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Speciale su veleni e avvelenamenti
appunti
a cura del dott.
Claudio Italiano
Si
parla di avvelenamento
ogni qualvolta una sostanza chimica, una tossina, un veleno sia stato
assunto volontariamente, a scopo di suicidio o per incidente oppure se
un gas è stato respirato o un cibo contaminato da sostanza assunto
involontariamente.
La
prima cosa da fare in caso di avvelenamento è:
a)
Chiamare il 118
b)
Contattare i centri antiveleno
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I
centri antiveleno in Italia:
Bologna
Ospedale
Maggiore Via
Largo Negrisoli 2 - tel.
051/6478955
Catania
Ospedale
Garibaldi Centro Rianimazione
Piazza S. Maria Gesù - tel.
095/7594120
Cesena
Ospedale
Maurizio Bufalini Viale
Ghirotti -
tel. 0547/352612
Chieti
Ospedale
Sant.ma Annunziata tel.
0871/345362
Genova
Ospedale
Gaslini - 010/3760873 Ospedale San Martino Via Benedetto XV, n.
10 -
tel. 010/352808
La
Spezia Ospedale
Civile S. Andrea Via
Vittorio Veneto - tel.
0187/533296
Lecce
Ospedale
Regionale Vito Fazzi Via
Moscati -
tel. 0832/351105 |
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Messina
Unità
degli Studi di Messina Villag.
Santissima Annunziata - tel.
090/2212451
Milano
Ospedale
Niguarda Ca' Grande Piazza
Ospedale Maggiore 3 -
tel. 02/66101029
Napoli
Ospedali
Riuniti Cardarelli Via
Antonio Cardarelli 9 - tel.
081/5453333
Istituto
Farmacologia e Tossicologia
Via Costantinopoli 16 - tel.
081/459802
Padova
Istituto
di Farmacologia Universitaria
Largo Egidio Meneghetti 2 - tel.
049/931111
Pordenone
Ospedale
Civile Centro Rianimazione Via
Montereale 24 - tel.
0434/399698
Reggio
Calabria Centro
Rianimazione Azienda Ospedaliera "Bianchi - Melacrino -
Morelli" Via G.
Melacrino - tel.
0965/811624 |
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Roma
Policlinico
Agostino Gemelli Istituto
di Anestesiologia e Rianimazione
Largo Agostino Gemelli 8 -
tel. 06/3054343
Policlinico
Umberto I Viale del
Policlinico - tel.
06/490663
Torino
Università
di Torino Via
Achille Mario Dogliotti - tel.
011/6637637
Trieste
Istituto
per l'Infanzia Via
dell'Istria 65/1 -
tel. 040/3785373
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Le
cause di un avvelenamento, pertanto, sono molteplici:
a)
Avvelenamento per via
alimentare
b)
Avvelenamento per via
respiratoria
c)
Avvelenamento per via
cutanea
d)
Avvelenamenti cronici
specifici (per es, da cadmio, piombo, benzene, arsenico, mercurio ecc.)
L'avvelenamento per via alimentare
Avviene
tramite l'assunzione di cibi che si fanno facili vettori di tossine
batteriche (cfr botulismo)
o sostanze velenose; va precisato, ad ogni modo, che l’ambiente acido
dello stomaco, nella maggior parte dei casi, è in grado di degradare le
sostanze tossiche e lo stesso dicasi per i fermenti digestivi: succo
pancreatico, amilasi, tripsina, chimo tripsina. Inoltre la stessa
cottura degli alimenti può distruggere le tossine e questo vale, ad
esempio, per le tossine dei funghi, anche se non di tutti (amanita
falloides!!)
Le tossine presenti nei funghi possono agire rapidamente, dopo 1- 6 ore,
ma anche dopo 8 -48 ore.
Nel primo caso i sintomi sono generalmente nausea, vomito, diarrea e
tremori muscolari, eccitazione psichica, tachicardia. Con il vomito e la
diarrea le tossine vengono eliminate. E' bene comunque ospedalizzare
d'urgenza, se possibile con i residui del cibo ingerito che saranno
analizzati.
Nel secondo caso le tossine portano a sintomi come vomito, diarrea, dolori
addominali, shock
cardiogeno. E' inutile provocare il vomito, perché dopo 8 48 ore le
tossine sono state completamente assorbite. E' necessario ospedalizzare
d'urgenza, se possibile con i residui del cibo ingerito che saranno
analizzati.
