Disturbo erettile e farmaci

Disturbo erettivo (DE), i farmaci

 

La cura per il disturbo erettivo

 

appunti del dott. Claudio Italiano

vedi anche disturbo erettivo, introduzione

Se leggi questo articolo, sei stato prima dal tuo medico? Hai controllato il cuore, la pressione arteriosa? Il tuo assetto lipidico? Se sei anemico, depresso, cardiopatico, prostatico?

Trattamento del DE. La terapia dell’impotenza si avvale di
- IPDE5
- Integratori alimentari
- Iniezione o instillazione uretrale di farmaci (prostaglandine) nel pene
- Protesi del pene
 

Diagnosi

La fase diagnostica ha lo scopo di individuare i fattori di rischio e le eventuali patologie che possono determinare l'insorgenza di DE. Il protocollo diagnostico prevede:
 ◦accurata anamnesi generale e sessuale, con compilazione di questionari che indagano la funzione sessuale (IIEF)
◦esame clinico generale e genitale
◦esami ematochimici (Colesterolo, Trigliceridi, glicemia) e ormonali (testosterone, DHT, prolattina, LH, FSH, estradiolo)
◦monitoraggio delle erezioni notturne con apparecchio Rigiscan in special modo nei pazienti giovani
◦ecocolor doppler penieno dinamico con stimolo alla PGE1 per la valutazione dell'integrità del sistema vascolare penieno
In casi selezionati sono indicati esami più complessi e invasivi quali la cavernosometria/cavernosografia e test neurofisiologici.

 

Trattamento


Inibitori dello fosfodiesterasi-5 (iPDE-5)

Da anni, il trattamento di primo linea della DE è rappresentato dagli inibitori dello fosfodiesterasi-5 (iPDE-5) il cui capostipite il sildenafil si è dimostrato efficace, ben tollerato e ben accetto dalla maggior parte dei pazienti.  
Attualmente i farmaci orali rappresentano la prima scelta nel trattamento della disfunzione erettile di tipo organico e spesso sono usati come terapia di supporto nella DE psicogena. Questi farmaci possono essere assunti al bisogno prima di un rapporto sessuale o, come ormai più frequentemente avviene, con intento riabilitativo, tre volte a settimana in maniera totalmente indipendente dall'attività sessuale. Le molecole attualmente disponibili sono:
 

  Caratteristiche farmacologiche degli inibitori della fosfodiesterasi 5


◦Sildenafil: va assunto 30-60 minuti prima del rapporto a stomaco vuoto. Si è dimostrato efficace anche in pazienti con grave vasculopatia e/o diabete
◦Vardenafil: simile ma più potente e selettivo del sildenafil, il suo assorbimento è poco influenzato dal cibo, va assunto circa 20-50 minuti prima del rapporto
◦Tadalafil: più specifico e forse il migliore da utilizzare per la PDE5, poichè la sua azione è lenta e graduale. con una lunga durata d'azione che può arrivare a 48 ore, il suo assorbimento non è influenzato dal cibo  
Il sildenafil è risultato inefficace nel 25-30% dei pazienti trattati. L'esame combinato dei dati provenienti da 11 studi clinici randomizzati ha evidenziato che mentre il sildenafil è efficace nell'83% dei soggetti non diabetici, solo il 59% dei pazienti con diabete di tipo 1 e il 63% di quelli con diabete di tipo 2 ho ottenuto un miglioramento. La mancato efficacia dei sildenafil è stata correlata con la presenza di una grave disfunzione endoteliale che ha determinato una serie di alterazioni biochimiche culminanti in una ridotta disponibilità di NO e nella presenza di stress ossidativo. In queste condizioni possono essere adottate strategie terapeutiche volte a facilitare il rilascio di NO, aumentando la disponibilità di substrato, e a inibire l'inattivazione dell'N0 da parte dei ROS .
 

