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La
chirurgia addominale ed altri rimedi per la cura dell'obesità.
appunti
del dott.
Claudio Italiano.
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Secondo gli ultimi dati della Organizzazione Mondiale della
Sanità abbiamo:
-
1.7
miliardi gli individui in sovrappeso. Cioè quelli con indice di
massa corporea tra 25 e
30
-
3-
10 milioni sono clinicamente obesi (BMI>30), con tre milioni di
morti all'anno per patologie correlate.
Negli
Stati Uniti, il 65% degli adulti sono sovrappeso, in Europa oltre la metà
della popolazione. Analizzando comparativamente i diversi studi
epidemiologici nazionali, la Spagna è al secondo posto, dopo gli Stati
Uniti, con il 34,7% di prevalenza di obesità viscerale in entrambi i
sessi, seguita dall"Italia, dal Regno Unito (27,5%), dalla Francia
(26,3%), dalla Germania (20,3%) e dall'Olanda (18,2%). In tutti gli
studi considerati le percentuali più elevate si registrano tra le donne
.
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Particolare importanza riveste il fenomeno del sovrappeso e
dell'obesità nei bambini/adolescenti, con stime mondiali
rispettivamente di circa 160 e 40 milioni. Questo dato è tanto più
significativo in quanto il 15% dei bambini sovrappeso, diventeranno
obesi patologici da adulti.
La mortalità attribuibile all'eccesso ponderale rappresenta un
serio problema di salute pubblica in Europa, ammontando a circa il 7.7%
di tutti i casi di morte, con un'aspettativa di vita nella popolazione
severamente obesa ridotta di 9 anni nelle donne e di 12 anni negli
uomini. In Italia, la percentuale di soggetti in sovrappeso è di circa il
35% (circa 16.5 milioni), con una prevalenza del sesso maschile, mentre
la percentuale di soggetti francamente obesi è di circa il 10%, cioè
circa 5.5 milioni (5 milioni con BMI compreso tra 30 e 40 kg/m', 500.000
con BMI>40 kg/rn2), con una leggera prevalenza per il sesso femminile
e per le regioni meridionali. Abbiamo inoltre il record europeo di
bambini/adolescenti in sovrappeso (36%) ed obesi (1015%). Tutto questo
si traduce in un enorme impatto sociale, dal momento che l'obesità e le
malattie correlate comportano una riduzione della quantità ed uno
scadimento della qualità di vita, nonché costi sanitari e sociali,
diretti ed indiretti, estremamente importanti. Sovrappeso e obesità,
infatti, sono associati all'incremento del rischio di sviluppo di
diabete mellito di tipo 2 (aumento del rischio del 64% negli uomini e
del 77% nelle donne), ipertensione, malattie cardiovascolari,
dislipidemia, artrite, steatoepatite non alcolica, patologie a carico
della colecisti, sindrome delle apnee notturne e diversi tipi di
neoplasie, quasi tutte patologie riconducibili alla sindrome metabolica.
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Queste patologie (per le neoplasie il discorso vale in termini di
prevenzione primaria) migliorano sensibilmente e spesso guariscono
completamente se il paziente riesce a riportare il proprio peso
nell'ambito della normalità, o anche se riesce a ridurlo
significativamente ma stabilmente nel tempo.
La chirurgia ottiene risultati soddisfacenti nel 50-80% dei casi (a
seconda del tipo di intervento), con una diminuzione della mortalità
pari a circa il 90%, rivelandosi quindi l'unica forma di trattamento che
consenta la guarigione duratura in un elevatissimo numero di casi degli
obesi gravi e superobesi, riducendo anche il rischio di sviluppare
altre patologie associate e diminuendo drasticamente i costi sanitari e
sociali, diretti o indiretti. In un recente studio canadese (dieta vs
chirurgia bariatrica) si è dimostrato infatti che i maggiori costi
iniziali associati all'intervento chirurgico vengono compensati dalla
riduzione delle spese per il trattamento delle patologie correlate: già a tre anni e mezzo dall'intervento si ottiene la
compensazione della spesa e successivamente si osserva un notevole risparmio.
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L'avvento
della laparoscopia ha profondamente rivoluzionato la chirurgia in
generale e, ancor più, quell bariatrica, grazie al concetto di
mini-invasività. Le pi precoci mobilizzazione e ripresa funzionale, se
sono im portanti in tutti i pazienti, lo sono ancor più in pazien ti ad
alto rischio, quali gli obesi.
