|
|
L’APPARATO
CIRCOLATORIO : cuore e arterie
appunti
del dott.
Claudio Italiano
Related
links: Cardiologia Il
dolore al torace proteine
nelle urine e infarto.
Stress ed infarto: mai innervosirsi
Il
dolore al torace: l'angina instabile
Il
dolore al torace che non risponde alle cure, perchè?
NEW!
come ti ascolto il cuore! La
stenosi della valvola aortica: che fare?
La
prevenzione del rischio cardiovascolare!
La
prevenzione del rischio cardiovascolare, la cura con le statine ed i
fibrati! La
prevenzione del rischio cardiovascolare:la placca ateromasica e la
stenosi delle coronarie La
cardiopatia ipertrofica, il cuore ingrossato ed il dolore al petto
Il
cuore polmonare Lo
scompenso cardiaco L'arteriopatia
obliterante cronica ostruttiva L'arteriopatia
obliterante cronica: la cura
Un'arteriografia
del tripode celiaco del dott. Ilario Carella
Le
vene varicose infarto
del miocardio Edema
polmonare acuto cardiogeno
Il
trapianto di cuore, quando, come e perchè
Le
pericarditi Le
endocarditi, terapia e profilassi
Per
vivere e per lavorare, i tessuti e gli organi hanno bisogno di
nutrimento e di energia. Pertanto in tutto il corpo deve giungere il
glucosio e l’ossigeno necessario per la “combustione” chimica
dello stesso glucosio, che avviene, come sappiamo, a 37°C, con una resa
energetica notevole. Le principali funzioni dell’apparato
circolatorio, dunque, consistono nella circolazione del tessuto sangue
in tutto il corpo, che è a sua volta costituito, da una parte corpus
colata, i globuli rossi, ed una liquida, il plasma.
Nel
sangue dove, come dicevamo, troviamo i globuli
rossi, essi contengono
al loro interno una proteina detta “emoglobina”,
costituita da un gruppo prostetico, l’eme e la globina; il ferro contenuto nell’eme ha il compito di
ossidarsi, cioè di captare ossigeno e di cederlo ai tessuti, funzione
che avviene normalmente quando l’organismo si trova in condizioni
fisiologiche. Esistono, però, delle condizioni in cui la funzione
respiratoria e lo scambio di ossigeno, ematosi, non
avviene per intossicazione
da monossido di carbonio. Altre volte il circolo sanguigno, per
condizioni di scompenso
del miocardio non si svolge in maniera adeguata rispetto alle
esigenze dell’organismo, per cui una persona che vive in situazione di
scompenso
riesce appena a muovere qualche passo e presenta dispnea
ingravescente anche a sforzi minimi.
Per
raggiungere tutti i punti, dicevamo, il sangue deve circolare attraverso
i vasi sanguigni per il
corpo umano, e ciò è possibile grazie ad una pompa, il cuore, dei vasi di
mandata, le arterie,
dei vasi specializzati per il ritorno venoso al cuore cioè le vene, e i capillari,
che sono i vasellini deputati allo scambio nei tessuti.
Il
cuore
E’
l’organo deputato alla circolazione come pompa. Ha una forma pressoché
conica che presenta una base superiore allungata e una “punta”
(apice) rivolta leggermente verso sinistra. La base è inclinata verso
le vertebre e così come la faccia sinistra. Il cuore è costituito da
tre tonache dall'interno all'esterno: endocardio (con le stesse
funzioni e stessa struttura dell'endotelio), miocardio (muscolo ibrido
tra liscio e striato: ha la capacità di contrarsi ritmicamente, ma
involontariamente. È formato da cellule con le proteine contrattili
semi-organizzate - più organizzate dei muscoli lisci, ma meno di quelli
striati. Le cellule sono lunghe 100–500 micron ed hanno un diametro di
100–200 micron). Infine nello strato più esterno si trova l'epicardio
(uguale alla tonaca avventizia dei vasi). Oltre ai vasi, però,
il cuore possiede anche un rivestimento aggiuntivo: un sacco fibroso
chiamato pericardio fibroso ed un
secondo sacco chiamato foglietto parietale. Tra quest’ultimo e
l'epicardio (che insieme formano il pericardio sieroso) è interposto un
fluido (fluido della cavità pericardica) che permette al cuore di
muoversi liberamente nel sacco. La circolazione del cuore è garantita
dal sistema delle coronarie, che originano dall'arteria aorta come una
piccola arteria che si biforca in due rami, l'arteria coronaria destra e
l'arteria coronaria di sinistra. Il corso di quella di destra
segna il confine tra atrio destro e ventricolo destro. Questa arteria
manda due rami verso il basso, il ramo marginale destro e l'arteria
cardiaca anteriore. L'arteria coronaria di sinistra si divide in
arteria circonflessa, il
cui corso segna la divisione tra atrio sinistro e ventricolo sinistro, e
arteria interventricolare anteriore, che segna il confine tra ventricolo
sinistro e ventricolo destro. Oltre a queste produce anche altri piccoli
rametti arteriosi. Arteria circonflessa ed arteria
coronaria destra girano dietro al cuore e si congiungono. La
seconda manda un ramo (arteria
interventricolare posteriore) che segna il limite tra ventricolo
sinistro e ventricolo destro. Più avanti manda un altro ramo, il ramo
posteriore dell'arteria coronaria destra. Mentre l'arteria circonflessa,
manda un ramo chiamato ramo marginale sinistro dell'arteria coronaria sinistra. La
vena cava inferiore e quella superiore sfociano rispettivamente nella
parte bassa e superiore dell'atrio destro.Dal ventricolo destro parte la
piccola circolazione, cioè
il flusso di sangue diretto ai
polmoni, tramite l’arteria polmonare. Dopo aver scambiato anidride
carbonica per ossigeno al polmone, il sangue torna al cuore mediante 4
vene polmonari (due dal polmone destro e 2 dal sinistro) di 0,5 cm di
diametro, nell'atrio sinistro.
