus, come quello dell'influenza, determinano fa malattia mediante lisi delle cellule infettate. Altri, come il virus dell'epatite B, inducono una risposta immunitaria da parte dell'ospite, che fa parte del quadro di malattia. Altri ancora, come il virus della leucemia umana T di tipo I, inducono fa trasformazione neoplastica delle cellule infettate.

I virus hanno sviluppato diversi meccanismi per aggirare le difese messe in atto dall'ospite: per esempio, moltiplicandosi dentro le cellule, possono evitare gli anticorpi neutralizzanti e l’azione di altre difese cellulo-mediate. Alcuni virus possono aggiungere le cellule non infettate mediante ponti intercellulari: altri, in particolare gli herpesvirus e il virus dell'immunodeficienza umana acquisita si possono integrare dentro le celule e persistere senza moltiplicarsi. I virus influenzali, invece, possono modificare il loro patrimonio antigenico e sfuggire agli anticorpi di volta in volta prodotti dall’organismo.

 

 

 

 

 oppure cfr  indice di infettivologia