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La
difficile cura del paziente con reflusso gastroesofageo.
appunti personali e
riflessioni a cura del
dott. Claudio Italiano, gastroenterologo
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Si
ricorda che le notizie sono riportate solo come semplice
informazione. Nessuno può automedicarsi leggendo una pagina
internet! Solo il gastroenterologo può prescrivere una giusta
terapia ed avere la responsabilità della cura del suo paziente!
.
Come abbiamo già
spiegato ampiamente sul nostro sito
gastroepato,
il
reflusso gastro-esofageo
si verifica quando il contenuto gastrico ritorna nell'esofago,
poiché il LES o low esophageal sficter, cioè sfintere esofageo
inferiore si è dimostrato incontinente, per un rilassamento
transitorio o cronico. La malattia da reflusso gastro-esofageo è
frequente, poiché quasi tutti, prima o poi, hanno accusato un
dolore toracico
che si manifesta come bruciore epigastrico. Il 10% dei soggetti che
soffrono di tali sintomi ha una malattia erosiva. In uno studio
condotto in Italia su oltre 500 lavoratori si è rilevato che il 21%
di essi aveva sofferto negli ultimi 12 mesi di una sintomatologia da
reflusso gastro-esofageo di discreta gravità (pirosi gastrica e
rigurgito acido), tale da interferire con le normali attività
lavorative, con sensazione di amaro in bocca (cfr
alitosi). Ora, si è
visto, che normalmente si hanno dei reflussi nell’arco delle 24 ore
e che non tutti i soggetti sviluppano esofagite. Ancora, può essere
che alcuni soggetti sviluppino un’ esofagite non erosiva, cioè che
abbiano solo un bruciore senza lesioni, quindi con esame endoscopico
normale, detta anche “malattia da reflusso endoscopicamente
negativa” e che, altri, viceversa abbiamo un’
esofagite erosiva,
cioè che l'endoscopia mostra infiammazione ed erosioni nel lume
dell’esofago.
Complicazioni
La
malattia da reflusso gastro-esofageo è di solito benigna, nel senso
che non complica con lesioni particolari, come stenosi e
neoplasie, ulcere peptiche e complicanze respiratorie e, perciò,
ha una bassa mortalità.
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Si è visto in uno studio condotto per 22 anni, che se un soggetto in
tale arco di tempo non sviluppa lesioni, con ogni probabilità non ne
svilupperà neppure il seguito. Viceversa un piccolo
sottogruppo di soggetti sviluppa stenosi esofagee ed una temuta
lesione precancerosa che è costituita dall’esofago
di Barrett, che in
alcuni casi può anticipare l’adenocarcinoma
o manifestazioni extraesofagee. Tali sintomi non sempre sono strettamente correlate alla gravità del
quadro, quindi non devono essere i sintomi a guidare il
gastroenterologo, ma l’esperienza ed il controllo “de visu” per
endoscopico delle lesioni e le biopsie mirate possono salvare la
vita del paziente. Tra gli end point surrogati la gastrite
atrofica e l'esofago di Barrett, che secondo alcuni studi sarebbe
associato con l'adenocarcinoma |
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La cura
Nei pazienti con
malattia da reflusso non erosiva
Si possono impiegare scambievolmente sia i vecchi
anti H2 (ranitidina e succedanei) che i più recenti inibitori della
pompa protonica. Nel sollievo dei sintomi le metanalisi degli studi
hanno trovato che gli inibitori della pompa protonica erano
significativamente più efficaci del placebo nella risoluzione
completa del bruciore epigastrico in una settimana: 41% vs
5%; va comunque precisato che gli inibitori di pompa sono più
efficaci rispetto agli anti-H2, specie l’esomeprazolo, nella
cicatrizzazione delle ulcere e nel trattamento dell’esofagite
erosiva.. E così pure gli inibitori di pompa sono più efficaci degli
anti-H2
nel mantenere le remissioni. Viceversa
non esistono studi che comprovino l’efficacia della tecnica
chirurgica nella terapia della malattia erosiva esofagea. Ma non è
possibile negare l’efficacia dell’intervento di fundoplicazione
nella terapia del reflusso e, dunque, delle esofagiti. Anzi, esiste
uno studio randomizzato ha trovato che la mobilizzazione del
fundus gastrico non aveva effetti sui sintomi post operatori o
sui tassi di guarigione ma aumentava il rischio di ernia iatale. Uno
studio randomizzato non ha trovato differenze negli esiti fra
fondoplicazione totale o parziale, a parte un aumento della
flatulenza in seguito a fondoplicazione totale.