Struttura
interna del cuore.
Classicamente,
se sezioniamo il cuore in modo frontale, appaiono 4 cavità, due a
sinistra e due a destra, suddivise da un setto. L’atrio
destro ha pareti sottili e come si diceva riceve il sangue dalla
vena cava inferiore e dalla vena cava superiore. Il sangue scende per
differenza pressoria verso la camera sottostante (ventricolo destro),
dopodiché interviene la sistole atriale che lo invia nel ventricolo
attraverso la valvola tricuspide. Nell'atrio destro (vicino all'orifizio
della vena cava inferiore) è anche presente una cicatrice, quella
dovuta alla chiusura del foro di Botallo, che fa comunicare gli atri,
durante la vita intrauterina. Il ventricolo
destro appoggia
sulla faccia anteriore del diaframma. Riceve il sangue dall'atrio destro
e lo invia, con la sistole ventricolare, all'arteria polmonare, affinché
sia condotto ai polmoni per ossigenarsi e scartare l'anidride carbonica.
La chiusura della valvola tricuspide (inizio della sistole) costituisce
il primo tono cardiaco (“tum”), un suono cupo e lungo (cfr auscultazione
del cuore). La chiusura della valvola semilunare polmonare (tra
ventricolo e arteria polmonare, che possiede tre cuspidi semilunari:
destra, sinistra ed anteriore) è il secondo tono cardiaco (“ta”),
è più breve, secco e chiaro e segna anche la fine della sistole
ventricolare. La sistole ventricolare è potente e la pressione del
sangue è piuttosto alta (circa 40 mmHg); sufficiente per sfondare la
tricuspide (perché agisce dal lato opposto). Ma la valvola non si
sfonda perché dalla parete del ventricolo si erigono tre papille
muscolari, che sono punto d'attacco di tre fasci fibrosi
ultra-resistenti (corde tendinee) che reggono la tricuspide e l'aiutano
ad aprirsi e, soprattutto a chiudersi ed a restar chiusa. La semilunare
polmonare si apre per la pressione del sangue, per cui, non ha bisogno
di corde che la tengono. La parte del ventricolo in cui è posizionata
la semilunare polmonare, si chiama infundibolo. Se le valvole non
funzionano bene, producono un diverso tono, che può essere percepito
con il fonendoscopio. La cavità
in alto a sinistra è chiamata atrio sinistro. È una
cavità con pareti piuttosto sottili. Riceve sangue ossigenato dai
polmoni e lo invia nel ventricolo sinistro; il sangue scende per gravità,
ma poi la sistole atriale spreme l'atrio e lo svuota completamente.
Nell'atrio sinistro s’immettono 4 vene (le vene polmonari, 2 per
polmone) che portano al cuore il sangue ossigenato dai polmoni (quindi
arterioso); queste sono chiamate vene anche se trasportano sangue
arterioso, perché, per convenzione, ogni vaso che porta sangue al cuore
è chiamato vena. Il ventricolo
sinistro è la cavità più grossa e più potente del cuore. È
situata nella porzione in basso a sinistra ed è vicinissima al polmone
sinistro, dal quale è separato solo dal pericardio e dalla pleura.
Riceve il sangue ossigenato dall'atrio sinistro, mediante la valvola
bicuspide o mitrale, e lo invia, mediante la sistole (7 volte più
potente del ventricolo destro), nell'aorta, poiché raggiunga tutto il
corpo, miocardio compreso. Tra il ventricolo e l'aorta è interposta una
valvola semilunare: la valvola semilunare aortica (che possiede tre cuspidi semilunari:
destra, sinistra e posteriore). La contrazione del ventricolo è
potentissima pertanto la mitrale deve essere tenuta in sede, altrimenti
sarebbe sfondata. A questo scopo ci sono due fasci fibrosi, più grossi
di quelli del ventricolo destro, sostenuti da due grosse papille
muscolari, più grosse di quelle del ventricolo destro, che si ergono
dalla parete del cuore. Anche in questa parte del cuore ci sono due toni
cardiaci: il primo (“tum”) è la chiusura della valvola mitrale, il
secondo (“ta”) è la chiusura della valvola aortica. Anche in questo
lato, se le valvole non funzionano bene, producono un diverso tono, che
può essere percepito con fonendoscopio.
