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Clisma opaco a doppio contrasto
appunti del
dott. Claudio Italiano, gastroenterologo
.
E ’ un’indagine fondamentale per il
gastroenterologo, anche se oggi appare più in disuso, soppiantata
dalla tecnica rettocolonscopica, che però è sempre più invasiva e
sconsigliata in alcuni pazienti, per esempio i cardioapatici, gli
anziani, quelli con
scompenso cardiaco: in questi pazienti l'approccio diagnostico
potrebbe essere rappresentato dall'indagine radiologica del colon a
doppio contrasto o, più semplicemente, da una TAC addome con mezzo
di contrasto per os, allo scopo di colorare le anse intestinali.
Molto promettente appare la nuova tecnica della risonanza magnetica
che dovrebbe consentire una "colonscopia virtuale", ma qui parliamo
di scienza e non di fantascienza!
Perciò il gastroenterologo ricorre al
clisma opaco a doppio contrasto se desidera studiare il colon
ed ottenere delle immagini radiologiche che consentano di studiarne
le sue patologie, con particolare riguardo a:
-
rettocolite ulcerosa:
nelle coliti ulcerose il radiologo studia il processo patologico
a partire dall’ampolla rettale, ne apprezza le ulcerazioni, i
polipi infiammatori che si possono estendere fino al colon
sinistro. Nelle fasi avanzate la mucosa appare atrofizzata e
sclerotica, con dilatazioni a “tubo di piombo”
-
morbo di Crohn: si
apprezza l’aspetto acciottolato e più semplicemente a”buccia
d’arancia”, le ulcere che accolgono il bario, l’edema e
l’infiltrazione infiammatoria e le pricolose lesioni
pseudopolipoidi della parete. Le lesioni sono più stese e
possono interessare svariati tratti della mucosa fino all’ileo
-
diverticolosi del colon:
i diverticoli si possono riconoscere facilmente per l’aspetto di
piccole tasche che si riempiono di bario e si determinano per
gli spasmi della parete muscolare con erniazione mucosa. Le
pareti appaiono così dentellate e deformate
-
lesioni neoplastiche del colon:
i polipi del colon costituiscono una delle indicazioni
dell’esame, specie nelle poliposi familiari, con possibilità di
discernere tra polipo iperplastico ed i polipi peduncolati e
sessili e di riconoscere il pericoloso adenoma villoso e
percepirne la sua degenerazioni maligna. Inoltre è possibile
valutare ed apprezzare le lesioni a manicotto e stenosanti o
vegetanti che occupano il lume per intero. Talora delle lesioni
stenosanti possono portare il radiologo in situazione di
incertezza ed imbarazzo diagnostico e qui guida il fatto che la
lesione tumorale è netta, cioè bruscamente si transita dal
tratto normale a quello stenotico neoplastico. Nel morbo di
Crohn e nella rettocolite ulcerosa (cfr
malattie infiammatorie intestinali) è possibile reperire
queste lesioni e lo stesso dicasi per le diverticoliti che
esitano in stenosi di dubbia natura.
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intestinali
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Il clisma opaco a doppio contrasto è
una tecnica proposta dal tedesco Fischer (1925) e sviluppato da Altaras. Si tratta di una tecnica combinata, cioè attuata previa
introduzione di bario nel colon con una cannula dall’ano a cui segue
l’insufflazione di aria in modo da ottenere una fine “verniciatura”
della mucosa colica che riveli le più fini strutture della mucosa
colica e ricostruisca delle belle immagini tridimensionali. Il
radiologoo può ricorrere a buscopan se ritiene opportuno rilassare
la muscolatura liscia del colon. E’ chiaro che la preparazione del
paziente (toilette intestinale) deve essere scrupolosa per evitare
immagini artificiose dovute ai residui fecali adesi alle pareti e,
quindi, la dieta deve essere priva di scorie (frutta e verdura)
almeno da tre-quattro giorni prima, considerando la peristalsi
torpida di alcuni pazienti con
stipsi. Si impiegano purganti come polietilenglicole oppure i
vecchi pursennidi; talora è possibile ricorrere solo a semplici
clisteri di pulizia. Deve essere evitato il clisma in caso di
situazioni di acuzie, come diverticoliti, megacolon tossico, rettocolite in fase di riacutizzazione e
morbo di Crohn.
Il doppio contrasto permette di ottenere
immagini nitide de:
-
Le pliche muscolari
semilunari che delimitano le lustrature del colon ed il loro studio
consente di individuare eventuali neoplasie e “rigidità” di parete,
espressione di infiltrato neoplastico.
-
Le linee del contorno,
cioè la superficie del colon, con il bario che si deposita nelle
cripte mucose; in questo modo possiamo riconoscere le alterazioni
altrimenti non visibili.
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