L'avvelenamento per via respiratoria
In effetti è quello di tutti i giorni, quando siamo
immersi nel traffico, poiché respiriamo polveri e sostanze tossiche che
producono avvelenamento per via aerea. Altre volte, l’uomo conla sua
stupida intelligenza prepara delle sostanze chimiche, dette “gas
nervini” che vengono impiegati a scopo bellico, come una sorta
di “insetticidi”, ma stavolta al dosaggio opportuno per colpire
l’uomo. Essi bloccano l’acetilcolinesterasi, enzima che si trova
nelle terminazioni delle sinapsi e che, dunque, rende impossibile la
degradazione del neurotrasmettitore acetilcolina, rendendo così
impossibile la trasmissione nervosa, a cui consegue uno spasmo dei
muscoli, compresi quelli respiratori. Chi vi scrive, per esempio, ha
dovuto soccorrere un signore che affetto da enfisema
e problemi neuromuscolari da esiti di poliomielite, non riuscendo a
respirare di suo, dopo aver inalato un insetticida per le blatte, è
stato colto da improvvisa insufficienza respiratoria e dispnea
ingravescente. Ci riferiamo ai gas
tossici, al fosgene, che riempe gli
alveoli di plasma, per lesione del setto alveolare e rende di fatto
impossibile la respirazione, ancora all’iprite; l’acido
cianidrico, invece, blocca il ferro trivalente ed il ferro bivalente ed
impedisce il trasporto di ossigeno dello stesso nell’ambito
dell’emoglobina e delle ferro proteine mitocondriali. Altre volte
sostanze come l’ossido di carbonio si producono dalla combustione
imperfetta dei motori e della legna e si possono avere delle
intossicazioni nei periodi invernali, stante la grande affinità che ha
il monossido di carbonio per la molecola dell’emoglobina, che,
letteralmente, calamita il CO e si blocca nella sua funzione di
trasporto dell’ossigeno ai tessuti, causando pericolose condizioni di
asfissia o soffocamento. (cfr primo
soccorso ) . Inoltre, la sostanza tossica dev'essere diffusibile
attraverso la parete dell' alveolo polmonare, il cui spessore medio è
di soli 2 μm. Le sostanze di natura idrofoba (lipofila) sono le
favorite in questo caso. Infine, essa o dev'essere idrofila
(indispensabile condizione per esser veicolata dal plasma e diffondere
ai tessuti.
Avvelenamento per via cutanea
L'avvelenamento
per via cutanea è una modalità meno comune di avvelenamento sistemico.
Le sostanze che riescono a produrre gli effetti tossici per questa via
devono essere tutte di tipo lipofilo, in quanto solo le sostanze
solubili nei grassi riescono ad attraversare la cute.
Fra queste sostanze
ricordiamo il benzene, famoso dopo l’esperimento avvenuto nell’800,
quando un medico dimostrò che era possibile trasmettere il tumore alla
cartilagine delle orecchie di un coniglio, spalmandone continuamente con
pomate a base di nero fumo. A tal
proposito, ricordiamoci, che perfino manipolare il toner può causare
problemi di neoplasia o di intossicazione cronica. Il benzene ed altri
composti chimici agiscono con modalità sovrapponibili: etere
ed acquaragia ed acetone. A grandi linee, si può qui concludere che gli
avvelenamenti per via cutanea sono appannaggio di alcune categorie
professionali (tintori, benzinai, metallurgici, imbianchini e simili).
Infatti, sono tra i più
comuni inquinanti in grado di attraversare la cute integra, di penetrare
nelle cellule, specialmente in quelle del sangue e causare oncogenesi e
tumori della linea ematologica, attraverso un danno alla molecola
del DNA cellulare (linfomi e leucemie). Ci sono studi in tal senso (cfr inquinamento
Rischio
di cancro e malformazioni nelle aree del petrolchimico Rischio
di malformazioni nelle aree del petrolchimico Rischio
di cancro del respiratorio ed inquinamento industriale linfomi
leucemia
anemie_mielodisplasiche).
Intossicazione
da arsenico.
