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appunti del dott.
Claudio Italiano
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Tutti i pazienti affetti da BPCO vanno incontro a un numero varia bile di riacutizzazioni, con maggior frequenza riscontrabili nelle forme gravi di malattia. Esiste una marcata variabilità nell'andamento delle riacutizzazioni. Molti pazienti presentano tre o più episodi all'anno, mentreper altri il numero di episodi annui è ínferiore. Nei soggetti con frequenti riacutizzazioni, il tempo di recupero può essere prolungato e la perdita di funzionalità respiratoria può non risolversi completamente prima della comparsa della riacutizzazione successiva. Ciò contribuisce a un più rapido declino della funzionalità respiratoria. Trattamento delle riacutizzazioni Molte riacutizzazioni possono essere gestite a domicilio aumentando il ricorso ai broncodilatatori tramite MDI con distanziatore oppure, meno frequentemente mediante nebulizzazione. Quando sono presenti segni di infezione - quali abbondante escreato verdastro o purulento - può essere prescritto un breve ciclo di antibiotico adeguato. Se l'escreato rimane chiaro, gli antibiotici non sono di norma necessari, sebbene siano consigliabili in caso di coesistente dispnea. Un aumento della dispnea o la presenza di respiro sibilante sono indicazioni a un breve cielo di steroidi per via orale. I pazienti affetti da BPCO che presentano un raffreddore sono più soggetti allo sviluppo di riacutizzazioni gravi e, alla comparsa dei sintomi andrebbe presa in considerazione la somministrazione di un breve ciclo di steroidi per via orale. Sono consigliati cieli brevi di 7-10 giorni in quanto il beneficio maggiore di questi farmaci si esplica nel corso delle prime 72 ore della riacutizzazione. Gli episodi acuti gestiti o seguiti a domicilio forniscono un’occasione per prevenire ulteriori riacutizzazioni e ricoveri ospedalieri nonché per aiutare il paziente a programmare il futuro. Dopo la dimissione è essenziale formulare un piano di monitoraggio per facilitare la riabilitazione e incoraggiare l'autogestione. Qualora possibile, la gestione delle riacutizzazioni a domicilio è preferibile, ma se H paziente non risponde completamente entro 2 settimane dalla riacutizzazione, può essere consigliabile l'esecuzione di una radiografia del torace o di una visita in ospedale. Le riacutizzazioni che non possono essere gestite a domicilio devono essere trattate in ambito ospedaliero. I pazienti vanno inviati in ospedale in presenza di uno qualsiasi dei seguenti criteri: · incapacità di gestione a domicilio (il paziente vive solo o non è in grado di bada-re a sé stesso) · grave dispnea · scarse condizioni fisiche · cianosi · importanti edemi periferici · alterato livello di coscienza · utilizzo di ossigenoterapia domiciliare a lungo termine · esordio rapido della riacutizzazione · scarsa risposta al trattamento. Molti pazienti affetti da.BPCO vengono ammessi ripetutamente in ospedale e necessitano di assistenza per potenziare la capacità di gestione della malattia. Il trattamento ospedaliero può essere identico a quello fornito a domicilio. Schemi di assistenza domiciliare e dimissione rapida mirano a prevenire e a ridurre i tassi di ospedalizzazione. Sebbene tali schemi riducano il numero di giorni che i pazienti passano in ospedale il livello di assistenza richiesto a domicilio è generalmente superiore rispetto quello ricevuto in ospedale, Il tasso di riammissioni ospedaliere è variabile e gli schemi sono costosi. E’ evidente che i pazienti necessitano di un supporto adeguato per poter gestire la riacutizzazione a domicilio. L’invio, in ospedale viene talvolta impiegato per dare al paziente o a chi lo assiste un periodo di meritato riposo, sebbene le costanti pressioni sulla disponibilità di posti letto faccia sì che tale approccio venga percepito spesso come uso improprio delle risorse. I pazienti affetti da BPCO vanno resi più coscienti dei sintomi delle riacutizzazioni e incoraggiati a contattare precocemente il curante. Dal momento che la BPCO è una
malattia progressiva, la sua gestione spesso si concentra sul controllo
dei sintomi e delle riacutizzazioni mediante ottimizzazione della
terapia medica. Tuttavia, i farmaci non sono in grado di risolvere tutti
gli aspetti legati al deterioramento fisico e alla limitazione delle
attività sociali.
Dieta e nutrizione La verifica dello status nutrizionale costituisce un aspetto importante dell'assistenza globale al paziente con BPCO. E’ stato stimato che circa un quarto dei pazienti affetti da BPCO pesi meno del 90% dei peso ideale. I pazienti sottopeso sono a maggiore rischio di mortalità. L’associazione tra malattia respiratoria cronica e perdita di peso contribuisce al declino della funzionalità respiratoria. Le cause della perdita di peso nella BPCO sono poco chiare, sebbene l'andamento del calo ponderale sia simile a quello osservato nelle malattie neoplastiche. La BPCO presenta effetti collaterali sistemici quali stress ossidativo, livelli alterati di citochine circolanti, aumento di cellule infiammatorie e ridotta massa scheletrica, i quali contribuiscono probabilmente alla perdita di peso. La perdita di massa corporea potrebbe risultare dalla combinazione di più fattori quali aumentate richieste metaboliche per l'aumentato lavoro respiratorio, o ridotto apporto dietetico per i problemi di mancanza di fiato e della deglutizione. I pazienti possono perdere interesse alla preparazione dei cibi e perdere il gusto del mangiare. Tali fattori contribuiscono a rendere molto difficile la gestione della malnutrizione e pertanto l'identificazione e il trattamento precoci sono molto importanti. Miglioramenti nutrizionali associati a brevi cieli di steroidi anabolizzanti si sono dimostrati in grado di migliorare la funzione respiratoria nel paziente affetto da BPCO. Terapia. La terapia si avvale dell’impiego di
antibiotici che sono:
Inoltre alla terapia antibiotica, sulla
base del riscontro clinico, è opportuno associare terapia sfiammante
cortisonica, con dosaggio a scalare, beta 2 stimolanti de tipo del
salbutamolo e formoterolo e salmeterolo a lunga azione (long acting),
oppure, meglio ancora, dalla associazione per esempio di formeterolo e
fluticasole per aerosol. talora la stessa adrenalina, leucotrieni,
teofillinici, aminofillinici. Inoltre si possono impiegare gli
anticolinergici a lunga durata d’azione tipo ipratropio bromuro;
Inibitori della fosfodiesterasi tipo roflumilast e cilomilast. Mucoliti
solo da impiegarsi nella fase ultima del trattamento, quando si è
ottenuta una buona ventilazione !
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