Apparato respiratorio

Apparato respiratorio: polmoni

 

appunti del dott. Claudio Italiano

 

I polmoni seguono alle prime vie aeree che hanno la funzione di riscaldare l’aria e liberarla dal pulviscolo atmosferico e dagli inquinanti, grazie al sistema di ciglia vibratili; inoltre nelle prime vie aeree esiste l'organo della vocalizzazione (laringe); viceversa il polmone è l l’organo deputato agli scambi gassosi, organo principale della respirazione che consiste, appunto, nell'introdurre aria ossigenata dentro il polmone  e liberare anidride carbonica dal sangue della periferia. Per garantire il circolo del sangue attraverso il polmone abbiamo la piccola circolazione, ad opera della pompa cardiaca e, precisamente, delle sezioni destre del cuore, quelle che lavorano a bassa pressione. Viceversa il cuore, ricevuto il sangue ossigenato nell'atrio di sinistra, attraverso le vene polmonari, lo spinge nel ventricolo sinistro e da qui nella grande circolazione, cioè nel corpo.

 

 

I POLMONI

Suddivisione dei bronchi Essi occupano le due metà della gabbia toracica ma lasciano libero uno spazio mediano, detto appunto il “mediastino” in cui trovano alloggio degli organi importanti: il cuore, i nervi cardiaci, la vena azygos, i nervi frenici, le vene polmonari, l’esofago e numerose stazioni linfonodali mediastiniche, il timo, le arterie mammarie interne e vene mammarie interne, vasi linfatici provenienti dal fegato, linfonodi, tessuto adiposo. I polmoni sono rivestiti dalla pleura parietale e viscerale ed hanno l’aspetto di due masse spugnose ed elastiche a forma semi-conica con superficie liscia di un colore che varia dal rosa al grigio a seconda dell’età.  Essi poggiano sul diaframma che è il muscolo, insieme ai muscoli intercostali, deputato L'apparato respiratorio, i due polmoni ed al centro i vasi ed il cuoreall’espansionee della cavità toracica nell’ambito della respirazione. Alcuni solchi profondi intaccano la superficie polmonare: il polmone di destra è diviso da questi solchi in tre lobi (il lobo è la parte di un organo delimitata da incisura, cioè depressioni con limiti netti poste sul margine dell’organo stesso) e quello di sinistra in due.

La loro struttura è formata dall’insieme degli alveoli e delle ramificazioni bronchiali. Infatti la trachea, un organo fibrocartilagineo costituito da anelli consecutivi, giunto nel mediastino, si divide nei due bronchi principali, i quali si ramificano più volte, fino a costituire i bronchioli. La trachea dividendosi in due canali da origine ai bronchi, questi si ramificano più volte, fino alla parte terminale che sono i bronchioli detti appunto terminali, di calibro limitato, meno che un millimetro e terminano con una specie di grappolo, detto infundibulo, che somiglia ad un grappolo d’uva, di cui ciascun acino viene detto” alveolo”. L’alveolo è la vera unità funzionale del polmone, in quanto possiede delle pareti così sottili dove praticamente i capillari sanguigni sono a stretto contatto con l’ossigeno contenuto nel suo interno.

La superficie di tutti gli alveoli, se dipanata, raggiunge i 200 mt quadri, quindi come un campo di calcio. Il sangue è separato dall’aria alveolare solo dall’endotelio del capillare e dall’epitelio che tappezza internamente l’alveolo: il sangue aggira il nucleo delle cellule dell’epitelio (che è la parte più densa della cellula) e viene a contatto con l’ossigeno per captarlo tramite l’ossidazione del ferro contenuto nella molecola dell’emoglobina (processo dell’ematosi). Viceversa il sangue abbabona l’anidride carbonica ed il vapore acqueo che deriva dai processi respiratori endocellulari che, in sostanza, derivano a loro volta dal metabolismo del glucosio

MECCANICA RESPIRATORIA

interstiziopatia I polmoni e la parete toracica sono strutture elastiche. I polmoni nel momento in cui il diaframma si abbassa, vengono a trovarsi in una cavità dove la pressione intrapleurica si abbassa, in quanto il diaframma, come una specie di stantuffo di una siringa, scendendo in giù, crea depressione, una sorta di “risucchio”. Pertanto anche i polmoni sono obbligati a seguire il diaframma e vengono ad espandersi, consentendo l’ingresso di aria in essi. Terminata l’inspirazione, i polmoni tornano alla posizione iniziale, in sostanza “ si sgonfiano” e l’aria fuoriesce insieme ai gas di rifiuto. Ciò ovviamente accade in un polmone sano, poiché nelle bronco pneumopatie croniche ostruttive, questo processo è impedito, fino ai quadri conclamati di fibrotorace o di interstiziopatia (cfr fibrosi polmonare  ), in cui il polmone è un ammasso fibrotico. Nell’uomo adulto, la frequenza degli atti espiratori (inspirazione, espirazione, pausa) è di 16-20 al minuto. Il ritmo respiratorio può essere più o meno frequente. Possiamo controllare volontariamente solo in parte la frequenza e la quantità d’aria che inspiriamo; possiamo bloccare volontariamente per qualche tempo la respirazione ma, quando nel sangue la quantità di anidride carbonica è in eccesso, siamo obbligati a respirare anche indipendentemente dalla nostra volontà.

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