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appunti e riflessioni a cura del dott. Claudio Italiano, gastroenterologo cfr
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Parlando di malattia peptica dell'esofago facciamo riferimento
al danno della mucosa esofagea che dipende dall'acido refluito.
Viceversa non tutti i reflussi sono patologici, perchè avvengono
normalmente nel post-prandium, anche senza causare danneggiamenti.
Infatti solo il 50-80% dei soggetti con malattia
da reflusso evidenziano un quadro di esofagite. La malattia da
reflusso è assai comune, ma solo il 7% della popolazione ha un reflusso
sintomatico, cioè presenta pirosi retrosternale quotidiana. Invece
altri hanno bruciore solo una volta al mese (il 15% dei soggetti con
reflusso). Quando, infime, facciamo riferimento alla esofagite da
reflusso, cioè al danneggiamento istologico della mucosa, questo è
presente nel 3-4% degli individui. Anche le gravide nel 50-80% delle
gravidanze, soffrono di pirosi retrosternale, ma non di una vera e
propria esofagite. Classicamente si differenziano i pazienti con malattia da reflusso
gastroesofageo possono presentare i segni in condizioni differnti a
seconda della severità della stessa: - in posizione eretta, dunque intesa questa condizione come forma severa - posizione combinata
Inoltre la saliva svolge un ruolo di
tamponamento dell’acidità eventualmente presente in esofago,
ad ogni atto deglutitivo, grazie ai valori alcalini del suo pH.
Può anche darsi che il succo gastrico refluito sia particolarmente
acido, per caratteristiche intrinseche sue specifiche. In genere ciò
dipende dal fatto che lo stomaco si svuoti con lentezza, cosa che può
accadere nel paziente diabetico con gastroparesi
diabeticorum, cioè con svuotamento lento per neuropatia diabetica.
Questo ritardato svuotamento gastrico dei solidi e dei liquidi
risulta infatti presente nel 60% dei pazienti con malattia da
reflusso e, specialmente, nel diabetico.
Alterazioni motorie dell'esofago ed ernia jatale, anche se non sempre i
pazienti con ernia iatale hanno un reflusso gastroesofageo;
probabilmente le alterazioni alla base della formazione dell'ernia
predispongono anche al reflusso, ma altri fattori devono intervenire per
determinarla. Per esempio un ruolo importante lo svolgono determinati
alimenti. Ad esempio i cibi a base di spezie e cioccolata, il caffè, il
fumo,i
succhi di frutta acidi, la menta, il succo di pomodoro. Alcuni farmaci
determinano il reflusso, come il progesterone, la teofillina, le
prostaglandine e gli anticolinergici, i beta-agonisti. Sintomi Sono rappresentati da un dolore al petto che deve essere differenziato da un dolore stenocardico o da altri tipi di dolore toracico. Il dolore è vissuto come urente, cioè come un bruciore che si irradia alla base della lingua. Il paziente può presentare anche una disfagia dolorosa (odinofagia), specie se il lume è stenosato, a seguito dei continui reflusso e del danno da malattia peptica. Il paziente si risveglia al mattino col segno del "cuscino bagnato", cioè può essere rigurgitato materiale dalla bocca ed il cuscino può presentare una bava rosata. Ancora possono essere presenti dei segni respiratori, per esempio una tosse stizzosa asmatiforme. Istologia
Cura La cura è sempre affidata a mani esperte ed al vostro medico curante. Si basa sull'impiego degli inibitori di pompa protonica (es. omeprazolo, lansoprazolo, esomeprazolo) o degli anti-H2 (raniditina, famotidina, cimetidina), oggi non più utilizzati tranne che nei pazienti in cura con il clopidogrel, per ragione di interazione. Inoltre sono indicati dei farmaci antiacidi come il sodio alginato e potassio bicarbonato (il vecchio gaviscon) o farmaci procinetici che consentono un aumento di tono del LES ed uno svuotamento gastrico accelerato. Esiste anche una dieta per l'esofagite. |