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Definizione. Il morbo di Alzheimer è una demenza degenerativa invalidante, che ha un esordio precoce e conduce a morte. In Italia sembra che 800 mila persone ne siano affette e circa 30 milioni sono i pazienti nel mondo, in genere donne. Eziopatogenesi. Studi recenti approfonditi sembrano indicare in un disordine metabolico la genesi della patologia, tant’è che nel cadavere si riscontra nei neuroni cerebrali l’accumulo di una sostanza, la beta-amiloide. Questa deriva, a sua volta, dal metabolismo di una proteina detta APP (la sigla significa Proteina Progenitrice dell’Amiloide) ad opera dell’attività di un enzima, l'alfa-secretasi. Nei malati di Alzheimer, però, esiste una forma variante di tale enzima, la beta-secretasi, che porta alla produzione di una beta-amiloide anomala, che si accumula, non è smaltita ed imbratta la membrana dei neuroni. Ciò è alla base di un processo infiammatorio, perché si attivano le cellule “spazzino” del corpo umano, i macrofagi, che richiamano i neutrofili e parte un processo infiammatorio autoimmune, contro le proprie strutture con liberazione di citochine ed interleuchine e TNF, con distruzione lenta e graduale dei neuroni residui. Altri ricercatori parlano di un’ulteriore proteina, detta proteina tau, fosforilata in maniera anomala, che si accumula in ammassi neuro fibrillari, interessando i neuroni colinergici della trasmissione presenti nell’ippocampo, responsabile questa struttura del processo dell'apprendimento e dei processi di memorizzazione. Sintomatologia. Definita anche "demenza di Alzheimer", viene appunto catalogata tra le demenze perché il paziente si impoverisce del suo bagaglio cognitivo, a differenza del paziente oligofrenico, che nasce già povero di conoscenza. Qui, invece, il deterioramento cognitivo è cronico e progressivo. La malattia si manifesta inizialmente come demenza caratterizzata da amnesia, cioè disturbo del pensiero e deficit della memoria, dapprima solo per sporadici eventi della vita quotidiana ; poi è interessata la memoria prospettica (per esempio dimenticare impegni e appuntamenti presi); poi è colpita la memoria episodica retrograda (cioè il soggetto non ricorda il passato) e la memoria semantica (le conoscenze acquisite). Altri links per voi a cura del dott. Claudio Italiano Neurologia Novità: il paziente con calo della vista- generalità. Novità: il paziente con calo della vista- le cause. Novità: il paziente con stenosi della carotide: che fare e perchè e con quale rischio. Novità: il paziente con andatura anserina e falciante. Novità: il paziente con andatura propulsiva, spastica e steppante. Novità: il paziente con vuoto di memoria - generalità. Novità: il paziente con vuoto di memoria - le cause dell'amnesia. Novità: la visita neurologica, i nervi cranici Novità: il Paziente con Sclerosi Laterale Amiotrofica Novità: il paziente con muscoli flaccidi, che fare e perchè. Novità: il paziente con acufeni. Novità: il bambino dislettico: che fare e perchè. Il mal di testa, che cosa nasconde sotto sotto? New! Un caso di ematoma subdurale cronico Il paziente confuso. Quale approccio? La sindrome di Fahr La sindrome di Chiari La cefalea New: la cura della cefalea, quali sono i farmaci giusti? L'ictus cerebrale Il paziente allettato e la sua gestione New! Il paziente vascolare con ictus ischemico o emorragico SPECIALE ictus- classificazione ictus- l'esame del paziente ictus- la diagnostica ictus- la cura, oggi Il paziente che perde l'uso della parola: afasia Il paziente anziano demente,quale cura è possibile oggi? Il morbo di Alzheimer,quale cura è possibile? Il dolore di schiena, come, quando e perchè. La cisti aracnoidea, un caso della dott.ssa A. Garito L'ictus cerebrale: imaging a cura della dott.ssa A. Garito L'imaging dell'edema cerebrale diffuso a cura della dott.ssa A. Garito La valutazione dell'anziano ai fini pensionistici di invalidità e dei benefici di legge! Il paziente con tremori Il paziente con tremori: la cura, evidenze cliniche Il paziente con tremori, il morbo di Parkinson Il paziente con tremori, quali cure possibili ed evidenti in clinica per il morbo di Parkinson? Crisi epilettiche parte I Il dolore da neuropatia, come si cura? Crisi epilettiche parte II Il dolore di schiena: sciatalgia Il dolore cervicale, quali cure possibili? Il paziente con turbe dell'equilibrio La sindrome vertiginosa, come e perchè A poco a poco, purtroppo, col progredire della malattia, i pazienti presentano altri disturbi: · afasia, cioè incapacità a parlare ed · aprassia, cioè la capacità di compiere azioni complesse:
In primo luogo, nell'Alzheimer si ha diminuzione dei livelli di aceti colina (cfr decadimento cerebrale), per cui si cerca con i farmaci di ripristinarne i livelli fisiologici di acetilcolina usando inibitori della colinesterasi, per aumentare nel vallo sinaptico l'acetilcolina, inibendone la sua distruzione. I farmaci a disposizione sono la fisostigmina, la galatamina, la neostigmina. Il donezepil, inibitore non competitivo dell'acetilcolinesterasi, sembrerebbe più efficace perché, con una emivita di circa 70 ore, permette una sola somministrazione al giorno (mentre la Galantamina ha una emivita di 7 ore). Un approccio alternativo alla patologia potrebbe essere l'uso di farmaci anti-infiammatori non steroidei per controllare la componente infiammatoria che distrugge i neuroni. I ricercatori hanno messo in evidenza anche l'azione protettiva della vitamina E (alfa-tocoferolo), che sembra prevenire la perossidazione lipidica delle membrane neuronali causata dal processo infiammatorio. Ancora si parla di farmaci eccitatori come quelli che amplificano la liberazione di acido glutammico ed aspartico ed aumentano il calcio libero intracellulare. Si è quindi pensato di usare farmaci nootropi ("stimolanti del pensiero"), come il piracetam e l’aniracetam. Un'altra, più recente, linea d'azione prevede il ricorso a farmaci che agiscano direttamente sul sistema glutaminergico come la memantina . Le forme di trattamento non-farmacologico consistono prevalentemente in misure comportamentali, di supporto psicosociale e di training cognitivo. Altra cura prevede l’impiego del film della vita, un filmato di 30-60 minuti con immagini tratte dagli album di famiglia, filmini girati negli anni precedenti, con una colonna sonora ottenuta da musiche che notoriamente hanno scandito i vari periodi importanti della vita; tutto ciò allo scopo di rievocare i ricordi e stimolare il cervello, per rallentare il morbo.
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