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appunti del dott. Claudio Italiano, internista Related links: dolore stipsi occlusione intestinale meccanica
Nel nostro caso ci preme di parlarvi di ernie addominali, suddivise in congenite o acquisite: • ernie congenite: dell'ombelico che consente il passaggio del cordone ombelicale, del dotto peritoneo vaginale, dove migra il testicolo che dalla cavità addominale discende nella borsa scrotale. Se dopo tale passaggio, resta pervio l’orifizio allora avremo: •
onfalocele e ernia ombelicale neonatale nel caso dell'ombelico •
ernia inguinale congenita quando viene impegnato il dotto
peritoneo vaginale residuo •
ernie acquisite: sono quelle che si fanno strada attraverso aree
di debolezza della parete addominale.
Il contenuto è dato dal tipo di viscere mobile, più spesso intestino tenue ed epiploon, presente nel sacco. In genere il viscere, tranne nel caso in cui abbia delle sinechie, può rientrare in cavità addominale e l’ernia si dice “riducibile”; se rimane in addome, una volta spinta dalle mani del medico ( manovra di spremitura, per taxis) si dice “ernia contenibile”. In caso contrario, si definisce rispettivamente “irriducibile” ed “incontenibile”. Si dicono “permagne” le
ernie particolarmente voluminose ed irriducibili, come quella del nostro
paziente, perché la quantità
di intestino fuoruscito è talmente grande da aver perduto, come si
dice, il diritto di domicilio in addome. Sintomatologia e Complicazioni Il paziente, spesso è a
conoscenza della sua ernia, o altre volte, non ritiene che la
tumefazione che evidenzia, per esempio, nella borsa scrotale sia
correlata ad una erniazione del viscere. Le ernie, quando piccole,
possono rimanere a lungo asintomatiche. Altre volte, anche in assenza di
tumefazioni evidenti, possono manifestarsi con sintomi anche rilevanti:
dolore a cintura, dispepsia, gastralgia, che richiedono una diagnosi
differenziale con alcune patologie importanti quali la pancreatite o la
malattia peptica. In genere si presenta al pronto soccorso, perché
accusa violento dolore
addominale diffuso, per la stipsi
ingravescente, o, per un dolore prettamente da emergenza
chirurgica, se nel frattempo l’ernia si è strozzata. La
sintomatologia dell’ernia si aggrava notevolmente nel caso di
complicazioni: • Infiammazione. È piuttosto rara e comporta la formazione di aderenze tra i visceri erniati e la parete sacculare, specie se il paziente ha subito un trauma. •
Irriducibilità.
È caratteristica delle ernie permagne e di quelle che hanno subito
fenomeni infiammatori con formazione di aderenze. •
Intasamento.
È una complicazione tipica delle ernie inguinali, quando la massa
fecale si accumula progressivamente nell'ansa erniata distendendola e
ostruendola. Il conseguente blocco del transito intestinale provoca una occlusione
intestinale meccanica, patologia che richiede un trattamento
tempestivo. Nelle fasi iniziali e in presenza di situazioni generali
particolarmente compromesse (in cui si richiede il rinvio temporaneo
dell'intervento chirurgico) si può tentare anche una riduzione per
taxis, manovra che deve essere eseguita con le dovute cautele, per
evitare che una pressione eccessiva sull'intestino disteso possa
determinarne la rottura. •
Strozzamento.
Interviene quando le strutture che formano il colletto del sacco
improvvisamente esercitano un'azione di strangolamento sul segmento di
intestino che lo attraversa e sul peduncolo vascolare contenuto nel suo
mesentere con gravi conseguenze sulla circolazione dell’organo. Questa complicazione è
particolarmente temibile perché, se non viene risolta tempestivamente,
porta alla necrosi ischemica con conseguente perforazione della parete
intestinale. In questi casi possiamo avere
i segni di peritonite in caso di perforazione con versamento del
contenuto settico in cavità addominale. In questi casi prima si arriva
in ospedale e ci si opera e meglio è, altrimenti c’è il rischio che
in cavità addominale possano spandersi feci o pus, per rottura
dell'intestino già sofferente. Quadri clinici Ernia inguinale, quando
l’ernia percorre il canale inguinale, quello percorso dal funicolo
spermatico ed dal legamento rotondo della donna, entrando nella
regione inguinale, area triangolare delimitata: •
in basso da una linea che si identifica con il legamento
inguinale, •
medialmente dal margine laterale del Muscolo retto dell'addome •
da una terza linea ideale che congiunge la spina iliaca anteriore
superiore al margine del muscolo retto . Ma non sempre l’erniazione
del viscere è totale, potendosi avere i quadri
della “punta
d’ernia”, cioè il viscere si impegna in parte solo nell’orifizio
interno del canale inguinale e non è visibile né apprezzabile. Oppure
abbiamo anche il quadro clinico dell’ “ernia
interstiziale”, se il sacco e quindi l’ernia hanno invaso il
canale inguinale. Non è visibile ma apprezzabile. Si parla, invece, di vera e
propria “ernia inguino-scrotale”, se il viscere è erniato fin
dentro la borsa scrotale, forma questa assai avanzata ed evidente. Qui
occorre che il medico ponga diagnosi differenziale con altre patologie
del testicolo: varicocele, idrocele,
tumori del testicolo. Ernia crurale
Ernia ombelicale. Rappresenta la terza in ordine
di frequenza tra le ernie addominali. Si manifesta nella regione
ombelicale facendosi strada attraverso l’orifizio ombelicale. Si
distinguono varie forme: •
Ernia embrionale e fetale. Sono entrambe di natura congenita
essendo legate ad un difetto di chiusura della parete addominale
presente alla nascita. •
Ernia neonatale. Si osserva nel neonato per un difetto di
chiusura dell’ombelico dopo la caduta del cordone ombelicale. Tende a
regredire spontaneamente, in genere entro il primo anno di vita,
altrimenti va trattata chirurgicamente. •
Ernia dell’adulto. Tipica ernia da debolezza si può
manifestare a tutte le età e nei due sessi con prevalenza per quello
femminile e per la razza nera. Può diventare anche molto voluminosa. Ernia epigastrica È localizzata in regione
epigastrica, quindi mediana e sovra-ombelicale. Si fa strada attraverso
le piccole lacune presenti nella linea alba e che servono al passaggio
dei vasi e dei nervi locali. Terapia L'ernia deve essere
considerata la classica malattia di pertinenza chirurgica, nel senso che
può e deve essere curata solo operatoriamente. L'intervento, con le
tecniche attuali semplice e rapido, viene praticato in anestesia locale,
in regime di day hospital (ricovero di poche ore) e consente una rapida
ripresa delle proprie attività sociali e lavorative. I rischi di
recidiva sono minimi così come le complicazioni post-operatorie. |
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