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Diabete
mellito : qual'è il significato della cura?
appunti del dott.
Claudio Italiano
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glicata Gli
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pericolose
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sono veramente diabetico? il
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visita del paziente
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Obiettivi terapeutici
Gli obiettivi terapeutici nel diabete
mellito possono essere così riassunti:
-
Eliminare i sintomi associati all’iperglicemia (polidispsia,
poliuria, astenia, disturbi visivi)
-
Prevenire le complicanze acute (cheto acidosi, coma
iperosmolare non chetosi)
-
Ridurre il rischio di sviluppare o aggravare le
complicanze micro e macroangiopatiche)
-
Garantire un’adeguata qualità di vita;
-
Normalizzare l’attesa di vita
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Il razionale degli obiettivi
glicemici, però, prevede la prevenzione delle complicanze micro e
macrovascolari. Per tale motivo gli studi osservazionali e quelli di
intervento hanno proposto di monitorare il paziente tenendo conto della emoglobina
glicata in relazione alle complicanze. Per esempio alcuni studi
prospettici hanno correlato il rischio
di malattie cardiovascolari con i valori della emoglobina glicata,
come è accaduto nello studio European Prospective Investigation into
Cancer in Norfolk che dimostrava su 4462 maschi e 5570 femmine in età
tra 45 e 79 anni, con follow-up a 6 anni, dimostrava che un incremento
di 1% dell’emoglobina glicata si correla a rischio di un aumento del
40% di eventi coronarici ed un incremento della mortalità in generale .
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La pericolosa glicemia a
digiuno.
Una meta-analisi di 20 studi che
comprende 95.783 soggetti diabetici ha confermato una correlazione tra
eventi cardiovascolari e glicemia a digiuno. Infatti si è visto che se
è data per normale la glicemia < a 75 mg/dl a digiuno, per glicemie
maggiori di 110 il rischio relativo di eventi cardiovascolari sale di un
fattore pari a 1,33 volte. Nel Paris Prospective Study r nell’Helsinki
Policemen Study condotti in coorti di uomini diabetici
e non, è stato dimostrato che un livello di glicemia a digiuno
> 97,5 percentile (108-123 mg/dl) si associava ad un incremento del
rischio relativo di 1,64 della mortalità totale. Nello studio DECODE,
l’andamento tra glicemia a digiuno e mortalità aveva un andamento a
“J”con i valori più bassi della glicemia a digiuno tra 89 e 91
mg/dl per la mortalità generale e tra 90-99 mg/dl per quella
cardiovascolare.
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La pericolosa glicemia
post-prandiale.
La glicemia dopo curva da carico
è un predittore cardiovascolare più forte della glicemia a digiuno per
il rischio cardiovascolare. Nello
studio DECODE è stato dimostrato che elevati livelli di glicemia a due
ore dopo il carico di glucosio predice meglio il rischio di mortalità
totale cardiovascolare.
Obiettivi clinici per emoglobina
glicata, glicemia a digiuno e glicemie post-prandiale.
L’International Diabetes
Federation o IDF propone per tutti i pazienti un obiettivo di:
·
HbA1c < 6.5%, una glicemia a digiuno < 110 mg/dl ed
una glicemia 1-2 ore dopo i pasti < 145 mg/dl.
Questi
obiettivi sono stati in parte modificati da un gruppo di esperti della
IDF che ha prodotto delle linee guida per la gestione della glicemia
post-prandiale e che ha proposto un obiettivo per la glicemia a digiuno
< 100 mg/dl e per la glicemia a due ore dopo il pasto < 140 mg/dl.
L’American Diabetes association (ADA) propone un obiettivo per tutti
di 7% di HbA1c e un obiettivo < 6% per pazienti selezionati che hanno
co-morbilità e con lunga aspettativa di vita, purchè non presentino
episodi rischiosi di crisi ipoglicemiche. Viceversa obiettivi meno
stringenti si propongono nei soggetti che hanno avuto pericolose
ipoglicemie, in pazienti con scarsa aspettativa di vita, nei bambini. In
questi casi gli obiettivi glicemici si attestano a 90-130 per la
pre-prandiale o a digiuno e < 180 mg/dl a 1-2ore dall’inizio del
pasto, in concomitanza col picco glicemico post-prandiale.
L’American
Association of Clinical Endocrinologists propone questi altri obiettivi:
·
HbA1c < 6,5%, glicemia a digiuno < 110 mg/dl e
post-prandiale < 140 mg/dl.
Standard italiani di cura per il
diabete mellito, redatti da AMD, Associazione Medici Diabetologi, e SID,
Società Italiana di Diabetologia, propondono questi obiettivi:
·
HbA1c < 7% (ma inferiore a 6,5% in singoli pazienti),
glicemia a digiuno e preprandiale tra 90 e 130 mg/dl e misurata a 2 ore
dopo l’inizio del pasto < 180 mg/dl.
Nei diabetici anziani gli
obiettivi dovrebbero essere individualizzati, tenendo conto sempre del
rischio ipoglicemico che è certamente più importante rispetto al
controllo restrittivo dell’emoglobina glicata e devono tenere conto
dell’aspettativa di vita che deve essere sufficiente per raccogliere i
benefici della cura, quindi di almeno dieci anni. L’obiettivo del
valore della glicata, in
questi casi, è sufficiente che sia tra 6,5 e 7,5%.
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del diabete
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