DOLORE ED IMPOTENZA FUNZIONALE ARTROSI

DOLORE ED IMPOTENZA FUNZIONALE ARTICOLARE NELL’ARTROSI.

 

a cura del dott. Claudio Italiano

Prima cfr  L'apparato_scheletrico

Generalità.

Cfr anche dolore nell’artrosi

E’ una malattia che nel paese interessa più di quattro milioni di soggetti , maggiormente anziani ma non solo , che può divenire fortemente invalidante e che costituisce la prima causa assoluta o relativa di astensione dal lavoro. L'artrosi colpisce tutte le articolazioni per cui avremo un'artrosi lombare, del ginocchio, del piede, della mano ecc. Il processo artrosico è funzione dell'uso e della distruzione articolare, in genere su base dismetabolica (per es, artrosi della menopausa), e si differenzia dal processo artritico che riconosce invece una genesi infiammatoria. Così nel trattamento l'artrosi poco risponde agli antinfiammatori a differenza dell'artrite che è curabile con l'impiego di fans e steroidi.

 

Artrosi dell'anca : la testa del femore che si inserisce nella cavità acetabolare non è perfettamente sferica, ma presenta osteofiti, cioè spuntoni ossei ed è deformata

In particolare.

Si parla diartrosi quando le articolazioni vanno incontro a fenomeni, precoci o tardivi, di invecchiamento e degenerazione, con deformazione delle superfici articolari,  processo che interessa principalmente le diartrosi (cfr appresso), mentre si parla di artriti, le affezioni articolari che riconoscono cause infettive o immunologiche (cfr artrite reumatoide) quelle infettive. Le artriti infettive spesso si manifestano all'improvviso, dovute all’infezione articolare ad opera di un germe; nel caso delle artrosi, invece, sia la cura che l’insorgenza è più lenta e subdola, e pure l’evoluzione è più o meno lenta e graduale.

Eziologia

 

L’artrosi, come dicevamo, colpisce le articolazioni, cioè quei sono dispositivi giunzionali posti tra capi ossei, che si interconnettono fra di essi,  tramite altri tessuti più morbidi ed elastici, detti tessuti connettivali. Se infatti un femore si articolasse con la tibia tramite le superfici ossee, ciò non potrebbe avvenire: il movimento sarebbe impossibile, l’ammortizzazione durante una caduta non sarebbe attuabile e facilmente le ossa a confronto si consumerebbero e lesionerebbero! Per fortuna abbiamo le articolazioni che presentano una giusta mobilità, a seconda della loro differente funzione, ed anche una capacità di escursione del movimento calibrata a seconda delle sedi. Infatti alcune articolazioni sono molto mobili ma anche soggette a particolare usura nel tempo: pensiamo alla articolazione della spalla, fonte inesauribile di problemi, con la sua “ cuffia dei rotatori”, pensiamo a quelle meno mobili, tra le vertebre, fonte di guai con l’erniazione del disco intervertebrale, posto ltra i corpi vertebrali a mò di cuscinetto! Altre articolazioni non si consumano affatto perché sono fisse:  ossa del cranio, suturate fra di loro.In generale le articolazioni si dividono in  sinartrosi e diartrosi. Le sinartrosi non sono affatto mobili, per esempio le “suture“tra le ossa del cranio o le gonfosi dei denti all’osso mandibolare o mascellare. In quest’ambito, cioè tra le sinartrosi, rientra la sinfisi pubica assai importante perché consente il parto, dilatandosi al momento dello stesso o quelle tra le vertebre.

Le diartrosi, viceversa, sono i dispositivi giunzionali tra due capi ossei non contigui,  responsabili di gravi problematiche ed affezioni articolari,  in quanto la sono rivestiti da cartilagine ialina,  la quale svolge una funzione motoria di compressibilità ed elasticità e degenera perciò con grande facilità. Altro problema è che le diartrosi non sempre presentano capi ossei perfettamente allineati, perché possono essere disarmoniche, per cui è necessaria l’interposizione di un menisco fibrocartilagineo che consenta l’affrontarsi delle superfici articolari. Ciò comporta un’estrema fragilità e vulnerabilità dell’articolazione stessa (problemi dell’intera capsula articolare, che come un “manicotto”, protegge ed avvolge l’articolazione in sé,  problemi della meniscopatia, problemi di infiammazione dei rivestimenti interni dell’articolazione o rivestimento sinoviale, lassità articolare dei legamenti del ginocchio, fino ad interessare tendini e muscoli e via dicendo).

