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- A livello del rene aumentano la natriuresi ed il filtrato glomerulare. Nel letto vascolare riducono le resistenze sia arteriose, sia venose e possiedono un effetto antiproliferativo sulle miocellule della parete vasale. - A livello del cuore stesso hanno effetto antifibriotico ed antiproliferativo e favoriscono il rilasciamento del muscolo cardiaco. Nei soggetti sani i livelli di BNP, che è quello più studiato, aumentano in relazione a stress vari, per esempio il lavoro anaerobico, con range fisiologico tra 0.5-30 pg/ml. |
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Il
BNP può essere elevato in varie situazioni, per esempio correlato con
incrementi della pressione e di modifiche della struttura del miocardio
che noi definiamo “ipertrofia
ventricolare sinistra”, mentre nell’atleta, non si incrementa.
Viceversa, nello studio di Framingham, elevati livelli plasmatici di BNP,
si associavano in seguito a sviluppo di ipertensione
arteriosa nei quattro anni successivi. Inoltre si associa il suo
aumento anche ad eventi cardiovascolari.
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Ipertrofia
ventricolare sinistra. Elevati
valori di BNP si associavano ad ipertrofia ventricolare sinistra non
dipendente da ipertensione. Inoltre
nelle miocardiopatie dilatative l’incremento è minore. Il BNP, inoltre,
è considerato marcatore assai sensibile di ipertrofia del ventricolo di
sinistra. Il BNP è correlato positivamente con la pressione media nell’arteria polmonare, con le resistenze polmonari e con le dimensioni dell’atrio destro, con la pressione telediastolica e con la massa del ventricolo destro e possiede un significato prognostico negativo, come indice predittivo di morte se i suoi valori sono > di 184 pg/ml. Uno studio, inoltre, ha correlato il BNP con le complicanze tromboemboliche in soggetti con fibrillazione atriale. |
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In
corso di insufficienza renale la concentrazione dei peptidi natriuretici
aumenta ed il BNP nei soggetti dializzati in particolar modo.
Lo
scompenso cardiaco è una delle più diffuse patologie cardiovascolari, la
cui diagnosi è ancora oggi basata su elementi clinici. Invece lo studio
del BNP si è dimostrato interessante nello scompenso, quale indice al
pari dell’ecocardiografia dello scompenso del miocardio. Lo scompenso
dipende, come sappiamo, principalmente dall’alterazione della funzione
ventricolare sinistra che interessa la componente sistolica. Ebbene, si è
visto che i valori del BNP si correlano con il grado e la severità dello
scompenso e potrebbero avere un ruolo nello screening di massa nei
soggetti a rischio di disfunzione ventricolare sinistra, sia sistolica ma
anche diastolica. Inoltre
potrebbero avere un ruolo questi peptidi natriuretici
anche nella identificazione precoce di segni di disfunzione del
cuore trapiantato. Nei
soggetti con scompenso e dispnea dovuta ad edema polmonare per congestione
del circolo il BNP è elevato, tanto più se i pazienti sono affetti da fibrillazione
atriale, tachiaritmie, infarto
del miocardio. In questi soggetti si potevano avere valori di BNP
anche di 820 pg/ml in disfunzione sistolica, contro 400 pg/ml in
disfunzione diastolica. Anche la classe NYHA correla con BNP e frazione di
pompa. Infatti in classe IV i valori si attestavano su range di 728-1300
pg/ml contro 49-137 della classe I. Nei
pazienti con dispnea
respiratoria, invece, il BNP si attesta su valori inferiori a 100 pg/ml.
Inoltre
un ruolo gioca BNP in corso di IMA. Si è visto, infatti, che nel paziente
con infarto in terza giornata i valori di BNP sono correlati alla severità
del quadro clinico ed individuano la compromissione di pompa cardiaca.
Tassi di BNP tra 68 e 100 pg/ml e di NT-proBNP di 544 pg/ml entro i primi
7 giorni dopo IMA, hanno significato prognostico favorevole, poiché si
verificherà un rimodellamento del tessuto miocardio entro due o tre mesi.
Lo stesso dicasi dopo trombolisi efficace dove il tasso si normalizza
entro 24-48 ore, mentre in caso di mancata ricanalizzazione ciò non
accade. Nei soggetti con SCA ,
cioè sindrome coronarica acuta definita come IMA senza sopraslivellamento
ST, angina instabile) valori di BNP di 80 pg/ml misurati entro le prime 72
ore hanno dimostrato un elevato potere predittivo sugli eventi cardiaci
(morte, infarto e scompenso) sia nel breve termine, entro un mese, che
nell’arco di dieci mesi. Dunque
ruolo notevole si ha nella cardiopatia ischemica silente.
Infine in corso di trattamento dello scompenso cardiaco, il
dosaggio del peptide natriuretico potrebbe giocare un ruolo nella
valutazione dell’efficacia terapeutica
nello scompenso senso che gli ACE-inibitori, gli antialdosteronici ed
i diuretici, beta-bloccanti, se la terapia è validamente condotta,
determinano una riduzione dei valori di BNP.
-paziente con recente IMA per valutare la gravità del quadro
-pazienti diabetici con compromissione renale
-pazienti ipertesi con alterazione dell’ecg
-pazienti dializzati
-pazienti sottoposti a terapica con antracicline