'); //-->
-->
|
appunti del dott. Claudio Italiano cfr anche semeiotica_gastroenterologica Le masse addominali Novità: intossicazione alimentare da cibo inscatolato: il botulismo Il dolore addominale Novità: Il paziente con la nausea Novità: Il paziente con la dispepsia, pancia gonfia e digestione lenta e con dolore New: Capire il perchè di un dolore addominale Dolori e sintomi in gastroenterologia Dolori dell'addome superiore destro in gastroenterologia Dolori dell'addome medio in gastroenterologia Dolori dell'addome superiore sinistro in gastroenterologia Dolori dell'addome inferiore destro in gastroenterologia Dolori dell'addome inferiore sinistro in gastroenterologia Dal dolore alla diagnostica in gastroenterologia La pancia gonfia! L'addome acuto L'appendicite acuta! Il rigurgido acido NEW! L'esofagite da reflusso NEW! L'esofagite di Barrett con lesioni mammellonate NEW! L'esofagite, il reflusso e la sua difficile cura NEW! L'esofagite e la diagnostica NEW! Esofago ed obesità: cancro ed esofagite il paziente che non inghiotte il paziente con acalasia Il fetore in bocca New! La sindrome post-colecistectomia
Orticaria/Angioedema
acuto. Caratterizzato da prurito, bruciori e pomfi che variano
considerevolmente per estensione e durata. L'angioedema (ringonfiamento
delle cute) non provoca prurito ma formicolio, calore e sensazione di
tensione su una pelle edematosa. Sono tra i sintomi più comuni delle
reazioni allergiche indotte da alimenti. L'allergia alimentare è
raramente la causa di orticaria ed angioedema cronico (sintomi che
durano per più di 6 settimane). 2) vie respiratorie: edema della laringe, asma, rinite nel 20% dei casi Rinocongiuntivite.
E' raramente il risultato di una reazione allergica indotta da alimenti
sebbene spesso si manifesti in associazione con altri sintomi di
allergia alimentare. Asma.
E' una manifestazione non comune di allergia alimentare, sebbene il
broncospasmo acuto venga osservato di solito con altri sintomi indotti
da alimenti. Ad ogni modo, l'iperreattività delle vie respiratorie ed
il peggioramento dell'asma può essere anche indotto in assenza di
marcato broncospasmo dopo ingestione di piccoli quantitativi di
allergeni alimentari in soggetti sensibilizzati . E' interessante notare
che l'allergia alimentare è stata recentemente individuata come una dei
maggiori fattori di rischio di asma potenzialmente fatale. Vapori ed
esalazioni contenenti proteine emesse dagli alimenti durante la cottura
(es. pesce) possono indurre reazioni asmatiche e persino anafilassi è
stato calcolato che circa l'1% dell'asma negli adulti potrebbe
coinvolgere reazioni ad esposizione inalatoria ad alimenti, soprattutto
in ambiente lavorativo. 3) tratto gastrointestinale: «sindrome orale allergica», prurito e alterazioni disestesiche a labbra e palato (soprattutto in caso di allergia crociata con pollini di artemisia); raramente vomito, crampi addominali, diarrea nel 20% dei casi. Sindrome orale allergica o sindrome polline-alimento. E' caratterizzata da prurito e bruciore della mucosa orale ed edema delle labbra immediatamente dopo l'ingestione di alimenti vegetali. E' presente in molti soggetti pollinosici ed è causata dalla presenza di proteine (allergeni) i comune tra pollini (ad es. betulla, ambrosia ed artemisia) ed alimenti vegetali (es. banana, melone, patata, carota, sedano, mela, pera, nocciola e kiwi). Siccome gli allergeni responsabili di queste reazioni sono facilmente distrutti dal calore o dagli enzimi gastrici, la maggior parte dei pazienti hanno sintomi limitati alla mucosa orale e faringea. Anafilassi gastrointestinale. Si presenta tipicamente con rapida insorgenza di nausea, dolore addominale di tipo colico, vomito e diarrea; generalmente si manifesta in concomitanza di altre manifestazioni allergiche in altri organi bersaglio come la cute ed il tratto respiratorio. 4) manifestazioni sistemiche: tachicardia, calo pressorio, shock anafilattico nel 10%, per fortuna meno di frequente. Altri links per voi a cura del dott. Claudio Italiano Esofago di Barrett; quello strano dolore al petto Atresia esofagea in un neonato Le indagini sull'esofago: manometria, che significa? La gastrite acuta e l'Helicobacter pylori Speciale su Helicobacter Pylori: gastriti, MALT linfomi e cancro, eradicazione Le gastriti croniche New! Lo stomaco sano, quello operato e le gastropatie: immagini endoscopiche Mew! La gastrite acuta da stress del paziente critico. L'ulcera dello stomaco benigna Le emorroidi Anatomia della regione anale, le emorroidi La classificazione in gradi del prolasso emorroidario Speciale sui vari tipi di cura delle emorroidi Il trattamento chirurgico delle emorroidi NEW! Le fistole anali New! L o studio del colon: il clisma opaco a doppio contrasto. New! Il paziente proctologico, prurito anale. Quale cura? Le malattie infiammatorie intestinali Il morbo di Crohn, la clinica La rettocolite ulcerosa, questa strana diarrea NEW!! La terapia chirurgica della rettocolite ulcerosa, quando e perchè Il follow-up del malato con malattia infiammatoria intestinale New! Quali complicanze nel malato di Rettocolite ulcerosa? Le nuove terapie del morbo di Crohn Gravidanza e cura delle malattie infiammatorie intestinali Intolleranza alimentare non
immunologicamente determinata Esistono
delle reazioni pseudoallergiche che rispetto all’allergia
hanno gli stessi sintomi, in quanto ambedue reazioni vengono
scatenate dalla liberazione di istamina dai mastociti tissutali.
