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DERMATOMIOSITE
E POLIMIOSITE 1
appunti del
dott. Claudio Italiano
cfr
indice di m.autoimmuni
Malattie Autoimmuni
Le
M.autoimmuni
Novità: la malattia di Raynaud
NEW!
Le vasculiti: generalità
NEW! Le febbre reumatica, sintomi e laboratorio
NEW! Le febbre reumatica, terapia
NEW!
Le vasculiti classificazione in tipi
NEW! La sclerosi sistemica e l'infiammazione tissutale
NEW! La sclerosi sistemica e la sua cura
NEW! La sclerosi multipla e la demielinizzazione delle fibre nervose
NEW! La sindrome di Sjogren: occhi rossi e bocca secca
La spondiloartrite anchilosante
L'artrite reumatoide
La cura difficile dell'artrite reumatoide
La cura difficile dell'artrite reumatoide: quali farmaci funzionano?
ANA
ed ENA: approccio al paziente con malattie reumatica ed autoimmune
Le
tiroiditi autoimmuni
Epatite autoimmune: definizione ed
eziopatogenesi
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Introduzione
Definizione.
Malattia della pelle (collagenopatia), caratterizzata da un processo
infiammatorio localizzato alla cute e ai muscoli, dove si formano
accumuli di cellule infiammtorie che portano alla distruzione dei
tessuti. Spesso si manifesta in associazione ad altre malattie di questo
gruppo, (artrite reumatoide, febbre reumatica, sclerodermia).La
dermatomiosite e la polimiosite sono patologie a presumibile eziologia
autoimmune in cui il muscolo scheletrico viene danneggiato da un
processo infiammatorio non suppurativo caratterizzato da un infiltrato
linfocitario. Il termine polimiosite viene utilizzato quando la lesione
risparmia la cute, mentre si utilizza il termine dermatomiosite quando
la polimiosite si associa al caratteristico rash cutaneo (cfr
eritema). Un terzo dei casi si associa a svariate malattie del
tessuto connettivo, quali
artrite reumatoide,
lupus eritematoso sistemico, malattie connettivali e la
sclerosi sistemica progressiva, mentre un decimo dei casi si associa
a neoplasie maligne.
Eziologia ed epidemiologia.
L'incidenza e la prevalenza della malattia sulla popolazione non sono
conosciute con esattezza. Gli studi più accreditati indicano una
incidenza compresa tra 1 e 12 nuovi casi per milione di abitanti per
anno, che corrisponde ad un decimo dell'artrite reumatoide, un terzo del
lupus eritematoso sistemico, metà della
sclerodermia ed il doppio della poliarterite nodosa (cfr
vasculiti). La prevalenza è risultata di 4 su 100000 abitanti. La
polimiosite è più frequente nella popolazione di colore e può
interessare tutte le età. Vi sono però delle differenze tra polimiosite,
dermatomiosite e miosite da corpi inclusi, infatti la polimiosite
colpisce generalmente individui con più di 18 anni, la miosite da corpi
inclusi soggetti con più di 50 anni e la dermatomiosite colpisce a tutte
le età. Pertanto nei bambini si ha quasi esclusivamente la
dermatomiosite che in questa età sembra configurare, per vari aspetti,
una forma clinico patologica distinta. La malattia in generale predilige
il sesso femminile, con un rapporto Femmine/Maschi di circa 2:1; se
consideriamo però i sottogruppi, si possono riscontrare tra di essi
notevoli differenze: il rapporto è 1:3 nella miosite da corpi inclusi,
1:2 nella polimiosite/dermatomiosite associata a neoplasia, 1:1 nella
polimiosite/dermatomiosite giovanile, 9:1 in quella associata ad altre
connettiviti.
La dermatomiosite può colpire persone di ogni età, ma è più diffusa tra i
40 e 60 anni o tra i 5 e 15 anni. Compare più frequentemente tra le
donne che tra gli uomini. Il preciso agente eziologico di queste
malattie è ignoto, ma riveste probabilmente un ruolo importante la
combinazione di fattori genetici dell'ospite, infezioni virali del
tessuto muscolare e meccanismi autoimmuni; inoltre, la familiarità di
queste forme e l'elevata frequenza degli aplotipi HLADR3 e-DRw52
suggeriscono che in questi pazienti vi sia alla base una predisposizione
genetica e/o immunologica. Nell'animale da esperimento può essere
indotta una miosite virale con il virus Coxsackie, mentre nell'uomo una
lieve miopatia infiammatoria può associarsi all'influenza
e all'infezione da Coxsackie. Tuttavia, le numerose osservazioni
mediante microscopia elettronica di particelle simil-virali nelle fibre
muscolari di pazienti con dermatomiosite o polimiosite non sono state
confermate dall'isolamento di un virus, né dalla dimostrazione di
aumentati titoli di anticorpi antivirali; non è stato possibile,
inoltre, trasmettere la malattia ad animali con l'inoculazione di
estratti di muscolo scheletrico. Ciò nonostante, la presenza nel siero
di anticorpi contro varie ribonucleoproteine citoplasmatiche coinvolte
nei processi di traduzione (soprattutto la istidil-tRNA-sintetasi o Jo-1
e la particella di riconoscimento del segnale (signal recognition
particle, SRP) può essere causata da una risposta immunitaria contro un
virus modificato, che nella polimiosite funge da agente immunogeno;
questi anticorpi probabilmente riflettono l'esistenza di fenomeni di
reazione crociata.
