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Funzioni della colecisti e generalità. La colecisti, per intenderci, è quell’organo, a forma di pera, di 8-9 cm di lunghezza e largo 2-3 cm, che funge da serbatoio della bile prodotta dal fegato e trova alloggio in un solco epatico, localizzato sulla faccia inferiore del fegato. La sua importanza risiede nel fatto che, dopo un pasto grasso, per esempio, classicamente, la panna o le uova, consente la digestione immediata dei grassi nel tubo digerente, dismettendo, appunto, il liquido biliare al momento opportuno.
Istologia.
Si tratta nell’80% dei casi di adenocarcinomi, cioè di
tumore a partire dalla trasformazione neoplastica delle strutture
epiteliali e ghiandolari dell’organo.
L’adenocarcinoma
papillare
costituisce il 6 per cento di tutti i tumori della cistifellea e ha in
genere una prognosi migliore.
Il medico, di fronte ad un paziente dispeptico, dopo un accurato approccio al paziente, ed avendo valutato i sintomi di cui sopra, deve sempre richiede un’ecografia dell’addome superiore, specie se il paziente presenta ittero e dolori o se alla palpazione ha notato una massa dura, infiltrata all’ipocondrio di destra. Quindi si può avvalere di altre indagini del caso, fra cui quelle più banali e disponibili sono i marcatori per neoplasia : CA 19-9 e CEA, in genere elevati entrambi in caso di neoplasie del tratto digerente. In particolare il Ca 19-9 si eleva in concomitanza di tumori delle vie biliari e della cistifellea, ma anche più semplicemente se vi sono ostacoli al deflusso della bile, insieme alla fostatasi alcalica ed alla gamma GT (cfr enzimi): occorre tuttavia precisare che una sua elevazione deve destare il sospetto clinico ma non è elemento definitivo dato che questo marcatore si eleva anche in caso di infiammazione specie se associata ad ostacolato deflusso della bile. Tra gli esami più utilizzati: ecografia addominale TC addome con mezzo di contrasto: un esame utilizzato per diagnosticare la presenza del tumore, ma anche per verificare l’eventuale coinvolgimento degli organi circostanti Risonanza magnetica: questa tecnica che non usa i raggi X ma un campo magnetico, è particolarmente indicata nel caso dei tumori delle vie biliari, assai indicata per studiare bene le vie biliari ed il pancreas associata alla colangiopancreatografia con risonanza magnetica Angiografia e colangiografia: entrambe le tecniche prevedono l’uso di raggi X e l’iniezione di mezzo di contrato all’interno dei vasi sanguigni (angiografia) o dei dotti biliari (colangiografia). Si tratta però di tecniche invasive, di scarso impiego pratico. Ecoendoscopia: tecnica poco diffusa, solo utilizzata in centri altamente specialistici per studiare attraverso un endoscopio dotato di una sonda ecografica all’estremità viene introdotto dalla bocca e giunto nello stomaco e nel duodeno le strutture adiacenti a questo viscere ed in particolare il pancreas e soprattutto dotto epatico comune, coledoco e colecisti. La tecnica consente di prelevare biopsie preziose. Colangiografia retrograda endoscopica (ERCP): un endoscopio (tubo flessibile del calibro di circa un centimetro), inserito dalla bocca e fatto passare attraverso esofago e stomaco viene introdotto fino al duodeno a livello di una valvola (papilla di Vater) che rappresenta la porta di comunicazione tra dotto biliare (il coledoco) ed intestino. Biopsia: tecnica che consiste in un prelievo di tessuto che verrà poi analizzato per la ricerca di cellule tumorali. Laparoscopia: è una procedura chirurgica che serve a visualizzare gli organi addominali.
Lo stadio di un tumore indica essenzialmente quanto estesa è la
malattia. Per il tumore della cistifellea e per quello delle vie biliari
vengono individuati 4 stadi sulla base dei criteri TNM che tengono conto
della grandezza del tumore (T), dell’eventuale coinvolgimento dei
linfonodi, dall’inglese definiti “Node” (N) e delle metastasi (M).
La scelta della terapia più adatta dipende da molteplici fattori tra i
quali lo stadio e il tipo di tumore e le condizioni generali del
paziente. La linfoadenectomia E' usuale iniziare con la linfoadenectomia N1 con scheletrizzazione della vena porta, dell'arteria epatica e dell'epatocoledoco. In questo modo viene asportato il tessuto celluloadiposo del legamento epatoduodenale. La linfoadenectomia procede dunque in direzione N2 con scollamento della flessura epatica e del pancreas, mediante la manovra di Kocher, fino ad accedere alla vena cava e all'aorta con le stazioni satelliti. Vengono campionati i linfonodi pericoledocici, para-aortici, mesenterici, celiaci e retro-duodeno-pancreatici.
La colecistectomia allargata al parenchima epatico: con resezione atipica: è stata descritta da Glenn. Si tratta di una colecistectomia con asportazione completa del dotto cistico e di una resezione atipica del tessuto epatico adiacente al letto colecistico per una profondità di circa 2 o 3 cm. I segmenti epatici interessati da questa resezione parziale sono il 4° e il 5°. Per una descrizione dell'anatomia segmentaria del fegato vai alla pagina . con resezione epatica tipica cuneiforme: prevede la resezione regolata dei segmenti 5° e 4°b (cioè della porzione anteriore del 4°). Chemioterapia. Sia nel caso del tumore della cistifellea che di quelli della via biliare intra ed extraepatica la chemioterapia non è molto efficace e viene in genere somministrata come trattamento adiuvante dopo l’asportazione chirurgica del tumore (cioè al fine di evitare le ricadute). Ad oggi tuttavia sono in fase di sperimentazione nuovi farmaci che potrebbero in futuro migliorare le possibilità terapeutiche della terapia farmacologia. Il farmaco può essere somministrato per via endovenosa oppure ingerito per via orale. |
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