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La
visita del paziente neurologico: il sistema motore
appunti del
dott.
Claudio Italiano
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Quando un paziente giunge alla vs attenzione
( cfr
ictus- l'esame del paziente ) per una vasculopatia
cerebrale acuta (cfr
stroke) presenta una serie di segni clinici caratteristici, per
esempio uno stato
confusionale, fino allo stupore ed al
coma, un deficit nei movimenti degli arti, quello che tecnicamente
definiamo “ i segni di lato”, cioè le ipostenie laterali, espressioni di
un insulto in uno dei due emisferi, quello contro laterale al lato
interessato dalla paresi. Delle manovre molto semplici (cfr
Le lesioni vie piramidali ) come quella del Mingazzini, possono dare
un’idea del deficit riscontrato nel sistema delle vie piramidali. Il
paziente, se invitato a tenere le braccia sollevate in avanti, se
presenta un deficit motorio, vedrà cadere lentamente il braccio
interessato dalla paresi; parimenti la stessa manovra si attua con gli
arti inferiori, invitandolo a tenere le gambe sollevate e le cosce
flesse, dimodocchè se l’arto inferiore cade ciò è espressione di
deficit. Ancora abbiamo movimenti spontanei e movimenti provocati. I
movimenti spontanei si possono osservare in tutti i pazienti, eccetto
che in quelli in
coma profondo. Le gravi
convulsioni generalizzate e focali vengono facilmente riconosciute,
ma gli episodi convulsivi di minore entità possono passare inosservati.
Essi possono consistere in deviazioni occasionali degli occhi o lievi
movimenti improvvisi del viso, degli occhi, delle palpebre o espressioni
peculiari facciali. Tali movimenti devono essere considerati di natura
convulsiva se sono parossistici e se presentano un inizio ben distinto
ed una cessazione improvvisa. Nelle lesioni di origine metabolica e
nelle lesioni a vasta diffusione di origine anossica, come nel caso
delle complicazioni postanestetiche, è possibile osservare
frequentemente spasmi mioclonici diffusi. Anche altri movimenti di
origine convulsiva possono assumere la forma di movimenti lenti come la
deviazione del capo e degli occhi, ma, a meno che non precedano la fase
clonica, possono essere scambiati per movimenti volontari od
involontari.
Altri movimenti spontanei possono essere interpretati come intenzionali.
Quando sono limitati ad un lato del corpo, essi sono suggestivi di una
paralisi degli arti controlaterali.
Le
risposte motorie agli stimoli possono essere classificate in tre gruppi:
a) Movimenti complessi ben definiti, spesso riconoscibili come
intenzionali o difensivi,
b) Incompleti o rudimentali. A volte, può essere difficile determinare
se questi movimenti siano difensivi, degradati semplicemente dallo
stupore piuttosto che secondari ad una lesione che interessa il sistema
motorio. La presenza di movimenti rudimentali monolaterali, mentre
dall'altro lato si riscontrano movimenti ben formati, è suggestiva di
una paresi. Altri movimenti rudimentali possono essere di natura
riflessa,
c) Movimenti riflessi anche spontanei, che si manifestano in assenza di
uno stimolo apparente o che vengono prodotti da uno stimolo. In realtà,
tutti i movimenti riflessi necessitano di uno stimolo; tuttavia, questo
stimolo può essere di origine endogena o può derivare da rumori
ambientali, da vibrazioni, ecc. Sono di particolare importanza i
seguenti tipi di movimenti riflessi: I movimenti e le posizioni da
decorticazione consistono in flessione ed adduzione delle estremità
superiori (compresi polso e dita), ed estensione delle estremità
inferiori con rotazione interna. Queste posizioni fanno pensare ad una
emiplegia spastica cronica e si ritiene che siano il risultato di una
lesione delle vie piramidali
subito al di sopra del mesencefalo, con
sconnessione degli emisferi dal peduncolo cerebrale superiore. Quando
sono presenti, questi movimenti sono suggestivi di una vasta lesione che
di solito interessa la capsula interna o il peduncolo cerebrale rostrale controlaterale. Spesso possono essere interessati il talamo e le
strutture adiacenti. |
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I movimenti e le posizioni da decerebrazione consistono in adduzione,
estensione e pronazione di tutte e quattro le estremità. Lo stato
decerebrato, quando è ben sviluppato, comprende anche l'opistotono.
Viene di solito considerato come l'esagerazione di una postura statica.
La decerebrazione viene frequentemente osservata nelle lesioni
distruttive o compressive a carico del mesencefalo o nelle lesioni a
carico del ponte superiore. La lesione è localizzata tra il nucleo rosso
ed i nuclei vestibolari, mentre i nuclei vestibolari stessi ed il tratto
ed il nucleo spinali reticolari laterali sono integri. Non è necessario
che la disfunzione sia su base anatomica dato che gli stati di
decerebrazione possono manifestarsi anche nel caso di turbe metaboliche
come l'ipoglicemia,
l'intossicazione o l'anossia. Le posizioni di decerebrazione, se
unilaterali, sono omolaterali alla lesione. Le posizioni decerebrate
incomplete hanno lo stesso significato, per quanto riguarda la
localizzazione della lesione, delle posizioni decerebrate a sviluppo
completo.
La retrazione riflessa viene più spesso osservata nelle estremità
inferiori ed è conosciuta come risposta in flessione tripla, in quanto
consiste di una flessione dell'anca, del ginocchio e della caviglia.
Essa
rappresenta la retrazione da uno stimolo nocivo ed implica il
coinvolgimento della via cortico-spinale. Il segno di Babinski fa
probabilmente parte di questa risposta.
A volte risulta difficile distinguere il riflesso di retrazione da una
retrazione volontaria. Si dovrebbe sospettare un riflesso di retrazione
quando:
a) il movimento si manifesta chiaramente solo in seguito ad applicazione
di uno stimolo nocivo,
b) i movimenti spontanei sono minimi od assenti e
c) esistono prove di un deficit delle vie piramidali quali il segno di
Babinski o iperreflessia dell'arto colpito.
I riflessi tendinei sono di solito depressi dopo un episodio cerebrale
acuto che abbia condotto al coma. Così, per un periodo di ore o di
giorni i riflessi da stiramento possono essere diminuiti dal lato
paralizzato. Nel periodo di transizione tra iporeflessia ed
iperreflessia si possono riscontrare dei reperti apparentemente
contrastanti, iperreflessia nell'estremità superiore ed iporeflessia
nell'estremità inferiore.
I riflessi patologici, come il segno di Babinski, rivestono lo stesso
significato che hanno nelle altre malattie neurologiche interessanti le
vie piramidali e non verranno quindi trattati in questa sede. Occorre,
tuttavia, ricordare che il segno di Babinski può essere assente o
equivoco anche se vengono interessate le vie corticospinali. L'assenza
di riflessi cutanei addominali conferma ulteriormente l'interessamento
piramidale.
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