ESOFAGITE

ESOFAGITE

 

appunti e riflessioni a cura del dott. Claudio Italiano

 

cfr anche semeiotica_gastro_2

Esofagite significa infiammazione dell'esofago; l'esofago è un canale che collega la faringe allo stomaco. Le esofagiti possono essere classificate in:

  • Esofagite peptica, cioè  il danno della mucosa esofagea che dipende dal passaggio di materiale acido dallo stomaco dove il pH è acido, all'esofago, dove deve essere alcalino. Tale reflusso è responsabile, se ripetuto nel tempo, di danneggiamenti tali per cui l'esofago può sviluppare delle lesioni precancerose che vanno sotto il nome di "esofago di Barrett"

  • Esofagite alcalina, cioè l'infiammazione dell'esofago causata dal reflusso di sali biliari refluiti dal duodeno allo stomaco ed all'esofago

  • Altre forme di esofagiti non peptiche, dove cioè il fattore responsabile del danno è costituio da infezioni battericge o micotiche, o virali, per esempio nei soggetti immunodepressi, per esempio con sieropositività ad HIV.

    ESOFAGITE PEPTICA E MALATTIA DA REFLUSSO GASTROESOFAGEO

     

    Parlando di malattia peptica dell'esofago facciamo riferimento al danno della mucosa esofagea che dipende dall'acido refluito. Viceversa non tutti i reflussi sono patologici, perchè avvengono normalmente nel post-prandium, anche senza causare danneggiamenti. Infatti solo  il 50-80% dei soggetti con malattia da reflusso evidenziano un quadro di esofagite. La malattia da reflusso è assai comune, ma solo il 7% della popolazione ha un reflusso sintomatico, cioè presenta pirosi retrosternale quotidiana. Invece altri hanno bruciore solo una volta al mese (il 15% dei soggetti con reflusso). Quando, infime, facciamo riferimento alla esofagite da reflusso, cioè al danneggiamento istologico della mucosa, questo è presente nel 3-4% degli individui. Anche le gravide nel 50-80% delle gravidanze, soffrono di pirosi retrosternale, ma non di una vera e propria esofagite.

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    Classicamente si differenziano i pazienti con malattia da reflusso gastroesofageo possono presentare i segni in condizioni differnti a seconda della severità della stessa:

    - in condizioni di posizione supina, per esempio al momento di coricarsi

    - in posizione eretta, dunque intesa questa condizione come forma severa

    - posizione combinata

    PATOGENESI DELLA MALATTIA DA REFLUSSO

     

    La malattia da reflusso gastroesofageo dipende da alterazioni del tono dello sfintere inferiore (cfr alterazione della motilità esofagea), ossia il sistema di continenza dell'esofago, detto sfintere inferiore, che è una zona di pressione dell'ultimo tratto dell'esofago che di fatto impedisce il passaggio di acido e pepsina nel lume esofageo stesso. Pertanto essa dipende da svariate cause. Vediamole.

    Alterazioni dello sfintere esofageo inferiore dovute a mancato rilasciamento dello sfintere non associato a deglutizione, oppure al tono dello sfintere ridotto o assente, tono che normalmente deve essere compreso tra 10 e 20 mmHg per impedire il reflusso. Ancora  l’esofago, di norma presenta un’ attività di clearance, cioè di pulizia del lume dagli ingesti e dalla presenza di Visione endoscopica dell'esofago distale; si tratta di un esofago di Barrett,  mucosa di colore "salmone" semicircolare che risale nell'esofago e rappresenta l'area di metaplasiamateriale eventualmente risalito, poiché i reflussi avvengono normalmente durante le 24 ore e sono documentabili, ma diventano sintomatici nella malattia da reflusso gastro-esofageo, probabilmente perché tale attività di clearance è ridotta ed il materiale acido resta per più tempo a contatto con l’esofago.  Inoltre la saliva svolge un ruolo di tamponamento dell’acidità eventualmente presente in esofago,  ad ogni atto deglutitivo, grazie ai valori alcalini del suo pH. Può anche darsi che il succo gastrico refluito sia particolarmente acido, per caratteristiche intrinseche sue specifiche. In genere ciò dipende dal fatto che lo stomaco si svuoti con lentezza, cosa che può accadere nel paziente diabetico con gastroparesi diabeticorum, cioè con svuotamento lento per neuropatia diabetica. Questo ritardato svuotamento gastrico dei solidi e dei liquidi  risulta infatti presente nel 60% dei pazienti con malattia da reflusso e, specialmente, nel diabetico.

    Alterazioni motorie dell'esofago ed ernia jatale, anche se non sempre i pazienti con ernia iatale hanno un reflusso gastroesofageo; probabilmente le alterazioni alla base della formazione dell'ernia predispongono anche al reflusso, ma altri fattori devono intervenire per determinarla. Per esempio un ruolo importante lo svolgono determinati alimenti. Ad esempio i cibi a base di spezie e cioccolata, il caffè, il fumo,i succhi di frutta acidi, la menta, il succo di pomodoro. Alcuni farmaci determinano il reflusso, come il progesterone, la teofillina, le prostaglandine e gli anticolinergici, i beta-agonisti.  

    Sintomi

     

    Sono rappresentati da un dolore al petto che deve essere differenziato da un dolore stenocardico o da altri tipi di dolore toracico. Il dolore è vissuto come urente, cioè come un bruciore che si irradia alla base della lingua. Il paziente può presentare anche una disfagia dolorosa (odinofagia), specie se il lume è stenosato, a seguito dei continui reflusso e del danno da malattia peptica. Il paziente si risveglia al mattino col segno del "cuscino bagnato", cioè può essere rigurgitato materiale dalla bocca ed il cuscino può presentare una bava rosata. Ancora possono essere presenti dei segni respiratori, per esempio una tosse stizzosa asmatiforme.

    Istologia

    Un'esofagite peptica (fig. 27-29) si caratterizza, nelle sue forme lievi, per la presenza di una discreta iperplasia della zona basale dell'epitelio, (>15-20% dello spessore totale dell'epitelio), e per un allungamento delle papille, la cui altezza giunge a superare il 75% dell'intero spessore dell'epitelio. Sono, inoltre, presenti fenomeni d'iperplasia papillare associati a teleangectasie della rete capillare della lamina propria.

    Diagnosi.

    Dopo l'approccio al paziente gastroenterologico che consente di discernere se la patologia è del tratto alto o basso del tubo digerente, si procede con la richiesta delle indagini del caso:

  • esofagogastroduodenoscopia

  • pasto baritato, esofagogramma

  • pH metria

  • manometria se si sospetta un'alterazione motoria
  • esofagite da reflusso di II grado, vedi spiegazione nella pagina

    Cura

    La cura è sempre affidata a mani esperte ed al vostro medico curante. Si basa sull'impiego degli inibitori di pompa protonica (es. omeprazolo, lansoprazolo, esomeprazolo) o degli anti-H2 (raniditina, famotidina, cimetidina), oggi non più utilizzati tranne che nei pazienti in cura con il clopidogrel, per ragione di interazione. Inoltre sono indicati dei farmaci antiacidi come il sodio alginato e potassio bicarbonato (il vecchio gaviscon) o farmaci procinetici che consentono un aumento di tono del LES ed uno svuotamento gastrico accelerato. Esiste anche una dieta per l'esofagite.

     

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