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Eziopatogenesi:
La seconda sede di sviluppo del carcinoma a cellule squamose è il pavimento della bocca, vicino al frenulo della lingua, là dove sboccano le ghiandole sottomandibolari o dotto di Wharton. Altra regione è la tonsilla. Le lesioni maligne che interessano la parte posteriore della lingua, cioè dietro alle papille vallate, possono raggiungere dimensioni notevoli prima di essere evidenziati, talora addirittura l’individuo avverte un dolore all’orecchio, come un fastidio interno alla deglutizione. Di solito, invece, è molto raro che il tumore origini dal palato duro. Va tenuto presente che i forti fumatori (fumo) possono sviluppare lesioni da nicotina del tipo lesioni leucoplasiche, cioè aree displasiche che potrebbero associarsi in seguito a fatti neoplastici. Le lesioni che sviluppano dalla tonsilla possono dipendere, viceversa, da morbo di Hodgkin e/o da linfomi non Hodgkin. Altri links per voi:Il cancro dell'esofago: cosa fare? Il giudizio prognostico. La palliazione del cancro dell'esofago: le protesi Speciale carcinoma dell'ampolla di Vater Speciale tumore del polmone Classificazione dei tumori polmonari diagnostica e stadiazione del tumore del polmone Il cancro del colon I tumori del digerente Speciale cancro dello stomaco Il cancro del pancreas, che fare? Come gestire il dolore del paziente con tumore: i farmaci Come gestire il paziente con tumore a casa: la cura Il sole fa bene sempre o causa cancro della pelle? Il tumore del rene, quali cure nuove? Quali segni? L'epatocarcinoma Novita': tumori benigni e maligni del fegato Un caso di HCC dalla dott.ssa A. Garito
Il riscontro di un solo linfonodo al collo è definito N1 (dall’inglese Node) , se le sue dimensioni dono fino a 3cm; se le dimensioni sono superiori o i linfonodi sono multipli, allora sarà N2; se la diffusione linfonodale è bilaterale, N3. In particolare avremo: N = Linfonodi regionali cervicali (valida per tutte le sedi del capo e collo esclusa la ghiandola tiroide) NX - i linfonodi regionali non possono essere definiti N0 - non metastasi nei linfonodi regionali N1 - metastasi in un solo linfonodo omolaterale con dimensione massima di 3 cm o meno N2 - metastasi in un solo linfonodo omolaterale con dimensione massima di più di 3 cm e non superiore a 6 cm; o in più linfonodi omolaterali, nessuno con dimensione massima superiore a 6 cm; o in linfonodi bilaterali o controlaterali, nessuno con dimensione massima superiore a 6 cm N2a - metastasi in un solo linfonodo omolaterale con dimensione massima superiore a 3 cm, ma non superiore a 6 cm N2b - metastasi in più linfonodi omolaterali, nessuno con dimensione massima superiore a 6 cm N2c - metastasi in linfonodi bilaterali o controlaterali nessuno con dimensione massima superiore a 6 cm N3 - metastasi in qualsiasi linfonodo con dimensione massima superiore a 6 cm Occhio alle tumefazioni laterocervicali della ghiandola salivare sottomandibolare perché non necessariamente si tratta di neoplasia. Spesso si tratta solo di un’ostruzione del dotto salivare e della conseguente infezione della ghiandola
Terapia. Il trattamento dei pazienti affetti da cancro del cavo orale viene di solito pianificato da un'équipe di specialisti che potrà comprendere un chirurgo maxillo facciale, un otorinolaringoiatra, un oncologo medico, un oncologo radioterapista, un odontoprotesista, un dentista generico, un chirurgo plastico, un dietista, un assistente sociale, un infermiere/a e un logopedista. Il trattamento più comunemente applicato ai casi di cancro del cavo orale è l'intervento chirurgico di asportazione del tumore. Se si è riscontrata la presenza di metastasi, il chirurgo potrà decidere di rimuovere anche i linfonodi del collo. Se la malattia si è diffusa ai muscoli e ad altri tessuti del collo, l'operazione riguarderà una zona più estesa.
Chirurgia Radioterapia. La radioterapia (detta anche terapia radiante) consiste nell'uso di radiazioni ad alta energia per distruggere le cellule tumorali e impedirne la proliferazione. Come la chirurgia, la radioterapia è una terapia locale, ovvero l'area trattata è solo quella interessata dalla neoplasia. I raggi sono erogati da una macchina (radioterapia esterna), oppure da materiali radioattivi situati all'interno o a breve distanza dal tumore (radioterapia interna). La radioterapia sostituisce talvolta la chirurgia nei casi di tumori della bocca di piccole dimensioni, mentre le neoplasie di maggiore entità vengono trattate applicando una combinazione di chirurgia e radioterapia. La radioterapia può essere somministrata prima o dopo l'intervento chirurgico. Nel primo caso la terapia radiante avrà lo scopo di ridurre le dimensioni del tumore e facilitarne quindi l'asportazione. Nel secondo caso le radiazioni saranno erogate per distruggere le cellule tumorali residue dopo l'operazione. Il paziente che deve ricevere la radioterapia esterna dovrà recarsi ogni giorno presso l'ospedale o clinica. Di solito la radioterapia viene somministrata per 5 giorni alla settimana per un periodo di 5 o 6 settimane, al fine di proteggere i tessuti sani suddividendo la quantità complessiva di radiazioni in piccole dosi. In caso di radioterapia interna, dei minuscoli impianti contenenti materiale radioattivo vengono inseriti direttamente all'interno del tumore o nei tessuti adiacenti. Generalmente un impianto è lasciato in sito per diversi giorni, durante i quali il paziente viene ricoverato in ospedale e sistemato in una camera singola. Il personale curante e i visitatori potranno trattenersi nella stanza per un tempo limitato. L'impianto viene rimosso prima che il paziente sia dimesso.
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