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I processi fisiopatologici Adiposopatia. L’insieme delle cellule adipose a livello viscerale viene ormai considerato un tessuto metabolicamente attivo, e il suo iperaccumulo, che rappresenta una ricca fonte di acidi grassi liberi (Ffa) derivati dall’idrolisi dei trigliceridi, si associa a insulino-resistenza epatica e periferica. Infatti l’afflusso, a livello epatico, di un eccesso di Ffa, oltre a indurre un’aumentata sintesi di glucosio e trigliceridi, promuove anche la secrezione di very low-density lipoprotein (VLDL), ricche in trigliceridi (lipidi). Ciò innesca non solo la tendenza all’iperglicemia a digiuno e quindi al diabete, ma conduce, per eccessiva disponibilità e infiltrazione di trigliceridi, verso la steatosi epatica non alcolica (Nafld); d’altro canto, l’incremento della produzione di acidi grassi dicarbossilici ad azione citotossica, conseguente all’aumento della per ossidazione lipidica, porta all’instaurazione nel tempo di fibrosi con apoptosi e infiltrazione infiammatoria, ovvero steatoepatite (Nash), condizione quest’ultima che rappresenta l’anticamera del diabete mellito e dell’insulinoresistenza. Per effetto di questi cambiamenti, la clearance delle Hdl aumenta, con conseguente riduzione del loro livello circolante. Questo processo ha effetti aterogeni sia diretti sia indiretti, in quanto viene ridotta l’azione protettiva e antiossidante a livello endoteliale e si ha una minore rimozione di colesterolo dai tessuti periferici.
Le adipochine Di recente è stato ipotizzato che la relazione tra insulino-resistenza e incremento del tessuto adiposo viscerale possa trovare fondamento anche in altre funzioni proprie degli adipociti (secrezione di adipochine). Le principali adipochine prodotte dal tessuto adiposo sono: Ø leptina, Ø adiponectina, Ø Tnf-α, IL-6, IL-8, IL-10, IL-18, Ø Lpl, apoE, Ø angiotensinogeno, Ø Pai, Ø Tgf-β, Igf-l, resistina, Ø e altri fattori pro-infiammatori. A queste molecole è stato attribuito un ruolo di rilievo non solo nella regolazione del metabolismo glucidico e lipidico, ma anche nel controllo dello stress ossidativo e nel mantenimento dell’integrità strutturale e funzionale della parete vascolare, meccanismi che globalmente sono responsabili di molte delle manifestazioni cliniche della sindrome metabolica. L’adiponectina è l’unica proteina prodotta dal tessuto adiposo che subisce down-regulation in relazione all’eccesso ponderale e che svolge una funzione di protezione nei confronti delle alterazioni metaboliche. I suoi livelli circolanti sono inversamente correlati con diversi indici di insulino-resistenza: bassi livelli di adiponectina si associano ad aumentato rischio di diabete, ridotta utilizzazione periferica del glucosio e ridotta ossidazione muscolare degli acidi grassi. Per alcune adipochine dotate di azione pro-infiammatoria, la cui produzione risulta aumentata nell’obesità, è stato ipotizzato un ruolo diretto anche nella patogenesi della disfunzione endoteliale e dell’aterosclerosi: al Tnf-α è attribuita la capacità di favorire l’adesione e la migrazione dei monociti circolanti nella parete arteriosa e la loro conversione in macrofagi, mentre la leptina favorisce l’accumulo di colesterolo nei macrofagi attivati. Per l’adiponectina, invece, sembra dimostrato un ruolo protettivo, in quanto essa si accumula solamente in sede di lesione vascolare e inibisce la proliferazione delle cellule monocita rie e muscolari lisce, contrastando l’azione del Tnf-α a livello endoteliale e vascolare. |
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