È
un comune inquinante delle centrali elettriche a carbone e delle
fonderie e dei cementifici. E’ presente anche nei pesticidi. Essendo
il carbone utilizzato molto nei cementifici è molto probabile trovarlo
come inquinante dell’aria ma si assorbe anche attraverso il
digerente.Passa la placenta e genera danno al feto, oltre che cancro al
polmone, rene, e fegato e tumore della cute. Le forme chimiche che
procurano intossicazione sono l'arsenico elementare e l'As-inorganico,
gli arsenicali organici e l'arsina (AsH3). Il danno è
determinato dal disaccoppiamento delle reazioni di fosforilazione
ossidativa, cioè l’arsenico antagonizza il fosforo e non si procede
ATP dalla reazione ADP+Pi. Ancora
reagisce con i gruppi sulfidrili e blocca gli enzimi come la piruvato
deidrogenasi.
Avvelenamenti specifici
Fra
tutte le forme di avvelenamento esistono alcune che vanno trattate
diversamente dalle altre:
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AVVELENAMENTO
DA SOSTANZE INDUSTRIALI
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sostanze
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lavorazioni
interessate e soggetti colpiti
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assorbimento
ed effetti patologici
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acido
nitrico, ammoniaca, gas nitrosi
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industria
metallurgica e chimica; saldatura autogena, litografia,
fabbricazione del feltro, fumo di tabacco
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assorbito
per inalazione. Intossicazione acuta: tosse, dispnea, nausea,
vomito, diarrea; asfissia; nei casi gravi, convulsioni, paralisi
cardiaca e respiratoria, morte. Intossicazione cronica fibrosi
polmonare
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amine
alifatiche e aromatiche (per esempio anilina)
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produzione
di coloranti; lavorazione di pellami; fabbricazione di esplosivi
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assorbite
per via cutanea e respiratoria. Disturbi gastrointestinali;
bronchiti; dermatiti; anemia emolitica, ittero; cefalee, agitazione
psicomotoria, parestesie. Sono cancerogene, e causano soprattutto
tumori vescicali
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arsenico
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produzione
di colori contenenti arsenico; concia delle pelli; fonderie; alcune
industrie chimiche; galvanoplastica; agricoltori che usano
antiparassitari arsenicali
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assorbito
per via respiratoria, cutanea e digestiva. Intossicazione acuta:
vomito, diarrea profusa; insufficienza renale e cardiocircolatoria;
nei casi gravi, morte. Intossicazione cronica: sintomi
gastroenterici; anemia; dermatiti; insufficienza epatica;
polineurite caratteristica, che inizia dagli arti inferiori. Sembra
sia anche cancerogeno
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cadmio
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costruzione
di apparecchi elettrici, di oscillografi, di accumulatori;
cadmiatura di cuscinetti per autoveicoli; rivestimenti antiruggine
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assorbito
per inalazione. Intossicazione acuta: disturbi gastrointestinali;
bronchiti; broncopolmoniti. Intossicazione cronica: raffreddore da
cadmio, anosmia; orletto gengivale scuro; dimagramento; proteinuria;
lesioni ossee
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cromo
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conciatura
delle pelli; cromatura dei metalli; produzione di colori,
inchiostri, vernici
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assorbito
per via cutanea o inalatoria. Intossicazione acuta: gastroenterite,
nefrite, epatite. Intossicazione cronica: ulcere del setto nasale,
bronchiti, asma; cheratiti e dermatiti allergiche delle braccia e
delle mani; lesioni epatiche; carcinomi polmonari
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fenolo
e derivati
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produzione
di resine e fibre sintetiche; usato come disinfettante
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assorbito
per via cutanea e respiratoria o digestiva (suicidio). Lesioni
cutanee necrotiche; depressione dei centri respiratori e
cardiocircolatori. Se ingerito, ulcere dolorose, perdita di
coscienza, ipotermia, oliguria e morte per paralisi respiratoria
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fosforo
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operai
addetti alla sua produzione; operatori della disinfestazione e
agricoltori che usano antiparassitari organofosforici
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assorbito
per via cutanea, digerente, respiratoria. Intossicazione acuta:
nausea, vomito, ipersalivazione, coliche addominali, diarrea; miosi;
dispnea; bradicardia; cefalea; vertigini; poi agitazione
psicomotoria, confusione e coma. In caso di sopravvivenza, i postumi
sono crampi e paralisi muscolari
