Il paziente ansioso

Il paziente ansioso

 

appunti del dott. Claudio Italiano

 

Terapia dell’ansia.

Sempre affidata a mani esperte (!), mai affidarsi a siti internet e neppure al nostro, per quanto possa essere attendibile ed elaborato da un medico, si basava un tempo sull’approccio psicoterapeutico, associato a trattamento farmacologico. In sostanza buoni consigli al paziente e qualche ansiolitico prescritto, a partire dalla vecchie benzodiazepine (BDZ), di cui il diazepam (valium, ansiolin) è il capostipite. Il training autogeno è stato utilizzato per indurre uno stato di rilassamento psicofisico. Per quanto concerne le BDZ, esse hanno un effetto rapido ed elevata compliance del paziente, ma di frequente si arriva alla dipendenza ed assuefazione, cioè il paziente non riesce più a farne a meno e necessita di dosaggi maggiori, con il rischio di rallentare la sua ideazione e psico-motricità (rischio di incidenti stradali, per esempio!). Allora, se è opportuna una terapia prolungata, si preferisce impiegare meno BDZ ed invece usare gli antidepressivi di nuova generazione.

 

Ma i vecchi e potenti antidepressivi triciclici, a parte il prezzo abbordabile e di questi tempi non sappiamo per quanto durerà questa santa sanità pubblica, sono ancora impiegati con successo, nelle mani degli psichiatri per curare per esempio una forma particolare del disturbo d’ansia che va sotto il nome di attacco di panico. Ancora trovano impiego nelle agarofobie, e nel disturbo ossessivo-compulsivo. Nel caso delle agarofobie il soggetto ansioso evita le piazze, che teme, cioè l'oggetto dell'agorafobia può riguardare l'uscire di casa, l'entrare nei negozi, nei luoghi pubblici, il viaggiare da soli nei bus, nei treni o negli aerei; gli attacchi di panico possono riguardare la paura di avere un collasso o di essere lasciati senza aiuto in pubblico, oppure derivare dalla mancanza di un'uscita di sicurezza immediata (una delle caratteristiche chiave delle situazioni agorafobiche). Il timore delle conseguenze sociali di una crisi di panico dovuta ad agorafobia spesso diviene esso stesso un'ulteriore causa di difficoltà emotiva. Per quanto concerne il disturbo ossessivo-compulsivo, ne avevamo parlato sempre in questo sito web. Qui diremo che il soggetto con ossessione e compulsioni è assediato dalle sue ansie:

Il paziente può così sentire il bisogno di sostanze, che vanno dal semplice uso di alcolici, fino all’abuso smoderato e la dipendenza da alcolici o, peggio, di droge (cannabis, fumo, oppiacei !) Nella genesi del GAD è stato segnalato l’evento luttuoso: la perdita di persone care e/o di affetti importanti (per es. un divorzio) è alla base dello scatenarsi di crisi ansioso-depressive o di GAD. Lo stesso dicasi per un lutto verificatosi in età infantile, che secondo alcuni autori è alla base della genesi di personalità fragili e predisposte ad ansia ed ad attacco di panico. Dal punto di visto eziopatogenetico sembra che un ruolo importante nello scatenarsi delle crisi di ansia sia giocato dal sistema serotoninergico, per intenderci quello implicato nella patogenesi delle depressioni (cfr depressione). Nel GAD, infatti, trova indicazione il farmaco ansiolitico di nuovo concetto, il buspirone, con effetto agonista- antagonista sui recettori della 5 idrossitriptamina centrali, la cui iperattivazione è alla base del meccanismo ansiogenetico.

ansia, panicoIl disturbo di ansia generalizzato (GAD) consiste in uno stato di eccessiva preoccupazione verso molteplici circostanze della vita, con sintomi di tensione motoria, iperattività neurovegetativa, ipervigilanza ed allarme. Ancora compaiono un disturno del sonno, depressione del tono dell’umore, difficoltà alla concentrazione. La sintomatologia deve durare da almeno sei mesi, fino ad anni. L’ansia è prerogativa do entrambi i sessi, specie tra i 20 ed i 30 anni. I soggetti ansiosi presentano i seguenti sintomi:

  • Preoccupazione per fatti della vita o situazioni di tutti i giorni (lavoro, situazione economica, problemi legali, dei familiari ecc.)

  • Sentimenti di apprensione per la propria salute

    Paura per la propria incolumità fisica e di quella dei familiari (per es. se il figlio esce da solo, se si deve affrontare un viaggio ecc.)

    Stato di apprensione e disturbi digestivi, per es. del tipo dispeptico e sindrome del colon irritabile

    Sintomi neurovegetativi, turbe come astenia, sudorazione, palpitazioni, fino a vere aritmie

    Sensazione di nervosismo, sensazione di preoccupazione incontrollabili.

    preoccuparsi eccessivamente dello sporco e dei germi.