A
tutti voi è capito di trattare un paziente con anemia,
una di quelle forme che non beneficiano di vitamine o del ferro, perché
non sono inquadrabili nelle anemie
sideropeniche
o nelle macrocitiche-megaloblastiche,
né tanto meno nelle forme mielodisplasiche,
cioè in quelle in cui il midollo osseo diventa povero di cellule
eritropoietiche e compare anemia. Qui parliamo di quelle anemie che
compaiono nel paziente con insufficienza renale cronica, ma anche in
quelle forme di pertinenza dell’ematologo che necessitano di stimolo sul
midollo. In quei pazienti, cioè, dove viene meno l’azione di una
sostanza ormonale prodotta dal rene, appunto l’eritropoietina vi è
indicazione alla cura. Sono soggetti per i quali occorre un’attenta
valutazione da parte dell’internista per capire se i rischi connessi con
il trattamento stimolante eritropoietico abbia un’indicazione
terapeutica o meno. Le
eritropoietine, sono dei preparati recenti, che si ottengono con la
tecnica ricombinante, cioè vengono costruite in laboratorio per mimare
l’azione dell’ormone umano. La sicurezza delle eritropoietine
ricombinanti è stata
sottoposta a revisione dopo che dati di studi clinici avevano mostrato un
significativo aumento della mortalità nei pazienti con anemia associata
al tumore. Inoltre nei soggetti trattati spesso si può avere un rischio
aumentato di mortalità e morbilità per malattia cardiovascolare.
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Intanto
è opportuno valutare il grado di insufficienza renale, poiché la
classificazioni CKD prevede una suddivisione in 5 classi:
-
classe
I: danno renale con funzione renale normale o aumentata GRF (filtrato
glomerulare) > 90 ml/min
-
classe
II: danno renale con compromissione funzionale lieve GRF tra 60 e 89
ml/min
-
classe
III: danno renale con compromissione funzionale moderata GRF tra 59 e
30 ml/min
-
classe
IV: danno renale con compromissione funzionale grave GRF tra 29 e 15
ml/min
-
classe
V: danno renale grave con IRC che necessita di dialisi GFR < 15
ml/min
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|
La
clearance della creatinina si calcola con la formula di Cockcroft-Gault:
Cr
Cl=(140-età) x peso (Kg)/72 x PCr (creatinina plasmatica) in mg/dl (per il
maschio)
Come
sopra x 0,85 come fattore di correzione per la femmina.
Tali
parametri ci danno l’idea della condizione di insufficienza renale
cronica. Per esempio un uomo di 40 anni e 70 kg deve avere una clearance
della creatinina tra 80 e 200 ml/min. Viceversa un uomo di 100 kg e di 100
anni deve averla tra 45 e 100 mg/min.
Vediamo
insieme ora le indicazioni
terapeutiche previste per l’eritropoietina.
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Eritropoietina
e nuove preparazioni:
-
darbepoetina
α
-
epoetina
α
-
epoetina
β
In
Gran Bretagna sono autorizzate 5 eritropoietine: Epoetina alfa (
Eprex ), Darbepoetina alfa ( Aranesp ), Epoetina beta (
NeoRecormon ), Epoeteina delta (Dynepo ) e
Metossipolietilenglicole-Epoetina alfa ( Mircera ).
.
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La
prescrizione a carico del SSN, su diagnosi e piano terapeutico di
centri specializzati, Universitari o delle Aziende Sanitarie,
individuati dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e
Bolzano, è limitata alle seguenti condizioni:
-
trattamento
dell’anemia (Hb < 11 g/dL) associata ad insufficienza
renale cronica in bambini e in adulti sia in trattamento
dialitico sia in trattamento conservativo; quando Hb > 12
g/dL il trattamento deve essere interrotto;
-
trattamento
dell’anemia (Hb < 10 g/dL ma non < 8 g/dL) nei
pazienti oncologici che ricevono chemioterapia antiblastica;
in caso di Hb < 8 g/dL è è indicata l’emotrasfusione;
-
trattamento
dell'anemia (Hb < 10 g/dL o riduzione dell'emoglobina = 2
g/dL durante un qualsiasi periodo di 4 settimane di
trattamento) nei pazienti trapiantati di fegato o con diagnosi
clinica o istologica di cirrosi, che ricevono ribavirina in
combinazione con interferone standard o peghilato e che
presentano risposta virologica alla terapia;
-
in
pazienti HIV pluritrattati con anemia (Hb < 8,5 g/dL) nei
quali l'uso di farmaci anemizzanti è l'unica alternativa
terapeutica.