In soggetti con
reflusso gastro-esofageo complicato da gastrite erosiva o da esofago
di Barrett
Non abbiamo trovato
prove valide sugli effetti del trattamento del reflusso
gastro-esofageo in soggetti con
esofago di Barrett.
In soggetti con
sintomi extraesofagei
Una revisione
sistematica non sembra aver trovato prove di un miglioramento nella
funzionalità polmonare negli asmatici trattati per malattia da
reflusso gastro-esofageo con antiacidi ed inibitori di pompa.
Asma:
Abbiamo trovato una revisione sistematica sugli effetti dei
trattamenti del reflusso gastro-esofageo sulla gravità dell'asma. La
revisione ha identificato 9 studi randomizzati (3 sugli inibitori
della pompa protonica, 5 sugli anti H2 e 1 sul trattamento
conservativo di lunga durata). Rispetto al placebo il trattamento
anti reflusso non induceva miglioramenti consistenti dei sintomi
dell'asma, della funzione polmonare, né del ricorso ai farmaci anti
asmatici. I revisori concludono che non vi sono prove che il
trattamento del reflusso gastro-esofageo migliori i sintomi
dell'asma, anche se non si può escludere la possibilità che
specifici sottogruppi possano trarre un effetto positivo da questo
approccio.
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Uno studio di coorte prospettico in aperto che ha
valutato l'uso di omeprazolo in 182 soggetti con laringite cronica e
reflusso ha riscontrato, tuttavia, un miglioramento nei sintomi.
Esempi dei farmaci impiegati nella cura:
- Inibitori della pompa protonica
(bloccano la pompa dei protoni della parete
gastrica)
- Omeprazolo (Mepral, Losec, Logastric)
disponibile sotto forma di medicinale generico
dal 2002;
- Lansoprazolo (Dakar, Prevacid) disponibile
sotto forma di medicinale generico dal 2007;
- Esomeprazolo (Inexium, Nexium);
- Pantoprazolo (Pantoloc, Inipomp);
- Rabeprazolo sodico (Pariet);
- Antagonisti dei recettori anti-H2 (Gli
anti-H2 riducono la secrezione acida gastrica
stimolata da istamina)
- Cimetidina,
- Ranitidina
- Famotidina
- Nizatidina
- Roxatidina
Farmaci anti-acidi
- acido alginico (gaviscon), dalle alghe brune, è impiegato
come sale ed ha un'azione di protezione della mucosa esofagea in
caso di reflusso
- magnesio idrossido ed alluminio idrossido, per tamponare
l'acidità gastrica
Farmaci procinetici (I farmaci procinetici sono in grado di
interagire con specifici recettori , per esempio, i più importanti
sono i recettori muscarinici per lacetilcolina e danno agonismo, il
recettore dopaminergico D2 (antagonismo), alcuni
recettori (come il 5-HT3 e il 5-HT4) per la
serotonina e, in grado minore, i recettori per la motilina
(agonismo).
- I farmaci maggiormente utilizzati sono:
- betanecolo
- Neostigmina
- Cisapride (non più in uso in Italia per il rischio di QT
lungo -
aritmie)
- Levosulpiride (levopraid)
- Domperidone (il vecchio peridon)
- Metoclopramide (il vecchio plasil)
- Tegaserod (nel vomito neoplastico)
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