Che cos’è l’artrosi?

 

L’artrosi è una patologia che dapprima interessa l’articolazione in sè stessa, ma che conduce col tempo a delle deformazioni delle ossa,  modificandone il profilo, poiché dall’infiamamzione continua si pregiudica la mobilità per la presenza di neoformazioni ossee che acuiscono a dismisura il dolore ed alterano le superficie articolari. L'usura delle parti cartilaginee, cioè,  causa uno stato infiammatorio, a cui consegue un assottigliamento dello spazio tra un capo osseo e l'altro, con 'ispessimento della capsula articolare che diventa sempre più rigida, l'alterazione del delicato equilibrio tra cellule che costruiscono e distruggono l’osso e la cartilagine, sicchè la cartilagine può "ossificarsi" e i capi ossei invece "rarefarsi" ed infine i muscoli si alterano, muscoli che terminano con i tendini alle articolazioni. L'esito finale del processo artrosico, dopo molti anni, è il blocco totale dell'articolazione interessata con perdita della sua funzionalità.

artrosi primaria” se il male senza causa visibili colpisce un’articolazione sana,

artrosi secondaria” se la malattia interviene in presenza di deformità anatomiche, traumi, infezioni/infiammazioni,usura causata da eccessivo o innaturale uso della stessa.

Le cause dell’artrosi non sono note con certezza. Sicuramente il sovraccarico di un’articolazione è una causa scatenante, dunque il peso corporeo o le sollecitazioni reiterate (es. lavorare con martello pneumatico, caricare pesi sulle spalle o forzare l’articolazione della spalla, lavorando con pala e picone!). Poi vengono le infiammazioni, la predisposizione genetica, la vecchiaia, le malattie endocrine, per esempio ildiabete.

Cure possibili per l'artrosi

Xeroradiografia: le ossa dell'articolazione del ginocchio Ragioniamo.

Nell’artrosi, dunque, abbiamo:

a) infiammazione delle terminazioni nervose (specie nel diabeteper microangiopatia)

b) consumo della cartilagine che si riduce di spessore e perde la sua funzione di cuscinetto. L’artrosi si cura prima di tutto con la prevenzione e l’attività fisica, con sedute di fisioterapia e con farmaci antidolorifici. Quando diventa “artrosi deformante”, cioè le ossa si deformano, l’articolazione è perduta, allora  si ricorre ad interventi chirurgici e ricostruzione, nelle mani di ortopedici specialisti del settore. < c) Dolorecronico e che si riacuisce e può essere dovuto ad uno sforzo, che si presenta con blocchi della parte (classico è il “blocco del menisco del ginocchio per “topo articolare”) e sintomi molto dolorosi e cronica in cui il dolore diventa meno violento ma continuo. di blocco dovuta ad uno sforzo o in forma cronica in cui il dolore diventa meno violento ma continuo. Il dolore dell’artrosi ha la caratteristica di essere acuto quando inizia il movimento (soprattutto la mattina) e di scomparire addirittura man mano che ci si muove. Dopo una prolungata attività, il dolore si ripresenta ad esempio, la sera. Anche il tempo lo varia, sicchè questi malati sono dei veri e propri meteopatici. Si accentua soprattutto con l'umidità, con il vento, oppure quando si passa da un ambiente caldo ad uno freddo.

d) Limitazione funzionale fino al blocco articolare (anchilosi). Essa è provocata dagli eventuali ostacoli meccanici causati dall'alterazione dei capi articolari , come gli “spuntoni di osso neoformato”, l’ossificazione delle cartilagini, la diminuzione degli spazi e del liquido intrarticolare.

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