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a cura del dott. Claudio Italiano, epatologo oppure vai all' index di epatologia
· Livelli sierici del ferro, transferrina e ferritina per escludere emocromatosi o siderosi.
Criteri diagnostici di certezza. Posso essere certo che il mio paziente è affetto da un’epatite autoimmune se: · Non è stato esposto a farmaci: ricordiamoci per perfino dei prodotti di erboristeria possono nuocere grandemente al fegato (cfr fegato, erbe e farmaci)! · Il paziente non è alcolista e non soffre di epatite da alcool o steatosi epatica alcolica · Il paziente non è affetto da forme di epatite cronica e, dunque, sono risultati negativi i tests per positività ad HBsAg, espressione di epatite B o IgM anti HBc, oppure anticorpi anti HCV o IgM anti HAV o per il virus di Epstein e Barr ed il citomegalovirus. · Indici di danneggiamento delle cellule epatiche o di citolisi, cioè AST ed ALT elevate (X2 o X 3), anti-tripsina normale come fenotipo. · Ipergammaglobulinemia al protidogramma ma a base larga, per esempio come nelle cirrosi. Rapporto globuline totali o livelli di IgG > 1.5 · Autoanticorpi che poi sono i marcatori specifici positivi ANA, SMA ,o anti-LKM1 · Quadri istologici alla biopsia del fegato di piecemeal necrosis da moderata a severa con o senza necrosi epatica a ponte o necrosi centro lobulare, non altre lesioni biliari (cfr epatite_cronica )
Come si determina il danno epatico nelle epatiti autoimmuni?
Esistono sostanzialmente due ipotesi: a) Della citotossicità cellulo-mediata antigene guidata b) Della citotossicità cellulo-mediata anticorpo dipendente Nel primo caso, la teoria principale, si ammette che esista un’esposizione anomala degli antigeni di classe II del complesso HLA sulla superficie dell’epatocita a causa di fattori virali, farmacologici, tossici, ambientali ed idiopatici. A questo punto le cellule presentano un display alterato, ossia esiste un’aumentata presentazione dei costituenti di cellule epatiche normali sotto forma di auto antigeni, dunque di strutture not-self che le cellule immunocompetenti non riescono a riconoscere come proprie o self, con espansione perciò di cloni di cellule T citotossiche che rilasciano citochine nocive. La malattia è a sua volta modulata dalla presenza di antigeni dei leucociti umani (HLA) DR3 e DR4. Nel secondo caso si ammette un difetto intrinseco della funzione delle cellule T suppressor, cioè di quello che riducono o sopprimono le risposte immunomediate dell’infiammazione e che determinerebbero la produzione di IgG contro le proteine di membrana degli epatociti normali.
Esiste, infine, un punteggio o score che è possibile assegnare per avere una contezza della certezza della diagnosi o della probabilità:
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