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Ne
deriva invecchiamento della popolazione, dunque, e maggiori problemi
connessi con tale condizione. Su gastroepato
parlammo già del problema dell’anziano fragile.
Problema delle attività strumentali e di base quotidiane
Nelle
fasi iniziali si assiste al deterioramento delle funzioni relazionali (IADL
ED ADL) più complesse nelle quali è maggiore la competenza
cognitiva ( sono le cosiddette funzioni strumentali, quali gestire le
finanze, utilizzare i mezzi di trasporto e di comunicazione, gestire la
casa e i farmaci) e con la progressione della demenza vengono
compromesse anche le attività quotidiane di base ( igiene personale,
abbigliamento, bagno e mobilità, continenza). Tra le demenze, si definiscono secondarie quelle vascolari sono le più frequenti (ICTUS). In queste forme si assiste alla riduzione del numero delle cellule nervose o neuroni (vedi la foto) e della ricchezza delle sinapsi, ossia dei collegamenti tra i dendridi delle cellule stesse, che a mò di fili elettrici trasmettono i segnali ad altre cellule nervose tramite i "bottoni sinaptici". A tale livello esistono delle sostanze, dette "neurotrasmettitori", a funzione eccitatoria o inibitoria, che vengono liberate e che conducono i segnali alle altre cellule con cui si interconnettono. Viceversa fra le demenze primarie, quelle cioè per le quali non è possibile dare una spiegazione scientifica, vi rientrano la malattia di alzheimer che rappresenta il 50% delle demenze, che compromette la memoria e altre funzioni cognitive che producono graduali difficoltà nello svolgimento delle attività quotidiane da un esordio lento, spesso del tutto inosservato per lungo tempo. Dopo la malattia di Alzheimer, la demenza a corpi di Lewy è il disturbo cronico degenerativo più frequente.
Farmaci e demenza: ma sono veramente efficaci? Vediamo qui quali farmaci sono previsti per la cura della demenza. Passiamoli in rassegna e ragioniamo sulle evidenze in clinica. Buflomedil
esercita un'azione antispastica a livello delle cellule muscolari lisce
Interferendo probabilmente con i meccanismi di trasporto dello ione
calcio. E' attivo anche sui fattori emoreologici. Benciclan
è fornito sia di attività calcioantagonista che di effetti sul
metabolismo cerebrale e di azione antiaggregante. Betaistina
agisce come farmaco istamino‑simile aumentando il flusso
pre-capillare Calcioantagonisti,
alcuni di essi sembrano essere specifici per il circolo cerebrale.
L'azione vasale è dovuta al blocco selettivo dei canali lenti del
calcio presenti sulla miocellula. . Cetiedil
ha
un'azione papaverino‑simile, inibisce la fosfodiesterasi, sensibílizza i recettori beta2 vasali alle catecolamine, ha azione calcioantagonista
ed aumenta la reattività purinergica. Cinepazide
potenzia l'adenosina endogena che esercita effetto vasodilatatore. Cinnarizina
e Flunarizina
hanno attività calcíoantagonista ed antiistaminìca di tipo H-1.
I derivati
idrogenati dell'ergot hanno attività (alfa-adrenolitica,
antiserotoninergica e dopamino‑mimetiche. Isoxsuprina
stimola i recettori simpatici beta‑adrenergici e blocca quelli
alfa adrenergici; ha inoltre azione papaverino‑simile. Moxisilite
blocca i recettori alfa‑adrenergici, non sembra avere attività su
altri tipi recettoríali. Naftidrofurile
ha
un'azione spasmolitica diretta, proprietà anestetiche locali e
un'azione antagonista della serotonina e della bradichinina. Il farmaco
attiva la succinico‑deidrogenasi, enzima del ciclo di Krebs
aumentando in tal modo il metabolismo ossidativo e la produzione di ATP
dei tessuti. Il naftidrofuríle aumenterebbe il consumo cerebrale di
ossigeno e glucosio. Nicergolina,
gli
effetti cardiovascolari della nicergolina sono correlati alla sua
attività alfa‑litica dopo somministrazione endovenosa, si ha un
aumento di flusso nelle arterie femorali e carotidi ma non viene
modificato, se non passivamente, il flusso dei vasi dei visceri
endoaddominali. Papaverina
è
un alcaloide derivato dall'oppio, ma privo di proprietà narcotiche. Ha
una azione miorilassante specifica; in vítro determina il rilasciamento
di tutte le strutture molecolari lisce, indipendentemente dalla sostanza
usata per indurre la miocontrazione. Non si conosce perfettamente il
meccanismo tramite il quale si sviluppa tale proprietà. Agisce inibendo
le fosfodiesterasi e quindi incrementando i livelli di AMP ciclico
intracellulari. t, forse con questo meccanismo che si esplica l'azione
vasodilatatrice. Anche la proprietà osservata nel cervello di indurre
un aumento del contenuto di adenosina potrebbe essere responsabile della
vasodilatazione dimostrata in tale distretto, ottenuta solo mediante la
somministrazione ex. ad alte dosi. Tuttavia, l'azione vasodilatante
periferica, e l'effetto ipotensivante che ne consegue, può mascherare o
annullare un aumento di flusso. Pentossifillina
è
una xantina con due probabili proprietà farmacodinamiche, la
vasodilatazione e la riduzione della viscosità ematica. La
vasodilatazione è ottenuta mediante il potenziamento dell'attività
P
e
l'antagonismo sui recettori a. Il farmaco inoltre possiede attività
inibente la fosfo‑diesterasi, proprietà che determina un aumento
dell'AMP ciclico (cAMP) e conseguente mio~ rilassamento vasale. La
funzione vasodilatatrice è stata recentemente messa in discussione.