Integratori

L’uso di antiossidanti nel trattamento della disfunzione erettile. Dal momento che l'NO è un mediatore fondamentale per iniziare l'erezione (con lo forma di origine neuronale) e per mantenerla (con lo forma di origine endoteliale) e poiché la sua disponibilità è strettamente correlata con la produzione e la rimozione di ROS, è evidente che ridurre lo stress ossidativo è un obiettivo terapeutico particolarmente utile nel trattamento della DE.
In tale contesto si collocano integratori a base di:
· L-arginina,
· Propionilcarnitina
· vitamina B3 (acido nicotinico), vitamina E

L’apporto di arginina aumenta la disponibilità di substrato per la produzione di NO. La propionl-L-carnitina è un estere della L-carnitina, dotato di alta affinità per l’enzima carnitino acetiltrasferasi. Viene rapidamente convertito a propionil-coenzima A e a carnitina libera. In questo modo agisce sull'ossidazione degli acidi grassi e interviene nella trans-esterificazione ed escrezione degli esteri dell'acil-coenzima A (es. ezerex buste) . Già da alcuni anni è stato dimostrato che lo propionil-L-carnitina riduce lo formazione di ROS nelle membrone di cellule endotelicili arteriose, con un effetto protettivo concentrazione-dipendente. La propionil-L-carnitino ho presentato un’attività di scavenging dei ROS. A concentrazioni millimolari ha ridotto la formazione di O2 inibendo l'ossidazione dei nicotinammide adenino dinucleotide (NADH). In conclusione, si può affermare che l’impiego di questi integratori insieme a iPDE-5 (sidenafil) mostra come il trattamento di queste sostanze farmaceutiche a 90 giorni determini un miglioramento significativo della funzione erettile in 40 pazienti con DE da varie cause. Pertanto è necessario disporre di un trattamento che impieghi tutte le sostanze citate allo scopo di implementare la concentrazione di NO, sia nella fase di induzione che nella fase di mantenimento dell’erezione, contrastando la produzione di ROS a livello vascolare e migliorando l’attività vasocostrittrice mediata da RhoA/Rho/Kinasi.
 

Farmaco terapia intracavernosa (F.I.C.)

Nei casi resistenti ai farmaci orali (circa il 20% dei pazienti) si può intraprendere una terapia iniettiva intracavernosa con prostaglandina E1 (PGE1), un potente vasodilatatore che è in grado di indurre dopo circa 10 minuti dalla somministrazione un'erezione che si protrae per 2-3 ore. Una volta stabilito il dosaggio efficace sotto stretta sorveglianza del medico, il paziente potrà effettuare autonomamente le iniezioni prima di iniziare l'attività sessuale. Tale terapia è controindicata nei pazienti con elevato rischio di sviluppare priapismo (anemia falciforme, mielosa multiplo, leucemie). La PGE1 può, in alternativa, essere somministrata direttamente nel canale uretrale tramite un dispositivo noto come MUSE (Medicated Urethral System for Erection).
 

Protesi del pene

Grazie alle protesi per il pene è possibile restituire la rigidità necessaria a consentire la penetrazione e un rapporto sessuale normale, i primi studi in questo campo vennero condotti negli anni 70. L'operazione, consiste nell'inserire all'interno dei corpi cavernosi dei cilindri di materiale inerte compatibile, in genere di silicone, che permettono al pene di riacquistare una rigidità costante. L'inserimento di questo tipo di protesi non modificano l'aspetto estetico del pene e la fuoriuscita delle urine e dello sperma non viene modificata. L'intervento chirurgico è molto semplice e ormai come si è visto nel recente caso italiano, il paziente viene dimesso in giornata. Oltre alle protesi rigide sono disponibili altre due tipologie, quelle malleabili e quelle idrauliche che possono essere controllate direttamente dal paziente. Il vantaggio principale di una protesi, è il ripristino dell'erezione senza dover assumere farmaci, inoltre l'erezione può essere controllata in un qualsiasi momento.
 

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