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appunti del
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Le malattie reumatiche interessano frequentemente l'aorta e sono in distinguibili dal punto di vista morfologico dall'aortite granulomatosa. L'arterite dei piccoli vasi può anche coinvolgere le coronarie con pericolose ostruzioni o i vasi del sistema di conduzione provocando svariate forme di disturbi di conduzione. Raramente la vasculite coronaricaa reumatoide provoca infarto miocardico. Istologicamente, la vasculite reumatoide extraortica (vasculite coronarica) è generalmente un tipo di poliarterite delle angioiti necrotizzantie non un'arterite a cellule giganti.
POLIARTERITI DERIVANTI DA ANGIOITE NECROTIZZANTE
POLIARTERITE NODOSA CLASSICA
La poliarterite nodosa classica è una malattia sistemica cronica che si manifesta con infarto o emorragia in diversi organi bersaglio con risultato di una vasculite necrotizzante. Il sesso maschile è colpito con frequenza doppia rispetto a quello femminile e l'età media è di 45 -anni. Si tratta probabilmente della più comune causa di angioite coronarica con interessamento sia delle coronarie epicardi che sia dei vasi intramurali. Frequentemente nello stesso segmento arterioso si osservano stadi diversi della malattia acuta e della fase riparativa. La fase acuta è costituita da una reazione cellulare acuta con distruzione della media e della membrana elastica interna, mentre la fase riparativa presenta una proliferazione fibrosa interna. Le arterie coronarie si possono dilatare fino a dare luogo a piccoli aneurismi simili a chicchi che si occludono per trombosi o possono rompersi, producendo infarto miocardico fatale, tamponamento pericardico o morte improvvisa.
La poliarterite nodosa che si verifica nei bambini sotto i 2 anni di età i poliarterite infantile presenta manifestazioni cliniche differenti rispetto alla classica poliarterite nodosa. La malattia infantile comporta una maggiore frequenza (79%) di vasculite coronarica e di malattia aneurismatica delle arterie coronarie, mentre risparmia i vasi degli altri distretti. A differenza della malattia di Kawasaki, che può colpire bambini fino a 8-10 anni,' la poliarterite infantile è confinata ai pazienti al di sotto dei 2 anni.
La malattia di Kawasaki, o sindrome linfonodale mucocutanea, è una malattia esantematica acuta febbrile dei bambini descritta per la prima volta nella letteratura giapponese nel 1967 e in quella inglese nel 1974. In seguito è stata descritta in bambini di tutto il mondo e di ogni etnia. In circa il 20% dei pazienti con la malattia acuta, una vasculite dei vasa vasorum conduce alla formazione di aneurismi coronarici, trombosi, infarto miocardico acuto e morte improvvisa. Le morti per infarto miocardico acuto o fibrillazione ventricolare rappresentano circa l'I-2%."' Si possono anche avere presentazioni tardive con infarto miocardico a seguito dì dislocazione di una trombosi aneurismatica. La dilatazione dell'arteria coronaria o aneurisma coronarico si presenta nel 15-25% dei bambini affetti da sindrome di Kawasaki non trattati con gammaglobuline in fase acuta. La dilatazione dell'arteria coronaria (ecocardiograficamente diagnosticabile) risulta visibile dopo soli 4 gìorni dalla comparsa di febbre, con il picco di massima dilatazione a 4 settimane dall'ìnsorgenza della malattia. Dal punto di vista anatomopatologico, la fase acuta mostra un'angioite necrotizzante che interessa la media e l'avventizia. Alcuni bambini raggiungono l'età adulta e gli aneurismi coronarici vengono identificati più tardi. La diagnosi differenziale degli aneurismi coronarici nell'adulto include la malattia di Kawasaki manifestatasi presumibilmente nell'infanzia ma non ancora diagnosticata. Una diagnosi confermata si può fare se una febbre alta senza cause specifiche dura per 5 o più giorni con 4 delle 5 seguenti caratteristiche: congiuntivite bilaterale, ingrossamento delle ghiandole linfatiche, arrossamenti cutanei, interessamento della bocca e delle labbra e alterazione alle estremità degli arti, senza evidenza di un’altra malattia che reca gli stessi sintomi.
GRANULOMATOSI ALLERGICHE ED ANGIOITI
GRANULOMATOSI DI WEGENER E SINDROME DI CHURG-STRAUSS
La granulomatosi di Wegener è una vasculite necrotizzante a origine sconosciuta, che solitamente coinvolge i tratti respiratori superiore e inferiore e i reni. Sono state riportate la necrosi fibrinoide delle arterie coronarie di dimensione media e piccola e l'occlusione delle più grandi arterie coronarie epicardiche con infarto miocardico. In un'ampia casistica clinica di pazienti con la granulomatosi di Wegener, il 12% presentava un coinvolgimento cardiaco, spesso manifesto sotto forma di pericarditi e arterite coronaria. Alcuni pazienti sviluppano insolite complicanze cardiache di questa malattia come il tamponamento pericardico e, più tardivamente, la pericardite costrittiva, il blocco atri oventricolare di grado avanzato e la tachicardia atriale refrattaria alla terapia convenzionale. In questa casistica tutti i pazienti migliorarono dopo terapia con ciclofosfamide. I sintomi e i segni clinici comprendono una vastità di tipologie, interessano per lo più le vie aeree superiori e le orecchie. Esse comprendono: tosse, febbre, dispnea, astenia, dolore toracico, rinorrea persistente, epistassi, emottisi, sinusite, perdita di peso, artralgia, otite, artrite e ulcerazione della mucosa. Con il passare del tempo i rischi e i sintomi aumentano di gravità e si possono trovare miopatie, neuropatie e osteoartropatie. La sindrome di Churg-Strauss (granulomatosi allergica e angioite) è una variante della poliarterite nodosa che si verifica in pazienti con asma o storia di allergia ed è caratterizzata da un'angioite necrotizzante con granulomi extravascolari ed eosinofilia. In questa malattia il cuore generalmente è coinvolto con una vasculite granulomatosa delle arterie coronarie .
VASCULITI E COLLAGENOPATIE:
Sostanze metaboliche specifiche possono accumularsi nelle pareti delle coronarie di calibro maggiore e minore come conseguenza di errori congeniti del metabolismo. Gli errori congeniti del metabolismo che possono interessare le coronarie epicardiche maggiori comprendono le malattie di Hunter e di Hurler (mucopolisaccaridosi). Il coinvolgimento delle coronarie in queste patologie può essere così grave da occludere totalmente il vaso e produrre così ischemia/infarto miocardico. Altri disordini metabolici, quali l'ossalosi primaria, la malattia di Fabry, la malattia di Sandhoff (gangliosidosi) e l'ornocistinuria possono colpire i vasi coronarici più piccoli mediante un'importante proliferazione intimale. L'iperplasia fibrosa e la proliferazione del muscolo liscio nelle arterie coronarie possono restringere criticamente il lume e produrre ischemia o infarto miocardico.
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