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Colonscopia
appunti del
dott.
Claudio Italiano cfr
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Le
masse addominali
Novità: intossicazione alimentare da cibo
inscatolato: il botulismo
Il dolore addominale
Novità: Il paziente con la nausea
Novità: Il paziente con la dispepsia,
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New: Capire il perchè di un dolore
addominale
Dolori e sintomi in gastroenterologia
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gastroenterologia
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NEW! L'esofagite, il reflusso e la sua
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il paziente che non inghiotte
il paziente con acalasia
Il fetore in bocca
New! La sindrome post-colecistectomia
Esofago di Barrett; quello strano dolore
al petto
Atresia esofagea in un neonato
Le indagini sull'esofago: manometria, che
significa?
La gastrite acuta e l'Helicobacter pylori
Speciale su Helicobacter Pylori:
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Le gastriti croniche
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gastropatie: immagini endoscopiche
Mew! La gastrite acuta da stress del
paziente critico.
L'ulcera dello stomaco benigna
Le emorroidi
Anatomia della regione anale, le
emorroidi
La classificazione in gradi del prolasso
emorroidario
Speciale sui vari tipi di cura delle
emorroidi
Il trattamento chirurgico delle emorroidi
NEW! Le fistole anali
New! L o studio del colon: il clisma
opaco a doppio contrasto.
New! Il paziente proctologico, prurito
anale. Quale cura?
Le malattie infiammatorie intestinali
Il morbo di Crohn, la clinica
La rettocolite ulcerosa, questa strana
diarrea
NEW!! La terapia chirurgica della
rettocolite ulcerosa, quando e perchè
Il follow-up del malato con malattia
infiammatoria intestinale
New! Quali complicanze nel malato di
Rettocolite ulcerosa?
Le nuove terapie del morbo di Crohn
Gravidanza e cura delle malattie
infiammatorie intestinali |
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L’esame del colon con il colonscopio flessibile provvisto di telecamera
alla sua punta e di canali per le operazioni e per l’aspirazione è
un’evoluzione di quello a fibre ottiche ideato in Giappone nel 1963, con
la possibilità di visualizzare tutta la parte interna del colon (lume
dell’intestino) fino alla valvola ileocecale e, talora, impiegando un
cosiddetto “ babyscopio”, di oltrepassare la valvola stessa.
Indicazioni.
La
colonscopia è una tecnica strumentale indicata non solo nello studio
approfondito della mucosa colica ma anche per attuare manovre
operatorie, come per esempio la polipectomia, cioè la rimozione di
lesioni vegetanti dal lume colico; in genere si procede alla sua
attuazione dopo altri esami, fra cui il
clisma opaco a doppio contrasto. Dopo aver eseguito un clisma opaco
se, per caso, il radiologo ha notato dei difetti di riempimento oppure
delle lesioni aggettanti nel lume, allora è indicato l’esame più
invasivo che è la colonscopia. Questa prassi, tuttavia, oggi è meno
accettata, poiché alcuni autori direttamente effettuano una colonscopia
nei pazienti più giovani, cioè in quelli intorno al di sotto dei 40
anni, che non presentini patologie sistemiche invalidanti e che
presentino disturbi come
perdite ematiche vive,
rettorragia, oppure
emorroidi,
ragadi,
polipi,
carcinomi del colon,
colite ischemica, colite attinica, angiodisplasie,
diverticolosi e, soprattutto, le
malattie infiammatorie intestinali,
Morbo di Crohn e
Rettocolite Ulcerosa. La colonscopia è consigliata ad intervalli
regolari di 5-6 anni come corretta attività di screening per tutti i
soggetti a rischio: ad esempio per coloro che hanno familiarità con i
tumori del colon; o comunque dopo i 50 anni, quando dall’esame delle
feci si rileva la presenza di sangue, anche in tracce minime. Viceversa
nel paziente con enterorragia massiva è indicato come primo esame
un’angiografia mesenterica selettiva. La colonscopia diventa tecnica
insostituibile per la stadiazione della
Rettocolite Ulcerosa, poiché è risaputo che nei pazienti dove la
malattia si estende oltre il canale anale e la giunzione retto-sigma, la
terapia deve essere calibrata adeguatamente (cfr
ibd_terapia ) e lo stesso dicasi per il
morbo di Crohn, dove a parte la cura, occorre prestare attenzione al
rischio di cancro che aumenta da 8 a 30 volte rispetto alla popolazione
normale dopo 7 anni dalla malattia e dopo 10-15 anni. Inoltre è indicata
nello studio delle
lesioni polipoidi in corso di retto colite e per biopsie del caso o
le polipectomie con ansa diatermica, sempre con impiego di colonscopio.
Preparazione del paziente per colonscopia.
E’
indispensabile che il paziente sia sottoposto a pulizia completa del
colon, previo impiego di sostanze ad azione catartica, con lo scopo di
svuotare completamente il colon, in modo da lasciarne le pareti lisce e
prive di materiale fecale, così da permettere una corretta visione
dell'interno; a questo scopo occorre che la dieta del paziente sia senza
scorie, cioè il paziente non deve mangiare nei quattro giorni precedenti
l'esame frutta, verdura, crusca. Sono invece concessi carne, pesce,
formaggi e altri latticini, salumi. I pazienti non devono infine bere
bevande contenenti colorante rosso o viola, che vengono scambiati per
sangue, mentre non c’è problema bevendo brodo o minestre senza grassi,
acqua, caffè liscio, tè liscio, bevande sportive come il Gatorade, ecc..
