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Ernia
Iatale
appunti del dott.
Claudio Italiano
vedi anche l'indice
di gastroenterologia
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Il diaframma è un
muscolo che separa i polmoni dall’addome e che consente la
respirazione, portandosi in basso ed appiattendosi. Ebbene, esiste nella
sua parte di sinistra una
piccola apertura, attraverso la quale passa l’esofago, il canale
digerente che collega il faringe con lo stomaco e che consente il
passaggio degli alimenti. Quest’apertura si chiama “hiatus” ed in
condizioni normali, lo iato è davvero piccolo e aderisce perfettamente
all’esofago, e lo stomaco, col suo fondo aderisce e sta sotto il
diaframma. L'ernia iatale è una patologia piuttosto diffusa dato che
colpisce in media circa il 15% degli italiani. In alcune persone, lo iato (l’apertura nel
diaframma) si indebolisce e si allarga o
per ragioni costituzionali, o per obesità, esercizio fisico, gravidanza
ecc. Indipendentemente dalla causa si origina
un’ernia: una parte dello stomaco fuoriesce verso l’alto, nella
cavità toracica, perché l’apertura si è allargata. Questa
situazione viene definita ernia iatale. Le ernie iatali sono molto
frequenti e si rilevano fino a sei persone su dieci prima dei 60 anni
con questa patologia.
Si conoscono principalmente 4 condizioni e 3 tipi di ernia iatale:
1)
condizione normale
2)
fondo gastrico non in sede ed angolo di His ottuso, con possibilità di reflusso
gastroesofageo
3.Ernia iatale da scivolamento:
è' il momento patogenetico iniziale delle ernie da scivolamento: il
punto di passaggio tra esofago e stomaco si trova, in seguito al
rilasciamento dell'apparato legamentoso cardiale, al di sotto
dell'angolo di His (angolo esofago-gastrico). Frequente reperto
gastroscopico, si tratta del
tipo più comune, l’ernia va su è giù, entrando e fuoriuscendo dalla
cavità toracica. Queste ernie di solito sono piccole e normalmente non
causano problemi né sintomi. E’ la più frequente (presente in circa
il 90% dei casi); si caratterizza per il passaggio di una porzione dello
stomaco attraverso lo iato esofageo. La giunzione gastroesofagea viene
così spinta verso l'alto provocando in molti casi un disturbo tipico
della malattia chiamato reflusso gastroesofageo. Questo passaggio è
talvolta reversibile e particolarmente sensibile agli sbalzi di
pressione addominale. La deglutizione, uno sforzo eccessivo, un colpo di
tosse possono infatti facilitare la fuoriuscita dell'ernia che può poi
ritornare spontaneamente nella sua posizione iniziale.
4.Ernia iatale fissa (o
paraesofagea): in questo caso la parte superiore dello stomaco rimane
intrappolata nella cassa toracica. Anche in questa situazione i sintomi
possono essere trascurabili. Tuttavia, c’è maggior probabilità di
avere problemi.Infatti in questa condizione In questo caso la giunzione
tra stomaco ed esofago rimane nella sua sede naturale mentre il fondo
dello stomaco passa in torace. Il richio maggiore in questo caso è che
l'ernia finisca per strozzarsi tra l'esofago e lo iato o che venga
compromesso seriamente l'apporto di sangue allo stomaco. La posizione
del cardias e la funzione dello sfintere esofageo inferiore risultano
normali. Parte dello stomaco si sposta nel torace col sacco erniano
peritoneale in prossimità dell'esofago. Variante estrema: il cosiddetto
stomaco toracico.
.Ernia
iatale complicata o mista: per fortuna questo tipo di ernia è
raro. L’ernia può assumere diverse forme: ci sono addirittura
situazioni in cui tutto lo stomaco forma un’ernia nella cassa
toracica. È molto probabile che questo tipo di ernia causi problemi e
che sia necessaria una cura, che spesso comporta l’intervento
chirurgico. Le ernie complicate comunque sono molto rare.
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Clinica
Sintomi
ernia iatale
Il quadro clinico dell'ernia iatale è piuttosto
variabile e mentre per alcune persone la malattia è del tutto
asintomatica per altre può essere causa di disturbi più o meno gravi.