La
prescrizione di epoetina e e darbepoetina non è rimborsata dal
SSN per altre indicazioni autorizzate.
|
Per
tutti i pazienti trattati
- Le concentrazioni target di emoglobina non devono eccedere di 12
g/dl.
Uno
studio ha mostrato che i pazienti a cui era stata somministrata l’Epoetina
alfa con l’obiettivo di raggiungere una concentrazione di
emoglobina di 11.3 g/dl hanno presentato un significativamente più
lungo tempo all’endpoint composito di morte, infarto miocardio,
ospedalizzazione per insufficienza cardiaca congestizia, ictus,
rispetto ai pazienti trattati per raggiungere una concentrazione di
emoglobina di 13.5 g/dl.
|
- L’emoglobina deve essere misurata 2 volte a settimana per 2-6
settimane dopo ogni aggiustamento di dosaggio in modo da verificare
la stabilizzazione dei livelli di emoglobina.
- Il dosaggio dell’Eritropoietina umana ricombinante deve essere
ridotto se gli aumenti dei livelli di emoglobina superano 1 g/dl
ogni 2 settimane.
Per
i pazienti con insufficienza renale cronica, le concentrazioni di
emoglobina devono essere misurate 2 volte a settimana dopo aver
iniziato il trattamento e fino a stabilizzazione dei livelli di
emoglobina.
Per i pazienti con tumore e per i pazienti con infezione da HIV
trattati con Zidovudina, i livelli di emoglobina devono essere
misurati una volta a settimana dopo aver iniziato il trattamento e
fino a che l’emoglobina si sia stabilizzata.
|
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I
pazienti con una storia di malattia cardiovascolare o ipertensione
devono essere strettamente monitorati e la loro pressione sanguigna
deve essere tenuta sotto controllo.
Alcune
eritropoietine sono anche autorizzate nel trattamento dei pazienti con
tumori non-mieloidi, che sviluppano anemia dopo chemioterapia. Occorre
tenere presente che l’epoetina può causare aplasia eritroide nei
pazienti con insufficienza renale trattati a lungo, come riporta la FDA
americana, l’agenzia per il controllo sui farmaci. Infatti si è visto
che numerosi pazienti a distanza di mesi o
anni dall'inizio del trattamento con Epoetina alfa , mostrano un
improvviso peggioramento dell'anemia , che diventa resistente a
progressivi aumenti della dose di Eritropietina.Molti di questi pazienti
sono diventati dipendenti da trasfusioni e non hanno risposto al
trattamento con altre eritropoietine. Ciò dipendeva dalla comparsa di
anticorpi anti-eritropoieetine.
Altri problemi con eritropoietina.
Pazienti con tumore
Gli studi controllati hanno mostrato un significativo eccesso di mortalità
nei pazienti con anemia associata al tumore, trattati con eritropoietine
ricombinanti rispetto ai controlli. I pazienti assegnati al trattamento
con eritropoietina ricombinante hanno presentato un aumentato rischio di
eventi tromboembolici, rispetto ai controlli ( HR=1.67 ).
Il trattamento dovrebbe essere interrotto quando i sintomi dell’anemia
sono stati adeguatamente controllati. I sintomi dell’anemia possono
essere controllati in alcuni pazienti a concentrazioni di emoglobina più
basse rispetto a quelle convenzionalmente considerate essere normali.
Nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica, i livelli di
eritropoietina risultano aumentati e correlati a una prognosi
non-favorevole.
Inoltre, i livelli di eritropoietina in questi pazienti mostrano una
debole correlazione con i livelli di emoglobina.
È stata compiuta un’analisi retrospettiva di un sottogruppo dello
studio optimaal ( Optimal Trial in Myocardial Infarction with the
Angiotensin II Antagonist Losartan ), comprendente 224 pazienti con un
infarto miocardico acuto ( IMA ) complicato da segni o sintomi di
scompenso cardiaco.
Gli elevati livelli di eritropoietina al basale erano in grado di predire
l’aumento della mortalità
I pazienti che si sottopongono a dialisi ad alte altitudini ricevono dosi
più basse di Eritropoietina e raggiungono più alte concentrazioni di
emoglobina.Queste osservazioni possono trovare spiegazione in un’aumentata
disponibilità di ferro causata dall’attivazione dei fattori indotti da
ipossia alle alte altitudini.Da uno studio è emerso che l’altitudine è
dunque risultata inversamente associata a mortalità per tutte le cause
nei pazienti statunitensi che ricevono dialisi