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Stiamo
facendo riferimento a malattie del muscolo cardiaco non determinate da:
CARDIOMIOPATIE PRIMITIVE:
Ø
cardiomiopatia ipertrofica, con senza ostruzione
Ø
cardiomiopatia congestizia o dilatativa
Ø
cardiopatia obliterativa restrittiva
In questa
pagina web ci occuperemo espressamente della forma dilatativa o
congestizia, caratterizzata da ingrandimento delle camere cardiache con
bassa frazione di pompa (frazione di eiezione)
CARDIOMIOPATIA
DILATATIVA (CONGESTIZIA) (CMD)
Questa
forma di cardiopatia, di incerta eziologia, si caratterizza, come
dicevamo, per una diminuzione della forza di contrazione del cuore
(alterazione della funzione ventricolare sistolica), accompagnata da
alterato rilasciamento del ventricolo sinistro (alterazione della
funzione ventricolare diastolica), dunque non solo il cuore non pompa,
ma anche non riesce a riempirsi per come sarebbe opportuno. Dunque ne
deriva una bassa portata cardiaca. Tipica è la cardiomegalia con
dilatazione di entrambi i ventricoli, diminuita frazione d'eiezione e
aumentato volume telediastolico. La gittata cardiaca è diminuita
(deficit anterogrado) e si giunge ad una stasi ematica a monte del cuore
(deficit retrogrado), con evidente “fame d’aria del paziente” (cfr
dispnea,
scompenso cardiaco).
Epidemiologia. E’ la forma più frequente tra le cardiomiopatie
primitive, tanto che la sua incidenza è stata valutata in circa 5 casi
su 100.000 persone/anno, specialmente nei soggetti maschi di media età;
M:F = 2-3:1, nel 10-l5% dei casi con incidenza famigliare (alterazioni
geniche diverse, ad es. a carico del gene della distrofina).
Eziologia: nella maggior parte dei casi sconosciuta; sembra essa possa
dipendere da:
Ø
1/3 dei casi è probabilmente la conseguenza di una
miocardite da Enterovirus. Infatti si trova nelle cellule del miocardio
il DNA di Enterovirus e si parla di una genesi posmiocardite virale.
Ø
In altri pazienti si trovano elementi suggestivi di una
patogenesi autoimmune, ad es. anticorpi anti-recettori β1-adrenergici
delle mio cellule cardiache, vale a dire di quei recettori deputati alla
trasmissione nervosa dei segnali.
Anatomia
patologica: marcata dilatazione biventricolare in presenza di ipertrofia
moderata; spesso formazione di trombi parietali (fonte di embolia e di
embolia polmonare!).
Istologia: miociti sottili con nuclei ingranditi, a forme bizzarre,
diminuzione delle miofibrille, presenza di mielina.
Si
distinguono 3 tipi in base alla dimensione della fibrosi interstiziale:
Ø
tipo A: non fibrotizzante
Ø
tipo B: fibrotizzante diffuso
Ø
tipo C: fibrotizzante localizzato.
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Clinica:
insufficienza cardiaca sinistra progressiva con
dispnea da sforzo (in seguito insufficienza cardiaca globale),
disturbi del ritmo (aritmie
specialmente di tipo ventricolare).
Le
complicanze sono costituite da
embolie polmonari ed arteriose per la formazione di trombi cardiaci,
e morte improvvisa per aritmie.
Diagnosi
Il
laboratorio dimostra la presenza di anticorpi anti-miolemma.
Rx
torace: cardiomegalia e segni di stasi polmonare.
All’ecocardiografia compare la dilatazione biventricolare (anche
dell'atrio sinistro in caso di insufficienza
mitralica
relativa), ridotta ampiezza del movimento (ipocinesia) della parete
ventricolare con limitazione del suo movimento sistolico anteriore.
Indice della ridotta contrattilità è la riduzione (< 30%) della frazione
di accorciamento la quale corrisponde all'incirca alla frazione di
eiezione angiografica. Spesso sono dimostrabili
trombi
nel ventricolo e/o atrio (visualizzazione ottimale con l'ecografia
transesofagea.
Diagnostica invasiva
- biopsia
del miocardio + istologia/immunoistologia/diagnostica virologica
Diagnosi
differenziale
-CMD
secondaria, ad es. da fattori tossici (alcool,
adriamicina, antracicline, mitoxantrone, antidepressivi triciclici ed
altri farmaci).
-
miocardite virale (in una parte dei pazienti evoluzione naturale).
Diagnosi:
clinica - ecocardiografia - biopsia del miocardio - esclusione di una
cardiomiopatia
secondaria.
Terapia
-
astensione dagli alcoolici (cfr , sospensione dei farmaci cardiotossici
-
trattamento dell’insufficienza cardiaca + terapia standard, riposo
fisico, ACE-inibitori, diuretici, digitale. Circa 2/3 dei pazienti
traggono vantaggio dalla somministrazione anche di β-bloccanti (studio
MDC con etoprololo); poiché si osservano però anche episodi di
scompenso cardiaco, i β-bloccanti dovrebbero essere somministrati
solo nel
contesto di studi controllati e in basse dosi iniziali, ad es.
carvedilolo.
-
profilassi del tromboembolismo con anticoagulanti
- in caso
di aritmie ventricolari minacciose, impianto di cardiovertitore/defibrillatore
- in
sperimentazione clinica nel contesto di studi controllati:
. in caso
di dimostrata risposta autoimmune e in assenza di documentazione di
causa virale, evtl. terapia immunosoppressiva
. in caso
di documentata presenza di RNA virale, evtl. terapia antivirale
-
nell'insufficienza cardiaca terminale tentativo di “alleggerimento”
cardiaco tramite
temporanea sostituzione cardiaca meccanica
- ultima ratio:
trapianto cardiaco.