Le
arterie
Le
arterie, cioè i vasi di
mandata, partono dal cuore iniziando con l’arteria principale,
cioè l’aorta, che direttamente
dal ventricolo sinistro del cuore, dove presenta alla sua origine una
valvola che ha il compito di consentire il flusso solo verso una
direzione, riceve il sangue ricco di ossigeno e lo distribuisce al
cervello, alle braccia ed al corpo intero. Infatti l’aorta si presenta
nella sua prima porzione di forma arcuata, e si
porta subito verso l'alto e verso destra come aorta ascendente, formando
l’arco dell’aorta,
una sorta di vaso a forma di “manico d’ombrello”, da cui diramano
la succlavia sinistra, la carotide comune sinistra ed il tronco
brachicefalico comune o arteria anonima. L’arco prosegue con l’aorta
addominale. Dai seni
di Valsalva destro e sinistro traggono origine le due arterie
coronarie, destra e sinistra,che forniscono il sangue arterioso al
cuore. Inoltre sono presenti i seni aortici di Valsava che contengono
recettori per la qualità del sangue. L'arco
aortico si porta verso l'alto e verso sinistra per poi curvare verso il
basso e a sinistra. Si trova in rapporto con il tronco polmonare
inferiormente e anteriormente, con l'arteria polmonare destra
inferiormente e posteriormente, con l'arteria polmonare sinistra
inferiormente e anteriormente, con la trachea e i bronchi superiormente
e posteriormente, con i
polmoni lateralmente, con la vena cava superiore, i suoi tronchi
brachiocefalici e il corpo dello sterno anteriormente, con le inserzioni
dei muscoli sternoioidei e tiroioidei superiormente, con i nervi frenico
e vago di sinistra a sinistra e con l'esofago che in questo tratto gli
è posteriore. L'aorta continua come aorta discendente che si divide in
due tratti , toracico e addominale, divisi dal diaframma. L'aorta
toracica si porta così dietro all'esofago restando in contatto
posteriormente con il dotto toracico e i corpi vertebrali e penetra
nell'addome attraverso lo iato aortico del diaframma. Lungo il suo
decorso dà rami parietali (le arterie intercostali posteriori, le
arterie muscolocutanee e le arterie vertebromidollari) e rami viscerali
(le arterie esofagee, le arterie bronchiali e tracheali e le arterie
mediastiniche posteriori). Tutta l'aorta ascendente, l'arco aortico e la
porzione toracica dell'aorta discendente si trovano nel mediastino, la
cavità che contiene il cuore. L'aorta addominale si trova invece
retro-peritoneale, nell'addome. Si porta nell'addome attraverso i
pilastri mediali del diaframma sotto al legamento arcuato mediano (iato
aortico) e da questa posizione si trova posteriormente a stomaco,
fegato, pancreas, duodeno, intestini e i loro meso. Mantiene il contatto
con i corpi delle vertebre. Nell'addome l'aorta dà numerosi rami,
parietali e viscerali. In ordine cefalocaudale sono le arterie freniche inferiori,
per la faccia inferiore de diaframma, le arterie
lombari, distribuite lungo tutta l'aorta addominale e che
vascolarizzano le pareti dell'addome con le ultime arterie intercostali,
il tronco
celiaco, ramo impari deputato alla vascolarizzazione di milza,
parte addominale dell'esofago, stomaco, fegato, parte superiore del
pancreas e del duodeno, arteria mesenterica superiore
(cfr arteriografia
del tripode celiaco), ramo impari deputato alla irrorazione del
pancreas e del duodeno, della totalità del digiuno e dell'ileo, di
tutto il colon ascendente e della metà destra del colon trasverso, le arterie surrenali medie,
che vascolarizzano parte dei surreni anastomizzandosi con le arterie
surrenali superiori, rami delle freniche inferiori e con le arterie
surrenali inferiori, rami delle arterie renali, le arterie
renali, che vascolarizzano i reni e la loro capsula, le arterie
genitali o gonadiche, spermatiche nel maschio e ovariche nella
femmine, che vascolarizzano i testicoli o le ovaie e l'arteria
mesenterica inferiore, ramo impari deputato a vascolarizzare la metà
sinistra del colon trasverso, tutto il colon discendente, tutto il sigma
e la parte superiore del retto (con l'arteria rettale o emorroidale
superiore). L'aorta discendente addominale termina a livello della
quarta vertebra lombare dividendosi nei suoi tre rami terminali. Il ramo
mediano, l'arteria sacrale mediana è un ramo sottile destinato alla
vascolarizzazione dell'osso sacro e del muscolo piriforme, e cede un
ramo pari, l'arteria lombare ima per la vascolarizzazione parietale del
basso addome. I due rami laterali, molto più grossi del precedente sono
le due arterie
iliache comuni, deputate alla vascolarizzazione della pelvi,
della regione glutea e di tutto l'arto inferiore.
indice
cardiologia
index
|
|