Il giorno prima dell'esame ci si deve limitare ad un pranzo leggero, in
genere una pastina leggera e del tè zuccherato, per poi sospendere
completamente ogni dieta solida; talora il paziente in corso di
preparazione si disidrata ed occorre somministrare delle soluzioni
fisiologiche e/o elettrolitiche per vena. Nel corso del giorno
precedente l'esame bisogna, appunt, bere molta acqua, ingerire dosi
notevoli di lassativo ed effettuare un clistere di pulizia finale. I
lassativi impiegati sono in genere o il vecchio pursennid a compresse,
oggi poco utilizzato, oppure si preferisce impiegare soluzioni preparate
con buste di polietilenglicole, PEG 4000 (Selg
Esse , Isocolan, Polietilnglicole ABC), per complessivi litri 4 di
preparato che va bevuto a partire dalle ore 14.00 del giorno precedente
l’esame.
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Esame.
Il paziente in genere viene sedato con
diazepam e.v. e gli si praticano dei farmaci anticolinergici o
antispastici allo scopo di ridurre eventuali riflessi vagali. Viene
collegato ad un saturimetro e monitorizzato per il battito cardiaco. Un
pallone Ambu, dell’adrenalina e quant’altro serva per il
primo
soccorso e le manovre di BLS, sono a portata di mano. Una vena può essere anche incannulata
e posizionata la placca di massa se deve essere impiegata l’ansa
diatermica e le correnti di taglio e coagulazione.
Quindi si lubrifica l’ano e l’apparecchio
stesso e si procede alla sua introduzione attraverso l’ano, insufflando
aria nel lume del colon, poiché altrimenti le sue pareti risulterebbero
collassate e sarebbe impossibile procedere alla cieca, col rischio di
imboccare false strade e di perforare il colon, per esempio scambiando
il lume per un
diverticolo. La colonscopia può durare fino a 60 minuti, anche se
spesso si risolve più velocemente. Crampi o gonfiore possono verificarsi
durante le prime ore dopo l’esame. Il paziente, in genere, è insensibile
al dolore in caso di polipectomia, mentre l’insufflazione di aria dentro
il colon talora risulta assai dolorosa ed insopportabile, a punto che il
paziente può avere
sincope. Non è raro avere anche altre complicanze cha vanno dal
sanguinamento prolungato in caso di polipectomia, a gravi dolori
addominali, perdite di sangue imponenti, vertigine e debolezza, vomito,
pericolose
aritmie ipocinetiche , batteriemia, sepsi, perforazioni possibili
nello0.02-0.15% dei casi.
La colonscopia è controindicata:
-
In corso di riacutizzazione di
rettocolite ulcerosa
-
Infarto del miocardio
-
Diverticolite acuta
-
Perforazione
-
Interventi chirurgici recenti
Polipectomia.
La colonscopia grazie alla presenza di
canali operativi nei colonscopi, consente di attuare la polipectomia
previo impiego di ansa diatermica, cioè si impiega un catetere di teflon
nel cui interno corre un filo metallico che termina come una ansa, cioè
una specie di cappio, per così dire, con cui prendere al lazo il polipo
stesso ! Una corrente alternata ad alta frequenza viene fatta passare
nel suo interno e l’ansa si riscalda consentendo il taglio e la
coagulazione dell’escara. Talora i polipi sono sessili, cioè si
presentano come un fungo a base larga e necessitano di essere escissi
con lentezza, gradatamente. In questi casi il rischio di emorragia e di
perforazione si fa maggiore.
Metodi alternativi
Se il paziente non può o non vuole eseguire
la colonscopia diventa un problema per il povero medico di reparto. Chi
vi scrive, qualche giorno fa, si è imbattuto in un paziente dializzato
con imponente melena, scambiata per rettorragia (cfr
sanguinamenti melena e rettorragia) che non voleva fare la
colonscopia e la gastroscopia!
Nel caso si può eseguire sempre una
TAC ADDOME con mezzo di contrasto, che può dare qualche
elemento per studiare al meglio il paziente oppure il vecchio esame
detto Rx clisma opaco, che si può usare anche quando
è controindicata o impossibile la colonscopia, ma dà risultati meno
precisi.
Colongrafia TAC. È una nuova metodica che per ora dà
risultati inferiori alla classica colonscopia. La TAC multistrato a 64
detettori è un'endoscopia virtuale che compie delle rilevazioni
alla elevatissima frequenza di 160 strati submillimetrici al secondo, e
tramite un particolare software permette di ottenere immagini 3D di alta
qualità. Richiede la stessa preparazione della colonscopia tradizionale
per la "pulizia" dell'intestino, non è invasiva, e permette
un'endoscopia anche delle parti in movimento.
La videocapsula è un esame del tutto differente dalla
colonscopia virtuale sia per strumentazione utilizzata sia per le
indicazioni sui casi in cui viene utilizzata. Si tratta di una capsula
che viene ingerita dal paziente, trasportata dai movimenti
dell’intestino durante il suo transito e quindi espulsa con le feci.
Viene impiegata non per lo studio del colon, ma per esaminare
l’intestino tenue nei casi di
anemia
non spiegata per escludere sanguinamenti occulti a tale livello o nei
casi di sospetta
malattia
infiammatoria intestinale a carico del piccolo intestino.
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