Nella riduzione della viscosità ematica sono implicati molti
meccanismi; l'aumento di cAMP eritrocitario determinerebbe una maggiore
deformabilità delle emazie, mentre l'aumento di cAMP piastrinico ne
inibirebbe l'adesività e l'aggregazione. Piribedile
è
un derivato piperazinico di sintesi, immesso dapprima in commercio come
vasodilatatore periferico. Alcuni studi hanno evidenziato che il farmaco
inibisce il tono simpatico vasale determinando una riduzione delle
resistenze vascolari, mentre aumenta il tono venoso mesenterico.
Stimolerebbe inoltre il metabolismo a livello neuronale, con azione
dopaminergica centrale e periferica.
Vincamina,
è un indolil-alcaloide isolato dalla Vinca
minor dotato di alcume similiarità strutturali con la reserpina. Il
farmaco sembra inibire la fosfo-diesterasi ed indurre un aumento della
concentrazione delle amine biogene. Possiede azione vasodilatatrice,
responsabile dell’ipotenzione e della tachicardia dimostrate
nell’animale.
L’approccio colino-mimetico.
Lo scopo delle terapie che si muovono nel senso di un’amplificazione della trasmissione sinaptica colinergica, prevede una serie di farmaci che intervengono, appunto, per cercare di incrementare la produzione di acetil-colina, come precursori, oppure di modulare la neurotrasmissione “alzandone il volume”, per così dire. Questi farmaci sono stati sviluppati grazie agli studi condotti sull’animale di laboratorio, impiegando la scopolamina, una sostanza bloccante il recettore muscarinico, quello cioè che raccoglie il segnale colinergico. Così facendo l’animale diventava amnesico, cioè senza memoria, proprio come nel paziente con Alzheimer.
Le strategie di un intervento
farmacologico sul sistema colinergico prevedono per l’Alzheimer:
a)
stimolanti
della funzione colinergica.
·
Farmaci precursori dell’acetilcolina:
.
b)
modulatori
della secrezione e dell’immagazzinamento dell’acetilcolina
c)
agenti
colinergicici diretti.
Ancora c’è da dire che
nell’invecchiamento cerebrale svolgono un ruolo importante i neurotrasmettitori
catecolaminergici ed in particolare quelli coinvolti nella
trasmissione dopaminergica. Le catecolamine sono importanti per numerose
funzioni che comprendono anche la regolazione del tono
dell’umore , il controllo della vigilanza, dell’emotività.
Per cui nel paziente con disturbo cognitivo è contemplato l’impiego
di farmaci che stimolano la trasmissione catecolaminergica, quali gli
ergolinici, che sono agonisti dei recettori D2. Anche i neuropeptidi
possono agire in questo senso. L’importanza del sistema adrenergico
nei processi mnemonici e cognitici risiede nel fatto che esso determina
uno stato di allerta. Alcuni farmaci come il deprenil che blocca il
metabolismo delle catecolamine sono impiegate con successo nel
meccanismo dell’attenzione ed apprendimento.
Il sistema GABAergico.
Anch’esso svolge un ruolo nel
processo dell’apprendimento, per cui la presenza di recettori
GABAergici sono stati riscontrati nell’amigdala che si ritiene una
struttura implicata nel processo della memoria. Alcuni scienziati hanno
proposto una inibizione del sistema GABAergico
nel paziente con Alzheimer, poiché si è notato un proliferare dei
sistemi dendritici dei neuroni contenenti GABA in tali soggetti.
La serotonina.
Implicata nel controllo del tono
dell’umore, non sembra svolgere un ruolo chiaro nei meccanismi
dell’apprendimento. Va precisato che esistono dei recettori 5HT3 per
la serotonina che esercitano un’azione di inibizione sul rilascio di
acetilcolina che viene facilitato quindi da antagonisti serotoninergici
5HT3.
Neuropeptidi.
Vasopressina: facilita i processi della memoria per azione
centrale indiretta.
Somatostatina ed ACTH
hanno un ruolo sui meccanismi dell’attenzione.
Beta-endorfina. Produce amnesia retrograda che è bloccata
dal naloxone. Pertanto ci sono studi per l’Alzheimer in questo senso,
utilizzando cioè il naloxone.
Galanina: peptide con funzione neuromodulatrice verso i
neuroni contenenti acetilcolina.
Aminoacidi eccitatori.
Gli aminoacidi eccitatori sono l’acido glutammico e l’acido
aspartico. Il 30% delle sinapsi del SNC contengono aminoacidi
eccitatori, mentre alterazioni di esse sono risultate evidenti
nell’Alzheimer.
Svolgono un ruolo trasmettitoriale
importante in sinapsi presenti in aree dei circuiti della memoria e
partecipano alla genesi dei fenomeni di potenziamento sinaptico a lungo
termine. Il glatammato
agisce su almeno 4 diversi recettori,
Farmaci nootropi.
Hanno un ruolo notevole nel
trattamento del paziente con decadimento cognitivo. Hanno il capostipite
in un derivato ciclico del GABA, il piracetam. Comprendono il piracetam, l’oxiracetam, l’aniracetam
e la loro azione è complessa.
Aumentano il rilascio di dopamina,
facilitandone l’acquisizione; aumentano la trasmissione eccitatoria
colinergica, perché antagonizzano l’effetto della scopolamina e
potenziano la funzione del recettore AMPA. Mantengono elevati i livelli
dell’ATP che è molecola energetica nel tessuto ischemico cerebrale,
aumentano il turn over del fosfatidilinositolo. Gli studi hanno
dimostrato il loro ruolo nella comunicazione tra i due emisferi che
viene accresciuta dopo somministrazione di piracetam ed hanno azione di
eccitazione tramite i recettori NMDA a livello dell’ippocampo.
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