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Una
malattia mediata dai linfociti simile alla polimiosite è stata
riprodotta negli animali di laboratorio iniettando estratti di muscolo
con adiuvante di Fretind (miosite allergica sperimentale). Recenti studi
di immunoistochimica e di coltura di tessuto muscolare suggeriscono che
la necrosi del tessuto muscolare della polimiosite e della miosite a
corpi inclusi è probabilmente causata dall'attivazione dei linfociti T
CD8+, accompagnata da cellule T CD4+ e da macrofagi presenti negli
infiltrati infiammatori. Nella dermatomiosite è stata osservata la
deposizione di immunoglobuline e del complesso di attacco alla membrana
del complemento C5b-9 a livello dei vasi intramuscolari, anche in aree
muscolari sane o affette in misura lieve; questo suggerisce che il danno
vascolare mediato da fattori umorali dia inizio a una angiopatia che
precede la distruzione del tessuto muscolare. Nella dermatomiosite
l'evento finale del danno delle fibre muscolari potrebbe essere
rappresentato dalla stimolazione delle cellule B da parte dei linfociti
T helper, con conseguente citotossicità mediata da anticorpi. Nella
miosite a corpi inclusi l'accumulo di sostanza amiloide, di strutture
filamentose elicoidali accoppiate e di molte altre proteine che in sede
autoptica si osservano nei campioni di cervello di pazienti affetti da
malattia di Alzheimer, suggerisce come in queste malattie vi possano
essere alcuni meccanismi patogenetici comuni.
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Sintomi in generale.
A)
Manifestazioni muscolari. Il sintomo principale è la
debolezza muscolare che interessa in modo prevalente e simmetrico la
muscolatura prossimale degli arti e dei cingoli scapolare e pelvico
(muscoli delle spalle e delle anche). L'esordio è subdolo, i pazienti si
accorgono di provare fatica ad eseguire alcuni semplici movimenti come
accavallare le gambe, alzarsi in piedi dalla posizione seduta, salire le
scale, pettinarsi od appendere gli abiti.
B)
Manifestazioni cutanee. Sono caratteristiche della
dermatomiosite. Un segno poco sensibile ma specifico, visto che si
ritrova nel 25% dei pazienti con dermatomiosite ma non in altre
connettiviti, è il rash eliotropo, una colorazione violacea delle
palpebre superiori accompagnata talora ad edema. Va però precisato che
la sua specificità non è assoluta poiché è stato segnalato, anche se
raramente, nelle sindromi allergiche e nella trichinosi. Il rash può
precedere di mesi o di anni l'insorgere dei sintomi muscolari.
Caratteristiche sono anche le
papule di Gottron, papule o placche eritematose o violacee,
lievemente sopraelevate presenti al di sopra delle sporgenze ossee nel
30% dei pazienti con dermatomiosite. Le sedi più comuni sono
rappresentate dalla superficie estensoria delle articolazioni delle dita
delle mani, ma sono state descritte anche sulle ginocchia, sui gomiti e
sui malleoli interni delle caviglie. Le manifestazioni
vasculitiche (infiammazione dei piccoli vasi sanguigni della pelle)
sono più frequenti nell'infanzia e sono rappresentate da noduli
sottocutanei, eritema ed infarti periungueali (alterazioni intorno alle
unghie). Il
fenomeno di Raynaud (pallore delle dita delle mani per il freddo) è
riportato nel 35% dei casi, ma è frequente solo nella dermatomiosite
idiopatica e nei casi associati ad altre connettiviti.
C)
Manifestazioni articolari. Le artralgie sono frequenti nei
periodi di attività della malattia, ma regrediscono con il passare del
tempo. Rara è invece l'artrite.
D)
Manifestazioni gastrointestinali. La
disfagia (difficoltà a deglutire) è descritta in 1/3 circa dei casi
e può essere dovuta, oltre che all'interessamento dei muscoli della
deglutizione, anche a miosite del terzo prossimale dell'esofago,
segmento caratterizzato dalla presenza di fibre muscolari striate.
Emorragie gastrointestinali sono state riportate soprattutto
nell'infanzia dovute, a quanto pare, a lesioni ulcerose su base
vasculitica (infiammazione dei vasi sanguigni dell’intestino).
E)
Interessamento polmonare. L'impegno polmonare varia per
tipo e gravità. Il quadro più comune è la
pneumopatia interstiziale (inspessimento del tessuto polmonare), che
per aspetti clinici, funzionali e radiologici non si discosta da quella
di altre connettiviti o dalla forma cosiddetta idiopatica. I sintomi
principali sono la dispnea, la tosse e talora il dolore toracico. Le
prove di funzionalità respiratoria rivelano insufficienza di tipo
restrittivo e ridotta capacità di diffusione polmonare della CO2.
F)
Interessamento cardiaco. Alterazioni cardiache sono
frequenti in corso di polimiosite/dermatomiosite ma raramente sono
sintomatiche. Disturbi elettrocardiografici si trovano nel 50% dei casi
(comprendono il blocco A-V di I°, II° e III° grado e blocchi di branca
destra o sinistra. Raramente però le alterazioni della conduzione A-V
sono così severe da richiedere un pace-maker artificiale cfr
aritmie).
G)
Interessamento renale. Sono stati segnalati rari casi di
insufficienza renale in pazienti con mioglobinuria (perdita di una
proteina muscolare attraverso le urine) persistente e ancora più
raramente casi di
glomerulonefrite (infiammazione dei reni).
>> segue
dermatomiosite_polimiosite 2 cfr
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