Il
ricorso a tecniche di chirurgia bariatrica ha vissut un incremento
straordinario, contando più di 100.00 procedure effettuate negli Stati
Uniti nel 2003 e più d 200.000 nel 2006 (dati non pubblicati: Pories W,
American Society for Bariatric Surgery, 2006), fino
300.000
nel corso dell'ultimo anno (4). Un uguale fenomeno, con le dovute
proporzioni, è stato riportato dal Registro Italiano della Chirurgia
dell'Obesità (RICOSICOB), passando da 2.231 casi per 19 centri nel 1999
a 13.144 casi per 53 centri nel 2006, con una proporzione laparoscopia
vs tradizionale di 60% vs 40%: nel 1999, su 19 centri solo 8 praticavano
la tecnica laparoscopica, mentre nel 2006 ben 41 su 53.
PROCEDURE
CODIFICATE: La tecnica perendoscopica del "pallone gastrico".
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Il
pallone endogastrico è un dispositivo in silicone, di forma sferica,
posizionato per via endoscopica nel lume gastrico.
Esistono
in commercio 2 varianti del pallone:
-
BIB,
insufflabile con soluzione salina sterile (circa 500-700cc)
-
Heliosphere,
insufflabile con aria
Indicazioni:
-
BMI
> 50, per la riduzione del rischio operatorio (sia per successivi
interventi bariatrici, sia per altre procedure chirurgiche)
-
BMI
compreso tra 30 e 35 (obesità di I grado) non candidati ad
intervento chirurgico
-
BMI
compreso tra 35-40, nel caso di rifiuto della chirurgia
|
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Il
posizionamento del pallone endogastrico avviene per via endoscopica,
mediante gastroscopia, in sedazione. Alcuni centri praticano la
procedura in anestesia genereale. Il
BIB sgonfio, contenuto in una guaina, è connesso ad un catetere di
posizionamento in silicone, con diametro esterno di 6,5 mm, a sua volta
connesso mediante un raccordo Luer ad un sistema di riempimento. Per
aumentare la rigidità all’interno del catetere siliconato viene
inserita una guida metallica. Il
pallone viene inserito vuoto nello stomaco e quindi riempito con circa
500-700 cc di soluzione salina sterile miscelata con 2 cc di blu di
metilene.
Il
periodo massimo di posizionamento per il pallone endogastrico è di 6
mesi.
Rischi:
-
ostruzione
intestinale causata dal pallone: il pallone può transitare
dallo stomaco fino all’intestino tenue, per poi procedere nel
colon e venire eliminato con le feci, oppure bloccarsi in un punto
in cui il tubo è ristretto, causando occlusione.
-
Ostruzione
esofagea. Una volta riempito all’interno dello stomaco, il pallone
endogastrico può retrocedere nell’esofago. In tal caso si procede
alla rimozione per via chirurgica o endoscopica.
-
Disturbi
a livello gastrico, sensazione di nausea e vomito dopo il
posizionamento del pallone e durante il periodo di adattamento del
sistema digerente alla sua presenza.
-
Nausea
e vomito persistenti. Le cause possono risiedere in una irritazione
diretta della mucosa gastrica o in un blocco dello svuotamento
gastrico dovuto al pallone e senso
di pesantezza addominale.
-
Dolori
addominali o dorsali, sia permanenti che ciclici.
-
Lesioni
della mucosa dell’apparato digerente causate da contatto diretto
con il pallone, da uso improprio delle pinze da presa o da un
aumento della secrezione gastrica. Ciò può portare alla formazione
di ulcere accompagnate da dolore ed emorragia o persino da
perforazione gastrica.
Un'altra
delle motivazioni della travolgente avanzata della laparoscopia è stata
la standardizzazione delle tecniche e la definizione, attraverso una
Consensus Conference Europea (EAES 2004) e una Consensus Statement
statunitense (ACS 2005) di 4 tipologie di interventi universalmente
accettate. Esse sono: il bendaggio gastrico e la
gastroplastica verticale, ovvero interventi restrittivi, il
bypass gastrico, cioè un intervento metabolico o misto, e la
diversione biliopancreatica ovvero un intervento malassorbitivo.
Il
trattamento chirurgico dell'obesità è indicato solo in soggetti con
obesità patologica, definita come BMI A0 ovvero >35, se in presenza
di fattori importanti di comorbilità, e nei casi in cui si maturi il
convincimento che sia l'unico in grado di risolvere una situazione
patologica codificata quale cronica, e comunque dopo almeno 2 anni di
fallimenti dieto-terapíci.
