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appunti del dott. Claudio Italiano
Ogni fibra
muscolare è formata a sua volta da elementi più piccoli chiamati miofibrille,
che sono costituite a loro volta da altri elementi detti sarcomeri,
che gli conferiscono la tipica striatura a strisce. Infatti i
sarcomeri sono costituiti da diversi tipi di elementi, a bande chiare e
scure, cioè da due filamenti proteici differenti: un filamento formato
da una proteina globulare chiamata actina i
cui filamenti sono legati tra loro da un setto
trasversale detto linea
Z, mentre
i filamenti più spessi sono costituiti da un’altra proteina, la miosina. Per questo i muscoli scheletrici
sono anche detti muscoli striati. I
filamenti spessi costituiti da miosina sono
situati nella zona centrale del sarcomero, mentre quelli sottili
costituiti da actina sono ancorati alle estremità e si estendono verso il centro dove si
sovrappongono parzialmente ai primi. Durante la contrazione del muscolo
i filamenti di actina si agganciano alle teste dei filamenti di miosina
e si muovono verso il centro del sarcomero che si accorcia. L’intero
processo ha luogo solo quando da un nervo giunge il segnale che ordina
al muscolo di contrarsi. Il segnale è di tipo chimico: una sostanza
liberata dalle terminazioni nervose, l’acetilcolina (neurotrasmettitore) provoca una serie di eventi a
cascata, che provocano la liberazione da parte del reticolo
endoplasmatico della fibra muscolare di numerosissimi ioni calcio.
Sono questi ultimi a causare la modificazione delle proteine actina e
miosina che si agganciano tra loro e che scorrono nel modo che abbiamo
descritto. Inoltre per potersi contrarre i muscoli hanno bisogno di
energia che ricavano dalla respirazione cellulare sottoforma di ATP.La
forza della contrazione muscolare dipende dal numero di fibre che sono
coinvolte nel processo. In ogni caso
i nostri muscoli non sono mai completamente rilassati, poiché si
trovano in uno stato di parziale contrazione detto tono muscolare: in questo modo il nostro corpo può mantenere una determinata postura (
ossia una determinata posizione: esempio stare in piedi o seduti). L’energia
meccanica espressa dal movimento deriva dalla trasformazione
dell’energia chimica a sua volta derivata dalla trasformazione degli
alimenti. Tutti
i cibi energetici, i carboidrati, i grassi e le proteine vengono
degradati nelle cellule liberando una grande quantità di energia.
Questa energia viene immagazzinata sotto forma di un composto chimico
chiamato ATP, (adenosintrifosfato). Quando il muscolo si contrae l’ATP si trasforma in ADP (acido adenosindifosfato) cedendo cioè energia. 1. Il
processo anaerobico, vale a dire in assenza di ossigeno, in cui si utilizzano le sostanze ricche di fosforo
presenti nel muscolo e il glucosio, derivante dalla digestione dei carboidrati complessi
che viene
immagazzinato nelle cellule del fegato e dei muscoli sottoforma di glicogeno, che come sappiamo
è un carboidrato di riserva. 2. Il
processo aerobico in cui l’energia viene fornita dai depositi di grassi e zuccheri: quando
queste sostanze vengono a contatto con l’ossigeno si produce una
combustione ( chiamata anche ossidazione) e si libera energia che viene utilizzata per riformare l’ATP. |
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