La degranulazione dei mastociti in caso di allergia è scatenata,
come si è detto, dal legame dell'allergene alle IgE presenti sulla
membrana dei mastociti. Nella reazione pseudoallergica la degranulazione,
invece, viene indotta
direttamente (= indipendentemente da eventuali anticorpi) con un
meccanismo farmacologico : - reazioni pseudoallergiche da liberatori aspecifici di istamina presenti negli alimenti (ad es. fragole, pomodori) -reazioni
pseudoallergiche da sostanze vasoattive presenti negli alimenti, ad es.
istamina crauti formaggio, vino, conserve di pesce), serotonina (banane,
noci), tiramina (formaggio, cioccolato, vino rosso) (vedi anche crisi
di cefalea). Diagnosi:
si basa su anamnesi alimentare e farmacologica + dimostrazione
dell'aumento dei livelli plasmatici di istamina al momento dei sintomi. -
reazioni pseudoallergiche da additivi alimentari: ad es. tartrazina
(E102), acido benzoico (E124-219), sulfito (E220-227), bisulfato (nel
vino bianco) -
reazioni pseudoallergiche da salicilati presenti in natura, ad es. nella
frutta -
reazioni pseudoallergiche da glutammato di sodio (sindrome da ristorante
cinese) Dopo l'assunzione di cibi contenenti monosodio glutammato (salsa di soia!) si possono verificare, in caso di predisposizione individuale, i seguenti sintomi tipici: sensazione di debolezza, sudorazione, palpitazioni, cefalea, ecc. 2.
Deficit di lattasi Nota: due sono le cause dell'intolleranza al latte vaccino: deficit di lattasi (frequente) ed allergia alle proteine del latte (caseina nel 70% dei casi; meno frequentemente latto-albumina; raramente beta-lattoglobulina). Mentre il paziente con deficit di lattasi può sopportare ancora piccole quantità di latte, la persona allergica reagisce alla minima quantità di latte accusando disturbi. Diagnosi I. Anamnesi: identificazione degli alimenti sospetti che provocano disturbi gastrointestinali protocollo per il paziente). 2 Esclusione di altre affezioni gastrointestinali. 3 Dieta di eliminazione e di provocazione: il paziente deve seguire per 7 giorni una dieta base povera di allergeni (ad es. dieta a base di riso, patate, acqua). Se la sintomatologia persiste, è allora improbabile, che l'allergia alimentare ne sia la causa (salvo che nei casi di allergia al riso o alle patate, che può essere esclusa tramite RAST o test cutanei. Se i sintomi scompaiono, allora si aggiungono man mano singoli alimenti fine a che compaiono nuovamente i disturbi. Criteri per un test di provocazione positivo: - nuova manifestazione di sintornì gastrointestinali o extraintestinali - parametri di laboratorio: • calo dei trombociti e/o leucociti • aumento dell'istamina plasmatica. 4. Test cutanei + RAST (dimostrazione di specifici anticorpi IgE) per identificare possibili allergeni Solo la positività al test di provocazione prova il significato clinico di un allergene identificato tramite RAST o test cutaneo. Nei soggetti atopici il RAST documenta spesso una sensibilizzazione verso vari allergeni alimentari, anche se i corrispondenti alimenti sono assunti senza la comparsa di sintomi. 5. Evtl. test di provocazione allergenica colonscopica: esposizione della mucosa intestinale ad allergeni sospetti, sotto controllo colonscopico. Terapia I. La misura più importante è l'eliminazione dalla dieta dell'allergene! In caso di alimenti di base ubiquitari, come il latte e le uova, l'eliminazione è difficile. Consigli dietetici generali: quando
l'identificazione e l'eliminazione dalla dieta dell'allergene non siano
possibili, si consiglia di provare a eliminare i seguenti
alimenti/bevande •
cibi crudi o alimenti appena riscaldati (un adeguato
riscaldamento inattiva alcuni allergeni) •
macedonia e frutti esotic • bevande alcooliche, succhi di frutta 4 Tentativo di una profilassi farmacologica: - antiistaminici - stabilizzatori dei mastociti, ad es. disodiocromoglicato, ketotifene. Utile al neonato con anamnesi familiare positiva per affezioni atopiche: non tenere animali domestici e rinunciare al fumo; nei primi 6 mesi di vita esclusivamente latte ma- e contemporanea dieta di eliminazione nella madre (niente latte vaccino, uova di arachidi); per il bambino eventualmente anche alimentazione con idrolisato povero di allergeni. Evitando per molti anni l'esposizione agli allergeni responsabili, l'allergia può anche sparire (nei bambini nel 50% dei casi, negli adulti nel 30%). |
||||||||