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idrocarburi
alifatici (per esempio nafta, cherosene, benzina)
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produzione
e uso di carburanti; industria chimica; presenti in molti solventi
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assorbiti
per inalazione. Intossicazione acuta: nausea, vomito; tosse,
polmonite, edema polmonare; a dosi elevate, depressione del sistema
nervoso centrale. Intossicazione cronica: depressione, perdita di
memoria, atassia, afasia
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idrocarburi
alogenati (per esempio trielina, tetracloruro di carbonio)
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presenti
in solventi e smacchiatori; anestetici
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assorbiti
per inalazione. Intossicazione acuta: nausea, vomito; depressione
respiratoria, confusione, coma. Possono seguire: degenerazione
epatica, epatomegalia, ittero, necrosi; lesioni renali, oliguria;
morte. Intossicazione cronica: danni epatici e irritazione polmonare
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idrocarburi
aromatici (per esempio benzene, toluene)
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presenti
in molte colle
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assorbiti
per inalazione. Ad alte dosi, procurano anemia aplastica
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idrogeno
solforato
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lavorazione
di metalli; agricoltori che lo usano come antiparassitario; addetti
alla pulizia dei pozzi neri
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assorbito
per via inalatoria. Intossicazione acuta: perdita di coscienza e
morte immediata. L’intossicazione cronica è dubbia e aspecifica
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mercurio
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sue
lavorazioni; lavorazioni di alcuni pellami; produzione di
termometri, barometri; dentisti; fotografi
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assorbito
per via digerente e respiratoria. Intossicazione acuta: lesioni
intestinali, perdita di liquidi, diarrea, shock. Intossicazione
cronica: stomatite, ipersalivazione; orletto gengivale sottile,
grigiastro; caduta dei denti; gastroenteriti, disturbi epatici;
dermatiti; lesioni renali; lesioni osteoarticolari; anemia; tremori,
irrequietezza, insonnia, depressione
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piombo
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produzione
di leghe di piombo, di vernici e di vetro al piombo, di ceramiche;
tipografi
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assorbito
per via digerente e respiratoria, raramente cutanea. Inappetenza,
vomito, diarrea, coliche violente, stitichezza; cute pallida,
giallognola, orletto gengivale scuro; anemia; miocardite e
arteriosclerosi; neuriti; insufficienza renale, uremia;
encefalopatia saturnina: agitazione psicomotoria, convulsioni,
deliri; nei casi gravi, morte
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Sintomi
I sintomi sono svariati. Generalmente sono riconducibili a nausea, vomito,
crampi e dolori addominali.
Qualora le sostanze tossiche siano ingerite involontariamente, per esempio
per intossicazione da funghi, o da alterazioni di cibi che producono
tossicosi alimentari come il botulismo, non è sempre facile collegare i
sintomi a ciò che si è ingerito, soprattutto se è passato del tempo.
Pronto
soccorso.
Che cosa fare?
Se capita un incidente telefonare subito al più vicino centro antiveleni e
spiegare esattamente che tipo di sostanza è stato ingerito, se si tratta
di un prodotto per l'igiene o la casa munirsi della confezione, così da
poter leggere la composizione chimica riportata sull'etichetta. Tenere in
casa una confezione di carbone attivo e di dimeticone, sostanze utili in
alcuni casi, da assumere solo se lo dice il medico. Il carbone attivo è
in grado di assorbire alcune sostanze presenti nello stomaco, evitando così
che si diffondano nell'organismo, e di trascinarle verso l'eliminazione da
parte dell'intestino. Il dimeticone invece è una molecola, presente anche
in molti farmaci da banco, utilizzata comunemente per combattere le
coliche gassose. In caso di ingestione di detersivi o saponi evita la
formazione di schiuma nello stomaco, eventualità questa molto pericolosa:
la schiuma, in caso di rigurgito, potrebbe travasare nei polmoni
soffocandoli.
Cosa non fare?
Non bere latte: contrariamente a quanto si crede è inutile quando non
controproducente. Non tentare di indurre il vomito: se la sostanza
ingerita è caustica, infatti, rigurgitarla aumenta i danni a carico
dell'esofago e della bocca. Non assumere nessun tipo di medicinale, nel
tentativo di alleviare i sintomi dell'avvelenamento, senza prima aver
consultato un medico. In caso d'insoddisfacente, o nulla, risposta
telefonica non aspettare altre informazioni: presentarsi al pronto
soccorso più vicino.
indice
della visita
index
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