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Il paziente con distensione addominale.
appunti del
dott.
Claudio Italiano
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Abbiamo già trattato in questo sito web del problema
della pancia gonfia e della flatulenza, considerando questi segni
espressione importante di patologie internistiche. Qui parleremo della
distensione addominale che si determina quando, in genere
all’improvviso, l’addome di espande nella sua circonferenza,
verosimilmente per aumento della pressione endoaddominale che spinge la
parete addominale verso l’esterno. La distensione può essere
localizzata; classico è, per esempio, il “segno dell’ovoide” di cui mi
parlava il mio compianto professore di chirurgia, quando un ostacolo al
passaggio delle feci, nell’ultimo tratto del colon, per esempio alla
giunzione del retto col sigma, determina una distensione della parete
addominale a forma ovoidale, per così dire e farci capire dal grosso
pubblico degli amici navigatori, come se si trattasse di un immenso uovo
di pasqua, messo per obliquo in addome, col vertice rivolto verso la
flessura destra del colon, al di sotto del costato di destra. Questo
segno è espressione di
occlusione intestinale, ma talora compare anche nell’ileo
adinamico o nella
peritonite. |
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Altre volte, invece, cosa assai frequente, è un segno
più banale, che compare gradatamente, per esempio nell’obeso,
dovuta al grasso intestinale che si frappone “pericolosamente” tra i
visceri, nella
sindrome metabolica, che è l’anticamera dell’infarto
cardiaco e della insidiosa
adiposopatia e
diabesità, a cui vi rimandiamo. Altre ancora è connessa con la
stipsi o con la
sindrome del colon irritabile.
Viceversa la distensione addominale, ovviamente segno di
una gravidanza e di un feto in utero, ma sembra inutile asserirlo, può
dipendere dal sovrabbondare dei gas intestinali, sia da emergenze
chirurgiche come una
gravidanza extrauterina o ectopica o da versamento improvviso di
liquido
ascitico. Sia i liquidi che i gas infatti, devono stare in addome
nel giusto rapporto e sono normalmente presenti nel tubo digerente,
ma non nella cavità peritoneale. Tuttavia, se i liquidi e
i gas non riescono a passare liberamente lungo I'intestino, si verifica, appunto, una distensione
addominale. Nella cavità peritoneale, la distensione può essere dovuta a
un'emorragia acuta, all'accumulo di
liquido ascitico o all'aria proveniente dalla perforazione di un
organo addominale (cfr
dolore dell’addome acuto). |
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La distensione addominale non sempre indica un quadro
patologico. Per esempio, nei pazienti ansiosi o in quelli con problemi
digestivi, la distensione localizzata nel quadrante superiore sinistro
può essere dovuta
all'aerofagia,
ovvero all'involontaria ingestione di aria. La distensione generalizzata
può essere dovuta all'ingestione di
frutta o di verdure contenenti notevoli quantità di carboidrati non
assorbibili, come i legumi o a un'anomala fermentazione microbica dei
cibi.
Che fare in caso di distensione addominale?
Se il paziente presenta una distensione addominale, si
devono ricercare rapidamente i segni di ipovolemia, come
pallore, sudorazione, ipotensione,
polso filiforme e frequente, respiro superficiale e frequente (cfr
dispnea),
oliguria, scarso riempimento capillare e
obnubilamento del sensorio. Il paziente ha un
dolore addominale intenso oppure presenta difficoltà a respirare? |
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Il paziente ha avuto un trauma addominale? Mi ricordo,
per esempio, di un mio paziente che riportò una
rottura di fegato per caduta accidentale da un albero di ulivo e,
dunque, alla luce di ciò, è sempre opportuno indagare su qualunque trauma recente e
osservare il paziente alla ricerca dei segni di un trauma e di un
sanguinamento peritoneale, come il segno di Cullen (una colorazione
bluastra intorno all'ombelico) o il segno di Turner (un'ecchimosi
dell'addome o localizzata al fianco). Quindi, si devono
auscultare tutti i quadranti dell'addome (cfr
semeiotica addome), rilevando le caratteristiche della peristalsi
(cfr per esempio
assenza di peristalsi), che può essere accentuata con toni elevati,
ridotta o assente. Talora la peristalsi è torpida e non si riesce a sentirla subito; occorre rimanere in ascolto in questi
casi per almeno 5 minuti. Palpare delicatamente I'addome per valutarne la resistenza. Ricordare che la
palpazione profonda o estesa può aumentare il dolore o evocare dei
segnali chirurgici come il segno di Blumberg positivo, quando il medico
palpa in profondità e rilascia all’improvviso la mano che preme; ebbene,
se il paziente ha un sussulto di dolore, vuol dire che il processo ha
interessato il peritoneo e che si è sviluppata una pericolosa
peritonite. E’ un segno che impera di avviare il paziente in chirurgia,
nonostante il chirurgo, spesso e volentieri, preferisca che il paziente
continui la terapia medica ( sic!) e tergiversa parlando di
rischio ASA del paziente anziano.
Se si rileva, infatti, una distensione e una resistenza
dell'addome insieme a un'alterazione della peristalsi e il paziente
lamenta
dolore, occorre intervenire d'urgenza.
Come procedere?
Posizionare il paziente in posizione supina,
somministrae osslgeno e inserire una cannula endovenosa per I'infusione
di liquidi. Prepararsi, quindi, a inserire un sondino nasogastrico per
ridurre la distensione
endoluminale acuta. Rassicurare il paziente e prepararlo
all'intervento chirurgico.
cfr Distensione addominale
parte seconda (visita del paziente e cause)
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di gastroenterologia
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