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Le
attuali linee guida dell’asma
cfr
prima asma
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Esse
prevedono ed evidenziano l’importanza di intraprendere un trattamento
precoce ed una terapia antiinfiammatoria utilizzando i Corticosteroidi
inalatori (spray) come terapia iniziale ottimale. Poiché, però,
l’asma non è controllata solo in questo modo, è importante associare
a tale terapia un farmaco che è il montelukast, terapia questa che
blocca i leucotrieni, responsabili della mediazione di risposte
infiammatorie e della cronicizzazione del quadro, per azione sugli
eosinofili. Inoltre l’impiego di montelukast consente di ridurre il
dosaggio dei corticosteroidi.
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Studio
Ramsay: infiammazione bronchiale nell’asma.
L’infiammazione
cronica tipica dell'asma si associa ad un aumentato numero di
eosinofili, mast-cellule e linfociti T nelle vie aeree, parzialmente riducibili
dal trattamento con corticosteroidi inalatori (CSI).Tale processo si
attua nell'infiammazione quando essa cronicizza, la dove le
interleuchine ed in particolare la IL-5, interviene per determinare la
produzione, l'attivazione e la moltiplicazione degli eosinofili. I CSI, tuttavia,
non agiscono efficacemente sui cisteinil-leucotrieni (cysJs) che
svolgono un ruolo chiave nella flogosi e nella fisiopatologia
generale dell'asma (reclutamento di
eosinofili, ipersecrezione mucosa,
iperresponsività, broncocostrizione). Scopo di questo studio è
stato quello di valutare l'efficacia di montelukast, un potente
antagonista recettoriale dei leucotrieni, nel ridurre il numero di
eosinofili e mast-cellule in pazienti con asma lieve. Complessivamente,
88 pazienti adulti sono stati quindi trattati con montelukast 10 mg/die
(n=43) o placebo (n=45) per 6 settimane.
Lo
studio ha dimostrato che montelukast ha ridotto la conta degli eosinofili attivati dell’80% rispetto al basale e così pure si
riducono le mast-cellule, con riduzione della gravità infiammatoria e
dell’asma; infatti già dopo 6 settimane gli eosinofili si riducono
del 12% circa su ogni unità di biopsia bronchiale prelevata.
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La presenza di un infiltrato significativo di eosinofili attivati è una delle principali caratteristiche della fase tardiva dell'infiammazione allergica nell'asma. I mediatori infiammatori e diverse citochine (incluse le sostanze chemiotattiche come ECF-A) promuovono la differenziazione terminale e la migrazione degli eosinofili. Gli eosinofili circolanti entrano nell'area di infiammazione allergica e migrano attraverso l'endotelio vascolare mediante rolling, un processo mediato dalla selectina. Infine, essi aderiscono all'endotelio per mezzo delle integrine che si legano alle molecole di adesione VCAM-1 e ICAM-1. Quando invadono i tessuti (indotti dalle chemiochine RANTES), la sopravvivenza degli eosinofili viene prolungata da diverse citochine. Gli eosinofili contribuiscono al danno tissutale delle vie aeree rilasciando prodotti quali leucotrieni e proteine granulari basiche.
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Montelukast
come terapia aggiuntiva ai corticosteroidi inalatori o ai
corticosteroidi inalatori e beta-2 agonisti a lunga durata d'azione
nella gestione dei pazienti con asma e rinite allergica (studio RADAR). L’80%
circa dei pazienti affetti da asma soffre anche di rinite allergica e
per tale motivo presenta un maggior numero di riacutizzazioni dell'asma
e di visite al pronto soccorso rispetto a quelli senza rinite. L’asma,
peraltro, rimane scarsamente controllato anche nel pazienti in
trattamento con i soli corticosteroidi inalatori (CSI), i farmaci che le
attuali linee guida raccomandano come terapia iniziale ottimale. Scopo
dello studio RADAR è stato quello di valutare l'efficacia della terapia
aggiuntiva con montelukast 10 mg a quella con CSI o CSI più beta-2
agonisti a lunga durata d'azione (LABA) in 319 pazienti con asma e
rinite allergica scarsamente controllati dal trattamento
corticosteroideo. Lo studio ha, inoltre, valutato l'efficacia di
montelukast sulla qualità di vita e sulla soddisfazione globale dei
paziente e del medico.
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Ebbene
lo studio ha evidenziato come ad 8 settimane di cura l’asma è meglio
controllata nei pazienti in trattamento con montelukast dosato a 10 mg/die
associato, però, a piccole quantità di corticosteroidi per inalazione
con una significativa
riduzione dei sintomi della rinite allergica, come dimostrato dalla
variazione dei punteggio sul Miní Rhinitis Quality of Lífe
Questionnaire rispetto al basale (da 2.57±1.20 a 1.12±1.00;
differenza: 1.45±1.35; p<0.001).
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