Speciale Herpes zoster 1

Herpes zoster 1

 

appunti del dott. Claudio Italiano   oppure  cfr indice infettivologia

 

E’ una malattia infettiva acuta ad eziologia virale, che si manifesta nei soggetti adulti, spesso anziani, ma soprattutto defedati. Per esempio qui si descrive il caso di un paziente affetto da linfoma che, una volta trattato per la malattia specifica, ha avuto un’eruzione herpetica. Tale infezione si caratterizzata da una eruzione eritemato-vescicolosa, molto dolorosa, localizzata lungo il territorio di innervazione di un ganglio nervoso cranico o spinale. L'agente patogeno è un virus appartenente al gruppo degli herpes virus, che presenta una stretta relazione antigenica con il virus della varicella, per cui si ritiene che le due malattie costituiscano due differenti entità cliniche causate da un unico virus detto virus V-Z . Premesso che il 70-90% delle persone sono carriers, si distinguono nella malattia herpetica un’infezione primaria nell’1% dei casi, silente nel 99% e delle manifestazioni ricorrenti, che sono dovute a stimoli ricorrenti.

 

 

 

INFEZIONE PRIMARIA

Infezione da herpes zoster in soggetto sottoposto a recente chemioterapia e trapianto di midollo osseo per linfoma.

Eruzione maculopapulare estesa da herpes zoster in soggetto sottoposto a recente chemioterapia e trapianto di midollo osseo per linfoma cutaneo a cellule T helper.


— gengivostomatiti
— vulvovaginiti
— eczema herpetico
— herpes traumatico
— cheratocongiuntivite
— meningoencefalite
— herpes splancnico

MANIFESTAZIONI RICORRENTI

 — herpes febbrile
— herpes genitale
— ulcere dendritiche corneali

STIMOLI:
— febbre
— sole
— trauma
— mestruazione
— alterazioni gastrointestinali
— traumi psichici 

 

Eziopatogenesi.

La patogenesi non è ancora completamente chiarita. Lo zoster viene considerato una malattia endogena, non trasmissibile, dovuta alla riattivazione di una infezione latente da virus V-Z. Esistono tuttavia dimostrazioni di infezione esogena che colpisce soggetti parzialmente immuni, in conseguenza di un precedente contatto con il virus varicelloso. Le due sindromi cliniche rappresentano quindi due fasi dell'attività di uno stesso virus: il contagio di un individuo privo di anticorpi provoca la varicella, mentre lo zoster si ha in soggetti che hanno già superato la varicella e posseggono anticorpi specifici contro il virus V-Z. Comunque, raggiunta la sede nervosa, il virus induce perturbazioni vaso-motorie nel territorio cutaneo corrispondente, che favoriscono la sua fissazione in loco. La malattia interessa tutte le razze ed in egual numero i due sessi: è più frequente nel periodo inverno-primavera e la sua maggiore diffusione precederebbe, in genere, le epidemie di varicella. Colpisce di solito soggetti portatori di neoplasie (linfosarcoma, mieloma, etc.) più comunemente quelli affetti da morbo di Hodgkin, in cui l'anergia cutanea, la irradiazione linfonodale e la splenectomia sembrano rappresentare fattori predisponenti. È nota pure la discreta frequenza dello zoster nella leucemia linfatica cronica, di cui talvolta, può persino rappresentare il segno rivelatore; mentre meno frequentemente si presenta nelle leucemie mieloidi acute e nelle altre emopatie.

 

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