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Complicanze
della RCU
appunti
del dott.
Claudio Italiano, gastroenterologo
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Pseudopoliposi
infiammatoria. (cfr anche il
related link terapia_chirurgica_della
rettocolite )
Nella colite ulcerosa si
distinguono vari tipi di formazioni polipoidi infiammatorie:
a)
Pliche mucose edematose di aspetto polipoide
b)
Polipi composti da tessuto di infiammazione del tipo di
granulazione, ricoperto da mucosa
c)
Polipi di tessuto connettivale ricoperti da tessuto
ghiandolare.
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La
poliposi del colon nel corso di RCU
colpisce almeno il 20% dei pazienti che hanno un’esteso interessamento
del colon, quindi difficilmente i soggetti che presentano una forma
iniziale che interessa il retto. Nei
soggetti, però, dove la malattie è estesa a tutto il colon, è il
retto ad essere interessato dal problema della pseudo poliposi, polipi
che interessano il terzo inferiore del retto e che persistono, una volta
formatesi, in maniera indefinita. Anzi, alcuni autori precisano che
questi polipi debbano essere inquadrati come lesioni precancerose, cioè
dal polipo infiammatorio si può transitare verso il polipo adenomatoso.
Ancora è statisticamente provato che il cancro
del colon è più frequente in questi pazienti.
Degenerazione
maligna.
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Il
carcinoma del colon costituisce una complicanza tardiva della RCU
soprattutto nelle forme continue della malattia. La frequenza con cui si
manifesta la neoplasia varia a secondo degli autori, attestandosi tra lo
0.7 ed il 17%; in genere si ammette che i soggetti che per 7 anni sono
stati affetti dalla retto colite ulcerosa presentano aumento del rischio
di cancro, con tendenza a localizzazioni multiple ed a maggior frequenza
nel colon destro. L’età media dei pazienti è di 37 anni, mentre le
persone che sviluppano cancro del colon e non sono affetti da retto
colite presentano un’età media di 65 anni.
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Tipi
Istologici
Il
cancro si manifesta come complicanza della colite è una neoplasia
subdola, spesso appiattita, come alterazione displasica della mucosa,
con modificazioni ghiandolari che portano alla costituzione di polipi
del tibo adenomatoso e villoso. Le cellule presentano alterazioni
microscopiche consistenti in un diminuito numero di cellule mucipare,
con ipercromatismo nucleare, stratificazione di nucleoli. Il bravo
endoscopista che studia la mucosa colica deve riuscire a riconoscere per
tempo le lesioni e prendere delle prese bioptiche nelle aree più a
rischio, che sono quelle dove si manifestano le displasie più gravi.
Ora, mente nel soggetto non con malattia
infiammatoria intestinale le percentuali di sviluppo di neoplasia
sono distribuite in maniera incostante, per cui, a partire dal retto,
colon ascendente, trasverso
e colon discendente esse sono rispettivamente del 64%, 15%, 5,1% e
13,8%, nel paziente con RCU
sono, viceversa, rispettivamente del 18% a partire dal retto, 27.4%, 34%
e 19.7%.
Linee
di condotta.
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Questo
particolare rischio che corre il paziente con retto colite, fa si che il
suo gastroenterologo debba seguirlo attentamente, programmando dei
controlli colonscopici seriati, almeno ogni 1 -2 anni in mancanza
dell’identificazione di aree displasiche o se vi sono aree di lieve
displasia. Tali controlli, in caso di severwa displasia, vanno
intensificati e si deve valutare, sentito il chirurgo oncologo, se è
del caso intervenire con una proctolectomia con ileostomia (cfr terapia_chirurgica_della
rettocolite ). L’aumento del rischio di cancro colon rettale in
pazienti con colite aspecifica coincide con l’incidenza geografica,
con fattori genetici, virus oncogeni, uso di tabacco, alcool ecc.
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All’esame
microscopico queste neoformazioni generalmente appaiono come carcinomi
fortemente aggressivi, spesso anaplastici, per cui il chirurgo bravo, di
solito, non tergiversa con polipectomie perendoscopiche, ma interviene
con decisione. Alcuni autori, infatti, descrivono la tecnica della
proctolectomia profilattica. Goligher, comunque, non è d’accordo
nell’intervenire in tutti i soggetti con colite di lunga durata, ma di
queste procedure se ne è parlato nella parte di cui al link in alto.
Infine
va precisato che tra le complicanze neoplastiche della colite, rientra
anche il linfosarcoma intestinale. I tumori linfoidi maligni
dell’intestino sono rari e si suppone che la concomitanza con la
colite non sia solo un fatto casuale.
Altre
complicanze
Sono
rappresentate dalle complicanze ano-rettali, quali ragadi, ascessi
perianali o perirettali, fistole che si verificano nel 7% dei casi e che
possono fuorviare il medico facendogli ritenere che si tratti di entità
nosografiche a sé, dunque non correlate con la colite.
Stenosi
benigne possono ancora manifestarsi in una percentuale compresa tra il 6
e 11%. Il retto è la parte più colpita. Le stenosi possono essere di
2-3 cm di lunghezza e quando occorrono, il medico deve porrere diagnosi
differenziale con il morbo di Crohn, che viceversa è la patologia che
più di tutte ne è affetta.
Le
complicanze sistemiche sono rappresentate da:
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Artrite, in corso di colite, con manifestazioni multiple,
nel 4.5-45% dei casi; comincia con infiammazione delle sinovie, in
genere al ginocchio e poi si estende
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Lesioni cutanee, come eritema nodoso (cfr
noduli della pelle); il pioderma gangrenoso ed eruzioni papulari,
pustolose o orticarioidi varie;
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La stomatite,
nel 16% dei casi
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Pioderma gangrenoso, lesione della cute, come di nodulo
rosso e dolente, come di ascesso del derma che poi fistolizza e drena materiale purulento, estendendosi a macchia d'olio.
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