Spesso un paziente scopre occasionalmente di avere un'ernia iatale
durante una visita legata ad altre patologie esofagee. Se l'ernia iatale
è piuttosto grande può causare un reflusso del chimo gastrico nel
tratto terminale dell'esofago.
Tra l'esofago e lo stomaco esiste una speciale
valvola che in condizioni normali si apre e si chiude per consentire il
passaggio del bolo alimentare in un'unica direzione. Il diaframma, con
la sua pressione, favorisce il funzionamento di questo meccanismo,
comprimendo e mantenendo chiuso lo sfintere. Quando si sviluppa un'ernia
iatale la parte di stomaco che fuoriesce dalla sua sede naturale spinge
lo sfintere al di sopra del diaframma alterando il normale meccanismo di
apertura e chiusura. Questo lembo di tessuto muscolare può così
aprirsi anche nei momenti meno opportuni causando la risalita del
contenuto gastrico (pH acido 0.9 -3.5). Questa condizione è chiamata
"sindrome da reflusso gastro-esofageo".
A causa dell'estrema acidità del contenuto
gastrico le pareti esofagee possono lesionarsi causando i sintomi tipici
della malattia:
Tutti questi sintomi tendono a comparire o a
peggiorare in occasione di sforzi severi o durante la gravidanza, a
causa del temporaneo aumento della pressione intraddominale. La
posizione orizzontale o "a testa in giù" (come quando ci si
allaccia una scarpa) aggrava ancor di più i sintomi tipici dell'ernia
iatale.
Sebbene esistano farmaci efficaci nel curare questa
particolare condizione talvolta si ricorre all'intervento di correzione
chirurgica, specie se l'ernia iatale è molto estesa. Alcune gravi
complicanze dell'ernia iatale includono infatti l'aumentato rischio di
sviluppare ulcera allo stomaco e tumore esofageo, difficoltà
respiratorie, anemia e perdita di sangue con vomito o feci. Chi soffre di ernia iatale avverte spesso un senso
di oppressione toracica che può essere confuso facilmente con un
attacco anginoso o con un infarto. Anche per questo motivo la diagnosi
precoce della malattia è molto importante.
Nel caso insorga un dolore severo alla cassa
toracica o all'addome associato a nausea, vomito o senso di costrizione
gastrica è bene consultare al più presto il proprio medico. Potrebbe
infatti trattarsi di una complicazione legata ad
1) Ernia da scivolamento: il 90% dei portatori è
privo di sintomi (ernia da scivolamento asintomatica senza valore di
malattia), il 10% è affetto da reflusso gastroesofageo
Ernia paraesofagea:
a) stadio asintomatico
b) stadio non
complicato: acidità gastrica, sensazione di peso epigastrico,
soprattutto dopo l'assunzione di cibo c) stadio complicato: disturbi dì
transito alimentare, strozzamento, erosione od ulcera sul colletto,
anemia da sanguinamento
cronico
Diagnosi
Studio radiologico del tubo digerente in posizione
di Trendelenburg, ma principalmente la diagnosi è endoscopico
Terapia
Ernia assiale: necessita di trattamento solo se il
reflusso è accompagnato da disturbi.
Ernia paraesofagea: le indicazioni all'intervento
sussistono anche nello stadio asintomatico per il pericolo che insorgano
complicanze. Procedimento: gastropessia transaddominale (fissaggio dello
stomaco alla parete addominale anteriore).
Nella maggior parte delle persone l'ernia iatale è
asintomatica e non richiede pertanto trattamenti specifici. Altre volte
è sufficiente adeguare l'alimentazione ed il proprio stile di vita alla
malattia. Questi piccoli cambiamenti comprendono:
DIETA: Cfr
dieta_reflusso.htm
Importante
è sempre evitare:
-
fumo
-
cibi
piccanti, spezie, condimenti
-
fritti
e soffritti
-
dadini
di carne e brodo di carne (ricordiamo che i peptoni contenuti nel
brodo stimolano l’acidità gastrica; che cosa sono i peptoni? Si
tratta di parti molto piccole delle proteine che sono potenti
stimolatori appunto della secrezione acida dello stomaco)
-
cioccolata
-
menta
-
succhi
di frutta acidi
chi soffre di ernia iatale dovrebbe consumare
diversi pasti durante la giornata evitando il più possibile le
abbuffate. Il consumo di alcol, caffè, cioccolato, frutta acidula
(agrumi), cipolle ed alimenti piccanti in genere, andrebbe perlomeno
limitato, in quanto tende ad aumentare l'acidità gastrica mettendo in
pericolo l'integrità della muscosa esofagea.