Secondo
i dati del registro SICOB , il più grande database del mondo in
chirurgia bariatrica, in linea con quelli della letteratura
internazionale, la media di perdita di peso e di mantenimento del peso (EWL%
a 5 e 9 anni) aumenta progressivamente con le seguenti procedure:
-
bendaggio
gastrico regolabile (45%),
-
gastroplastica
verticale (54%),
-
bypass
gastrico (58%)
-
diversione
biliopancreatica (66%).
D'altronde,
la complessità chirurgica ed i rischi operatori e metabolici a lungo
termine si riducono in ordine inverso. La mortalità operatoria globale
registrata è dello 0.25%, in particolare 0. 10% nei bendaggi gastrici
regolabili, 0. 15% nelle gastroplastiche verticali, 0.54% nei bypass
gastrici e 0.80% nelle diversioni biliopancreatiche, con un tasso di
complicanze precoci associato alle singole procedure rispettivamente di
1.9%, 8.3%, 14.2% e 12.4%. Le complicanze tardive specifiche sono del
10,3% nei bendaggi gastrici regolabili (6,8% complicanze maggiori), del
3,7% nelle gastroplastiche verticali, del 2,9% nei bypass gastrici e del
6% nelle diversioni biliopancreatiche. Le complicanze tardive specifiche
più frequentemente riscontrate sono state: dilatazionelslippage (6%) ed
erosione gastrica (1,6%) nei bendaggi gastrici regolabili; stenosi del
neo-pliloro (6,5%) ed erosioni della protesi (2,7%) nelle
gastroplastiche verticali; deiscenze (3,4%), stenosi anastomotiche
(3,7%) ed ernie interne (3%) nei bypass gastrici (laparoscopici);
malnutrizione proteica (2%), anemia (5%) e demineralizzazione ossea (6%)
nelle diversioni biliopancreatiche. 1 reinterventi riportati nel
Registro SICOB sono stati il 3,3% nei bypass gastrici, il 5,3% nelle
gastroplastiche verticali, il 5,8% nelle diversioni biliopancreatiche ed
il 7,6% nei bendaggi gastrici regolabili.
PROCEDURE
INNOVATIVE
La
sleeve gastrectomy o
gastrectomia verticale, è stata inizialmente proposta come primo tempo
di una diversione biliopancreatica con duodenal switch che negli ultimi
anni ha assunto, per molti chirurghi, dignità di intervento bariatrico
a sé stante. Si tratta di un intervento irreversibile, con una
frequenza di complicanze molto bassa, ma che quando si verificano sono
ad alto rischio (fistola).
CHIRURGIA
METABOLICA
Procedure
codificate
Il
bypass gastrico ad Y secondo Roux (GBP) e la diversione biliopancreatica
(BPD) si sono dimostrati, in
numerosi studi clinici, i trattamenti chirurgici più efficaci per la
terapia del diabete di tipo 2 (T2DM), determinando una normalizzazione
delle concentrazioni plasmatiche di glucosio, insulina ed emoglobina
glicosilata nell'80- 100% dei pazienti affetti da obesità patologica.
Dopo BPD, la glicemia si normalizza e rimane a lungo entro l'intervallo
di normalità in più del 95% dei casi, con sostanziale risoluzione del
multiforme quadro della sindrome metabolica. L'iperinsulinemia nel
diabete di tipo 2 è il risultato di un anomalo segnale di incretine
prodotte dall'intestino, mentre l'insulino-resistenza è un fenomeno
protettivo secondario
Procedure
innovative
Nel
2004, Rubino e Marescaux (15) hanno dimostrato che il bypass
duodeno-digiunale (DJB), un intervento che esclude semplicemente il
duodeno ed il digiuno prossimale dal transito alimentare senza
restrizioni del volume gastrico , ottiene il controllo glicemico in
ratti non obesi con T2DM, in assenza di perdita di peso o ridotto
introito calorico.
Nell'interposizione
d'ansa ileale, effettuata su roditori da Koopmans e Sclafani (17), un
segmento d'ileo, con le proprie strutture nervose e vascolari, è
chirurgicamente interposto a livello del tenue prossimale, dove l'esposizìone
a sostanze alimentari è notevolmente accentuata. Anche in questo caso
si è osservato un notevole aumento nella secrezione di GLP- 1, PYY ed
enteroglucagone in risposta all'introito alimentare, con miglioramento
nell'omeostasi glucidica. L: intervento è quindi stato proposto in
ambito clinico da autori sudamericani, con risultati non ancora
valutabili .
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