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Terapia dell’ansia. · Sempre affidata a mani esperte (!), mai affidarsi a siti internet e neppure al nostro, per quanto possa essere attendibile ed elaborato da un medico, si basava un tempo sull’approccio psicoterapeutico, associato a trattamento farmacologico. In sostanza buoni consigli al paziente e qualche ansiolitico prescritto, a partire dalla vecchie benzodiazepine (BDZ), di cui il diazepam (valium, ansiolin) è il capostipite. Il training autogeno è stato utilizzato per indurre uno stato di rilassamento psicofisico. Per quanto concerne le BDZ, esse hanno un effetto rapido ed elevata compliance del paziente, ma di frequente si arriva alla dipendenza ed assuefazione, cioè il paziente non riesce più a farne a meno e necessita di dosaggi maggiori, con il rischio di rallentare la sua ideazione e psico-motricità (rischio di incidenti stradali, per esempio!). Allora, se è opportuna una terapia prolungata, si preferisce impiegare meno BDZ ed invece usare gli antidepressivi di nuova generazione. Ma i vecchi e potenti antidepressivi triciclici, a parte il prezzo abbordabile e di questi tempi non sappiamo per quanto durerà questa santa sanità pubblica, sono ancora impiegati con successo, nelle mani degli psichiatri per curare per esempio una forma particolare del disturbo d’ansia che va sotto il nome di attacco di panico. Ancora trovano impiego nelle agarofobie, e nel disturbo ossessivo-compulsivo. Nel caso delle agarofobie il soggetto ansioso evita le piazze, che teme, cioè l'oggetto dell'agorafobia può riguardare l'uscire di casa, l'entrare nei negozi, nei luoghi pubblici, il viaggiare da soli nei bus, nei treni o negli aerei; gli attacchi di panico possono riguardare la paura di avere un collasso o di essere lasciati senza aiuto in pubblico, oppure derivare dalla mancanza di un'uscita di sicurezza immediata (una delle caratteristiche chiave delle situazioni agorafobiche). Il timore delle conseguenze sociali di una crisi di panico dovuta ad agorafobia spesso diviene esso stesso un'ulteriore causa di difficoltà emotiva. Per quanto concerne il disturbo ossessivo-compulsivo, ne avevamo parlato sempre in questo sito web. Qui diremo che il soggetto con ossessione e compulsioni è assediato dalle sue ansie:
Alcuni autori hanno impiegato nel GAD, con successo, anche i beta-bloccanti, principalmente il vecchio propanololo, che ricorderete perché ne avevamo parlato come cura nel tremore essenziale (inderal), sempre sotto stretto controllo del vostro medico, a pena di pericolose aritmie ipocinetiche nei pazienti cardiopatici !! Addirittura, pressione permettendo, cioè nei soggetti con pressione arteriosa più elevata, si può impiegare un farmaco alfa-litico, la vecchia clonidina (catapresan, adesipress), ma attenti al rimbalzo pressorio, alla sospensione. Chi vi scrive, un tempo, quando era un giovanotto di 26 anni e per vivere accompagnava i vecchietti nelle gite, ha visto una paurosa crisi tensiva in un signore che, essendo in gita, faceva sperimentazioni, autosospendendosi le vecchie cure col catapresan!! C’è da sottolineare però che l’efficacia terapeutica delle BDZ risulta particolarmente maggiore rispetto a questi vecchi farmaci, testé citati. Invece, oggi, si tende sempre più ad utilizzare gli antidepressivi di ultima generazione, quelli che hanno affinità per i recettori dopaminergici centrali, perché hanno meno effetto sedavito, oppure i neurolettici maggiori, ma queste sono terapie strettamente psichiatriche. vai all'indice di argomenti psichiatrici |
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