Pasti abbondanti, specie se ricchi di grassi,
allungano il tempo di permanenza del cibo all'interno dello stomaco
aumentando la possibilità di reflussi gastrici. Nelle due tre ore successive al pasto è bene
evitare di coricarsi o compiere lavori pesanti. La posizione orizzontale
o il temporaneo aumento della pressione addominale potrebbero infatti
facilitare la risalita del contenuto gastrico.
DIMAGRIMENTO: la maggior parte dei pazienti gode di
notevoli benefici dopo aver perso qualche chilo. La perdita del grasso
in eccesso riduce infatti la pressione sullo stomaco rendendo più
difficile il reflusso gastrico.
BERE DI PIU': la saliva ed i liquidi proteggono le
muscose esofagee dai succhi gastrici
SMETTERE DI FUMARE: il fumo e la secchezza orale
favoriscono il reflusso acido
NON ABUSARE DI ALCUNI FARMACI: come i FANS
(aspirina, ibuprofene, sedativi, tranquillanti ecc.). Si consiglia in
ogni caso di comunicare il loro utilizzo al medico, in modo da
controllarne la compatibilità con la malattia trovando, eventualmente,
delle alternative più salutari
EVITARE I VESTITI ADERENTI poiché aumentano la
pressione sullo stomaco
QUANDO DORMITE: cercate di appisolarvi tenendo la
testa sopra un cuscino. In questo modo la forza di gravità ostacolerà
il reflusso. Per lo stesso motivo evitate di dormire con cuscini sotto
la pancia. Se questo primo approccio fallisce l'ernia iatale
viene trattata con l'ausilio della terapia farmacologica a base di
antiacidi. Inibendo temporaneamente la secrezione acida nello stomaco si
potrà così favorire la rigenerazione delle mucose esofagee. In
associazione agli antiacidi si potranno assumere altri farmaci che
agiscono direttamente sui tessuti interni dell'esofago, rivestendoli e
proteggendoli dal reflusso. Oggi esistono infatti diversi princìpi
attivi più o meno efficaci, che danno sollievo alleviando i sintomi, ma
non curano direttamente la patologia. L'ernia iatale è infatti una
malattia anatomica e come tale curabile soltanto attraverso l'intervento
chirurgico. Questo tipo di trattamento è indicato quando l'ernia è
molto voluminosa o quando insorgono gravi complicanze. L'ernia iatale
paraesofagea potrebbe, per esempio, causare lo strozzamento di una parte
dello stomaco e ciò richiederebbe un tempestivo intervento chirurgico. Lo scopo dell'operazione è di riportare in sede la
parte di stomaco fuoriuscita evitando nuove erniazioni. A tal proposito
viene oggi attuata una tecnica mini-invasiva basata sull'inserimento di
microtelecamere e speciali strumenti chirurgici attraverso cinque o sei
mini incisioni effettuate sull'addome. Durante l'operazione il chirurgo
può così avvalersi dell'ausilio di un video girato tramite
laparoscopio, uno speciale strumento a fibre ottiche, utilizzato anche
durante altri interventi all'addome (asportazione della colecisti con i
calcoli, dell'appendice infiammata ecc.). Dopo aver riposizionato
l'ernia iatale il chirurgo potrà intervenire per ridurre il rischio di
recidive, tramite la riduzione dello iato esofageo o attraverso la sua
ricostruzione (nel caso sia particolarmente debole). Queste piccole incisioni (5-10 millimetri) rendono
l'intervento molto meno invasivo del tradizionale (chirurgia
"aperta") che obbligava ad un'incisione profonda ed estesa
della parete addominale.
Grazie a questo intervento si accelera la
guarigione diminuendo al tempo stesso il rischio di infezione. Molti
pazienti possono così camminare già il giorno successivo
all'operazione; anche il dolore e le cicatrici postoperatorie sono
notevolmente inferiori. Nel giro di una settimana il paziente può
riprendere le normali attività pur astenendosi dai lavori pesanti per
almeno 2 mesi dopo l'intervento.
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di gastroenterologia
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